Buone nuove dalla terra della fantasia

Al principio di giugno del 2010, Frigidaire tornerà (finalmente) in edicola non più nella veste di un inserto di un solo giorno dentro il quotidiano Liberazione, ma come un giornale intero, distribuito in parallelo con il quotidiano comunista, ma in vendita separata al prezzo di 3 euro e in edicola per tutto il mese. Partiremo con 16 pagine tabloid a colori su una carta di circa 60 grammi, poi vedremo se e come allargare gli spazi e aumentare eventualmente il numero delle pagine.

E’ un ritorno atteso da tempo, ma è soprattutto un nuovo inizio, poiché la storia non si ripete e il contesto sociale, politico, culturale e comunicativo in cui nasce il nuovo Frigidaire è assai diverso da quello del primo Frigidaire (ben 30 anni fa).

I cambiamenti più importanti sono soprattutto due. Il primo è l’aumento vertiginoso della comunicazione orizzontale attraverso la rete. Oggi, a differenza di 30 anni fa, ma anche di dieci anni fa, le notizie, le foto, i video viaggiano alla velocità della luce da un capo all’altro del pianeta e questo modifica profondamente anche la funzione dei giornali. Il secondo è l’aumento altrettanto vertiginoso e inquietante della comunicazione verticale. Sia nel senso del dominio della televisione su ogni altro mezzo di comunicazione, sia per il controllo quasi completo della stampa da parte di gruppi monopolistici che usano l’editoria solo per controllare le coscienze e vendere le loro merci.

A questi due processi fa da contraltare l’estendersi di piccole pubblicazioni a circolazione limitata, che conservano la loro autonomia, ma in spazi sempre più ridotti, spesso simili a ghetti di settore.

Un fenomeno che nel campo dei fumetti, della grafica, dell’immagine ha finito per separare nettamente (sia sul web che nella carta stampata) i prodotti “popolari” dai prodotti “d’élite”.

Ora proprio su questo punto il nuovo Frigidaire è una sfida controcorrente. Noi vogliamo infatti uscire dal ghetto del nuovo underground imposto dal sistema e inventare una rivista che sia contemporaneamente “popolare” e “d’élite”. Si tratta di creare un mensile divertente, “facile” e di massa, ma senza rinunciare al gusto intransigente e allo stile rigoroso che ci ha sempre caratterizzato. Per farlo abbiamo bisogno della partecipazione attiva di tutti quei soggetti che oggi vivono ai margini della “grande comunicazione”, ovvero dobbiamo sfidare i padroni della parola sul loro terreno, senza che nessuno debba per questo rinunciare alla propria radicale autonomia.

Sarà dunque un Frigidaire capovolto rispetto al passato. Non il prodotto di un gruppo redazionale relativamente chiuso che parla agli altri, ma uno strumento aperto alla partecipazione di soggetti, movimenti, immagini, idee che vengono da ovunque. Pensiamo a una redazione fatta di mille occhi, animata da quelli che vivono nelle periferie dell’impero così come dai giovani che si organizzano in circoli, piccole riviste, blog e siti web nelle metropoli europee, americane, africane o cinesi.

Per questo chiediamo a tutti coloro che vogliono partecipare alla nostra avventura di inviarci testi, fumetti, foto, racconti, testimonianze. Così come chiediamo a tutti di abbonarsi subito (l’abbonamento costa 30 euro) per creare quella rete essenziale di riferimenti territoriali che servirà a far fluire meglio anche la circolazione in edicola, che a sua volta sarà solo un momento della crescita di una comunicazione multipla sulla carta, sul web e nella coscienza di ciascuno.

Non abbiamo da perdere che i nostri limiti. Abbiamo un mondo da raccontare (e da cambiare) prima che l’onda nera del neofascismo, del neorazzismo, del cattivo gusto e del petrolio atlantico ci sommerga!

Vincenzo Sparagna

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