Trauma cronico – Perché l’Italia non deve vincere il mondiale

Credo che in Europa il fascismo attaccherà in forze nei prossimi anni e che dobbiamo prepararci ad affrontare l’odio e la sete di vendetta che i fascisti stanno alimentando. Sia chiaro, si presenteranno con maschere pseudo-democratiche, alcune delle quali circolano già tra noi. Non dobbiamo lasciarci ingannare. Mi raccomando.

José Saramago

L’Italia di calcio si è qualificata per il mondiale. L’Italia è campione del mondo in carica e potrà difendere il titolo conquistato. Se la memoria non mi trae in inganno, è la prima volta che la squadra campione uscente debba affrontare la fase a gironi di qualificazione. Sono cambiate le regole, e se sono cambiate, sicuramente dietro ci sono ragioni economiche, ma non staremo qui ad indagare, non ci interessa. Quello che mi preme è condividere una riflessione cominciata nella tarda serata del 9 luglio del 2006, quando il popolo italiano è impazzito al grido bestiale di Pooo Popò PoPoPooo Pooo Popò PoPoPooo. Che poi milioni di italiani a fare il coretto per giorni e giorni, e mica lo sapevano, la maggioranza di loro, questi ignoranti, che intonavano il tema principale di un pezzo dei White Stripes, Seven Nation Army.

L’italiano è pecora, da secoli, nei secoli. In cento anni questi idioti hanno avuto la capacità di subire Benito Mussolini e, non contenti, Silvio Berlusconi. Roba da far accapponare la pelle all’uomo ancora capace di discernere e di ragionare.

Quel 9 luglio abbiamo assistito allo sdoganamento ufficiale del fascismo in tutta la sua brutale ignoranza e prepotenza. La gioia mondiale e i litri di Peroni avevano annullato i freni inibitori degli italiani scesi sbraitanti e suonanti nelle piazze ergendo simboli sopiti, svastiche, croci celtiche, fasci littori e soprattutto il volto di Benito Mussolini raffigurato su t-shirt e bandiere, o addirittura sulle mutande. L’ho visto coi miei occhi, ho sentito con le mie orecchie intonare vecchi canti fascisti, fu allora che decidemmo di ritirarci, io e i miei amici, perché ci rendemmo conto che non c’era nulla da festeggiare. La vittoria del mondiale di calcio, in quel determinato contesto storico, più che una gioia, fu un tristo evento.

Animale Italia. Italia di animali.

Il giorno successivo poi, in diretta tv coi festeggiamenti da Circo Massimo insieme ai giocatori, Buffon, uno degli uomini-simbolo di quella nazionale, il portiere paratutto, esultava mostrando uno striscione in cui vi era scritto “Fieri di essere italiani”, con tanto di celtica raffigurata in calce. Fu uno spettacolo indegno. Io mi vergognavo di essere italiano mentre il mio popolo impazzito era in preda a delirio collettivo.

Immagino Pertini, sono certo che egli non avrebbe taciuto, avrebbe detto qualcosa con l’indice puntato contro il portierone, a spiegargli cosa era il fascismo, il nazismo, che la Repubblica, la Costituzione, nascono dalla lotta per la libertà contro la dittatura, che lui era stato in prigione e storie di uomini che non ci sono più. Altri tempi, altri uomini.

Il mondiale del 1982 fu epico. Pertini ne fu un simbolo che seppe dare un senso vero, concreto, in un momento difficile nella storia del nostro stato democratico, l’ennesimo momento difficile, quando da poco la cronaca era stata investita dallo scandalo P2 e Pertini, Presidente Partigiano di cui oggi sentiamo immensa mancanza e gran bisogno, era allo stesso tempo la voce del popolo e la voce delle istituzioni che all’unisono parlavano da cittadini liberi a cittadini liberi.

Uno spettro si aggira per l’Italia, un doppietta mondiale che evocherebbe quella del ’34-’38, e non sarebbe proprio il caso. Abbiamo motivi validi di seria preoccupazione, Materazzi colpito dalla testata che crollava al suolo, era  l’immagine della democrazia in Italia che veniva meno. Rivolti alla mamma di Zidane questo popolo di imbecilli rivolgeva improperi irripetibili, specchio dell’incultura e del degrado senza dignità in cui si è beceramente sprofondati.

Ecco perché spero che l’Italia non vinca il mondiale.

Gianluca Liguori

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10 Responses to Trauma cronico – Perché l’Italia non deve vincere il mondiale

  1. flaviopintarelli scrive:

    Bell’articolo, e sono d’accordo in tutto.
    ma la cosa più inquietante è come persone che magari durante la loro vita si dichiarano staliniste (amici miei per esempio) si scordino, in occasione dei mondiali, del “proletari di tutto il mondo uniti” e facciano commenti beceri contro ogni altra nazione.
    cmq tranquilli, il prossimo anno il mondiale non lo vinciamo neppure se facciamo sacrifici umani…che bello sarebbe se lo vincesse una nazione africana, magari proprio contro di noi!

  2. enpi scrive:

    Gianluca, l’Italia è al momento la patria dei portieri fascisti. Buffon scelse la maglia numero 8 8 – ottantotto – H H, per poi cambiarla quando gli si fece notare il riferimento nazista; il portiere del Milan, Abbiati, fa “outing” sul suo essere fascista.

    detta così, pare una barzelletta.

    la situazione è ben peggiore, dal Piano Graziani del 1944 in poi la storia repubblicana è una storia di riciclaggio dei fascisti e dei fascismi. voluta e organizzata da oss prima e cia dopo. una storia ricca di gladio, bombe, p2, morti ammazzati, finti suicidi.

    Pasolini 35 anni fa – quasi esatti, l’articolo è del 14 novembre 1974, Corriere della sera – scriveva:
    “Io so.
    Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
    Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
    Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
    Io so i nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti [...]“.

    un anno dopo, all’Idroscalo di Ostia…

    la questione è: un Popolo nasce fascista, o lo diventa? l’intolleranza è un valore nazionale, familiare, o è inculcata dall’alto, dai media?

    perché non c’è dubbio che – di fronte a grandi individualità: singole o di cittadinanza [penso alle barricate di Parma del '22] – c’è un Popolo avvezzo alle nefandezze, e al rassicurante fascismo.

    la Difesa di Parma, per esempio… perché è tanto ignorata, tanto dimenticata? e i 100.000 morti del biennio 1919-21?

    insomma: è davvero rassicurante, il fascismo?

    ed è davvero importante chi vincerà i Mondiali di calcio?

    e.

  3. Dan scrive:

    sn sostanzialmente d’accordo! nei festeggiamenti si sono viste cose a dir poco spiacevoli.

    PS: nn è l aprima volta ke l acampione del mondo deve qualificarsi: anche i lbrasile x il mondiale 2006 h adovuto farlo. dal 2002 i campioni del mondo non sono più ammessi di diritto.

  4. Gianluca scrive:

    @ Enrico: non è per nulla importante chi vincerà il mondiale, figurati, anche se storicamente ogni vittoria ha contribuito in qualche modo al processo di stabilizzazione/destabilizzazione dello stato demo-fascista. Berlusconi è il migliore di tutti in queste cose, non sia mai che vinciamo con lui al potere, sai che martellamento, come cavalcherebbe l’euforia animale del popolino (neanche poi tanto -ino). Evitiamo. Facciamo il tifo per le squadre africane…
    A questo link: http://piertorri.ilcannocchiale.it/2008/10/01/i_calciatori_fascisti_nella_se.html
    un articolo che lessi anch’io tempo fa su Repubblica. Il problema della serata mondiale, a mio avviso, è stato lo sdoganamento di tanti simboli che prima, perlomeno, si mostravano certo, ma di nascosto.
    Mussolini sosteneva che il fascismo non lo aveva inventato lui, bensì egli lo avesse tirato fuori dagli italiani. Possiamo dargli torto?
    Naturalmente, la storia del dopoguerra la conosciamo, e riguardo a Pasolini, ancora non c’è stata giustizia: l’Italia è il cadavere massacrato di Pasolini…

    @ Flavio: Forza Africa! ;)

    @ Dan: Grazie della precisazione.

  5. enpi scrive:

    Gianluca, quindi sei dell’avviso: Italia “naturalmente” fascista?
    io non so. la storia d’Italia [non solo repubblicana, dall'Unità] dimostra che c’è un padronato che è sempre stato anticomunista e illiberale. dalla Fiat in giù.
    padronato che si è alleato con chi doveva, volta per volta [da Giolitti: eccidi di Candela, Ragusa, Cerignola ecc., a Scelba: Torremaggiore, Modena ecc.], fascismo per fascismo [PNF, Dc, PDL].

    però: sì, hai ragione tu. non è cosa da liquidare in due-tre commenti.
    per dire: “fascismo” ha il senso che ha, ma M. ha solo copicchiato, come al solito.
    i primi Fasci sono assolutamente tutt’altro: Fasci della democrazia [socialisti, repubblicani] costituiti nel 1883; Fasci dei lavoratori, socialdemocratici, 1890, a Catania.

    se ne parlerà, da qualche parte, tra qualche tempo.

    ciao,
    e.

  6. Pingback: Trauma cronico – Questi giorni « Scrittori precari

  7. Pingback: Amarcord « Scrittori precari

  8. andreacoffami scrive:

    Io tipo per Maradona.

  9. andreacoffami scrive:

    Io tifo per Maradona.

  10. Pingback: Mens sana in corpore sano « Scrittori precari

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