Maggio, mese di matrimoni: luoghi comuni e prospettive coniugali.

Siamo andati a cena più tardi del solito, mia moglie è rincasata da poco ed il motivo è legato a tutta una serie di congiunture di tipo economico-familiare, a cui vorrei aggiungere una riflessione sulla vena consumistica che rinsalda gli affetti familiari. La figlia di mio cognato – nostra nipote – ha brillantemente superato l’esame di quinta elementare e la zia – proprio lei, mia moglie – non ha potuto fare a meno di accompagnarla al centro commerciale a comprare una bambola dai lunghi capelli biondi.

La cosa non mi va a genio per vari motivi, nessuno dei quali particolarmente valido. Ma sommati mi mandano in bestia. Uno è che il regalo l’ha comprato la zia e non gli zii, e quindi il già poco nobile scambio regalo-per-affetto non mi rende neppure gratificabile, ringraziabile. Due è che il regalo costa un sacco di quattrini allo zio, e non solo alla zia. Tre è che la nipote in questione possiede un esercito di bambole bionde, una mansion di Playboy per l’infanzia, un’orgia di plastica in cui il nuovo acquisto risulta superfluo. Quattro, diobono, è l’esame di quinta elementare, non la prima comunione, o il compleanno, o la laurea.

Nel senso: ci può stare. Ma son nervoso e ci tengo a farglielo pesare.

A tavola vorrei attaccare un discorso che suona più o meno: non condivido il fatto che tu vizi tua nipote e che tu tenti di comprare il suo amore con un gingillo. Però non so come partire, spero che inizi lei. È una cosa orribile iniziare per primi a litigare.

A tavola succhio volutamente gli spaghetti in modo sguaiato. Mi riprenderà, mi sgriderà, farà un commento sprezzante. Ma lei: nulla. Continua ad avvitare la sua forchetta nella scodella. Ogni tanto tiro su col naso, sperando di farla imbestialire. Nulla. Anzi: mentre gira la posata nel piatto e fissa nel vuoto tra il bicchiere e la bottiglia sembra addirittura sorridere in maniera provocante, trivellatrice di porcellana, intramontabile porcellona.

Mi dimentico il litigio. Mi chiedo se l’ha fatto apposta quel sorrisetto, come a dire: ah, come sono felice. Sì: l’ha fatto di proposito: per togliermi dalla testa l’incazzatura di un acquisto non condiviso. Lei sa che io sono arrabbiato e vuole perciò mostrarsi adorabile.

Ma io resisto, e decido di forzare la situazione fino al limite, geniaccio del pretesto che non sono altro. Accendo la tv, ci sono gli Europei di Calcio. Gruppo C, lo stesso dell’Italia. C’è Svezia – Bulgaria, la partita meno interessante di tutto il torneo. La Bulgaria non ci voleva neanche andare, penso. Sono già sotto di tre gol. Butto un occhio allo schermo e un occhio a mia moglie. Sta guardando la partita. Lei – guarda – una – partita – di – calcio. La Svezia segna ancora e lei dice qualcosa come ullallà! Poi mi guarda e bisbiglia, grande azione eh.

Spengo la tv incazzato, odio la Bulgaria, odio la Svezia, odio la tifosa bionda esultante, odio la bambola bionda di mia nipote.

Lei mi prende la mano e mi chiede cosa hai?

Io a questo punto potrei iniziare a spaccare bicchieri, però rispondo nulla.

Lei dice dai, dimmi tutto.

La prendo con calma e dico che in ufficio ho avuto milioni di pratiche, che non posso essermi laureato con 110 e lode per riempire scartoffie, offendo il mio compagno di stanza, quella troia di sua moglie, offendo il mio capo, il mio lavoro, la burocrazia.

Lei a questo punto dice la burocrazia è tra le strutture sociali più difficili da distruggere.

La guardo incredulo e le chiedo: è Guccini?

Le mi fa: no, è Max Weber. Non è uno dei tuoi preferiti?

In silenzio taglio una fetta di pane, mi chiedo se Weber abbia realmente mai detto qualcosa del genere, e di come in ogni caso lei possa saperlo.

Cincischio con la tovaglia e con l’indice raccatto briciole e regredisco alla preadolescenza.

Mi domando: come fa ad essere così?

D’improvviso il fine psicologo che è in me si sveglia, e capisce tutto: o ti vuole corrompere o ti nasconde qualcosa. Cerca di ammansirti per comprarsi un paio di scarpe, una borsa, un libro, un viaggio. Forse è incinta, forse l’hanno licenziata, santiddio ha l’amante.

Sparecchiamo e corro in camera in cerca di prove.

C’è la sua borsa sul letto. Sento che sciacqua i piatti: via libera. Apro e arruffo e ciaccio e mi immergo nel caos primordiale, nel disordine prima della creazione, nella sua borsa.

Tra gli assorbenti ed i chewinggum c’è un pacchettino. La carta è di una gioielleria del centro commerciale. Primo pensiero: s’è comprata un gioiello, una collana. No, è più pesante, è un orologio. Secondo pensiero: non è per sé, è incartato, chi mai si fa infiocchettare qualcosa di proprio? È per un’altra persona. È per un altro uomo. Terzo pensiero: quanto cazzo sarà costato. Quarto pensiero: non ha comprato qualcosa per la nipote, era un pretesto, una scusa per allontanarsi da me. Vedo un bigliettino con scritto la data di oggi.

E la scritta “la meraviglia di un anno, in mezzo all’eterno.”

È il nostro primo anniversario di matrimonio, io me ne sono dimenticato. I sensi di colpa mi trafiggono, come le frecce a San Sebastiano, sudo, mi pento, guardo l’orologio. Le 21 e 45. Tutti i negozi sono chiusi. Sto perdendo, sono spacciato, sono il peggiore, sono la Bulgaria.

Rimetto la borsa. Mi affaccio in soggiorno e dico ehm amore scendo un attimo giù ho lasciato una cosa in macchina.

E in questo istante sono un velociraptor giù per le scale e ripongo le mie speranze – il gol della bandiera – nel bar di quartiere dove, ad ogni costo, devono avere almeno una bottiglia fredda di champagne.

Daniele Pasquini

About these ads

5 Responses to Maggio, mese di matrimoni: luoghi comuni e prospettive coniugali.

  1. salvatore scrive:

    ah ah ah , grande.

  2. andreacoffami scrive:

    idem

  3. Pingback: Intermezzi BLOG! » Blog Archive » Due racconti: Luca Gallo e Daniele Pasquini

  4. Giovanni scrive:

    Simpatico. L’ho letto tutto d’un fiato fino alla fine. Anche “Io volevo Ringo Starr” procede bene. Mi piace :) .

    • giovanni scrive:

      Mi è piaciuto, l’ho recensito anche sul mio blog. Ho provato a contattare l’autore ma senza successo. Che fine ha fatto il suo primo romanzo? Dal suo blog porta a una pagina di un servizio di condivisione file dove il file in questione non c’è più.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 3.489 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: