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Dalle scarpe di marca passando per le marche da bollo,

dal bollo auto a “Double Dragon” e “Puzzle Bobble”,

dalle bolle del Cristal Ball passando per il solco di un disco,

dalla disco alla tecno, dalla tecno al buon liscio,

dalla vodka con ghiaccio all’acqua liscia,

dalla frizzante al chinotto, dal caffè ristretto al corretto,

dal poliziotto corrotto al cerotto che cura il danno fatto,

digerisco. Dal sipario alla fine primo atto,

mi sollevo dalla poltrona in platea di teatro,

dalla sensazione del tetro alla sensazione del vuoto.

Da “Indovina chi” ai giochi MB,

dalla BMX al cambio Shimano,

da una partita a Tetris al tris in mano,

dalla perdita di un amico caro al caro vita,

dal rincaro del cetriolo al caro petrolio,

dall’amico schivo a Lucio Dalla del “caro amico ti scrivo”.

Dal giornalismo di Matrix alla panza di Obelix,

dal Risiko a Trinity passando per all’oracolo,

dal Gin Fizz al bis dopo lo spettacolo,

da un brano di Samantha Fox ad un remix di Dj Shadow.

Da un’orchestra di Muti ad una suoneria in polifonia,

dai poliposfati ai polipi, dalle briciole di pane ai cannelloni ripieni.

Da Leo Gullotta a Mastella e da Pannella a Mastelloni,

da Nino Frassica ad Abantuono,

dal lampo di un lampo al fragore di un tuono,

dal calcio balilla al Subbuteo al fusillo Barilla,

dai Balilla al fascismo il passo è breve e senti come piove.

Dai giovani in lambretta con otto in pagella

dalla bidella al rettore passando per il ripetente

dal ripetente alla Gelmini, dai bocchini alle suore

dal monsignore all’onore, da Forza Nuova a Casa Pound

dal Pound alla Sterlina, dalla lira che prima c’era all’euro,

dall’Unieuro all’intercity e l’Eurostar,

dal diretto al regista,

dalla comparsa all’attore non protagonista e la Star.

Dal dado di brodo al dado di fumo, da Babbo Natale al camino,

da Michael Cimino a “Natale sul Nilo”.

Da Ezio Greggio alla pecora nera del gregge,

da Rai3 al comunista, dal comunista alla lista nera,

dalla bandiera del tricolore al calore

e dal calore al calore di una hola,

dalla curva allo stadio agli Stadio ed il gran figlio di puttana in radio.

Dalla costituzione agli Articolo,

da Tiziano al cantante neomelodico che spopola nel vicolo,

da Scampia alla ferrovia,

da piazza Garibaldi a Napoli all’unirsi dei popoli,

dalle malattie al propoli, dalla marcia di Topolino come suoneria.


Da “Domenica In” a Paperinik e da Topolino alla massoneria,

dagli effetti collaterali dei medicinali alle droghe da legalizzare,

dai codici subliminali agli animali trasformati in cartoni,

dal Giappone ai brani di Little Tony,

da Tony Corallo al terremoto e la scala Mercalli.

Dal corallo al mare, dall’estate all’inverno,

dalla neve al candore di un bimbo,

dalle palle di neve alle bombe carta,

dalla caduta del muro alla guerra in Iraq,

dal kebab ad Al-Qaeda, dalla verità alla finzione,

dalle notizie di regime al mangime per cani,

dalle case chiuse alla mercificazione.

Dal lavoro fisso alla cassa integrazione,

dalla PlayStation all’altalena, dal pattino alle barche a vela,

dalla velina alla satira vera, dalla censura all’underground,

dall’Underground all’Heaven, da Melonarpo allo stile,

dallo stile al nuoto, dal cloro al clero, dai bersaglieri agli alpini,

dalle stragi di Stato ai cuori neri,

da “Sentieri selvaggi” a “Sentieri” e da “Sentieri” alla “Valle dei pini”.

Dalla Valleverde ai calzini, dai piedi nudi al fetish,

dal pissing al cumshot, da “Hot Shots!” a Buster Keaton,

da Mickeal Keaton a Burton passando per Batman,

Rat-Man e Sandokan,

dall’applauso dopo la venuta del Messia alla suora in clausura,

dai Sepoltura all’ora di religione, da Bellocchio alla prigionia,

da Lucignolo alla libertà e dalla dittatura alla Cina.

Dagli arancini di riso agli aranci,

dalle quattro stagioni di Vivaldi alla margherita tagliata a tranci,

dai saggi francesi e dai francesi ai formaggi.

Dai trattati di pace e dalla pace all’amore,

dall’amore all’odio, da Kassovitz ad Asterix,

dalle pozioni magiche ai santoni in televisione,

dalla cultura popolare alla fine del mondo,

da un saggio sul nazismo ai libri gettati al rogo,

bruciati da legno di faggio,

da Valeria Rogo alla sala di montaggio,

da una canzone a Sanremo di Pino Donaggio,

alla canzone d’impegno al Primo Maggio…

con pugni chiusi nelle piazze che stringono il poco coraggio.

Andrea Coffami e Angelo Zabaglio

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Consigli di lettura

Segnaliamo due recensioni dell’antologia e il cagnolino rise in cui sono presenti i racconti dei precari Liguori, Ghelli e Zabaglio.

Una la trovate a pagina 15 del numero 3 di Finzioni firmata da Simone Rossi.

L’altra, firmata da Massimiliano Di Mino, uscita su Il Paradiso degli Orchi.

Buone letture!

Una buona annata

Come le cose migliori, siamo nati davanti a un bicchiere di vino. È da lì che abbiamo cominciato a misurare la nostra libertà. All’inizio eravamo due, poi tre, quattro, cinque e via dicendo, e non solo gli scrittori, ma soprattutto chi è venuto a sentirci, perché non siamo la televisione che parla allo stesso tempo a tutti e a nessuno. Non potete accenderci quando vi va, ma vi costringiamo ad alzarvi dalle vostre poltrone e a mettervi in viaggio. È stupefacente che vi siano persone che lo facciano, e negli ultimi mesi siete stati in tanti ad ascoltarci parlare di questi tempi precari. È per questo inaspettato entusiasmo che ci siamo messi in viaggio. Le nostre parole traboccano fuori dalla pagina scritta senza dar segno di una tregua imminente. Sono come il vino alla mescita, che non teme lo spreco e mal si presta alle posture. Fuori dalla pagina la parola è più difficile da intercettare e disinnescare. La posizione eretta trasforma il nostro stile, gli imprime un ritmo, soprattutto ci obbliga a incespicare, a perdere quel controllo che fa dell’informazione uno strumento di potere. È contro questo potere che spariamo le nostre parole, spesso andando fuori bersaglio, forse perché continuiamo a bere e a sbandare lentamente sulle righe dei nostri pensieri…

Simone Ghelli

Nuova casa

Dopo lo sfratto, ecco la nuova casa.

Siamo precari e siamo abituati a perdere tutto e ricominciare. Più agguerriti di prima.

Abbiamo subito rimboccato le maniche e ricominciato a lavorare, a ricostruire.

Sette mesi di lavoro, cancellati in pochi click. Lentamente svaniranno le tracce di quel passaggio sulla rete. Ma restiamo noi, d’ora in avanti ci troverete qui, ma soprattutto ci troverete in giro a leggere le nostre cose e portare avanti il nostro progetto.

Si riparte da capo, con questo nuovo blog, un nuovo capitolo di questa straordinaria avventura.

Grazie a tutti.

Gianluca Liguori