Precari all’erta! – On the road

Quando si pensa alla figura dello scrittore, che sia declinata al maschile o al femminile, viene quasi sempre in mente l’immagine di una persona solitaria, china sui propri fogli o sulla tastiera di un pc, che per concentrarsi e lavorare deve fare una vita appartata e solitaria. Probabilmente si tratta di un retaggio scolastico e culturale, che dipinge il lavoro della scrittura come una pratica associata a una certa postura del corpo. Invece non sempre è così, tant’è vero che il sottoscritto si ritrova spesso a scrivere all’in piedi (come può testimoniare l’amico Gianluca Liguori) e a sentire la necessità di uscire a fare due passi quando si blocca il rubinetto dell’ispirazione. Questo non significa che lo scrivere non vada rigorosamente disciplinato, ma semplicemente che non esiste realtà che non si ponga all’incrocio tra l’interno (l’immaginazione) e l’esterno (il sensibile).

Insomma, lo scrittore deve uscire per strada, ma non perché debba essere per forza ubriaco e maledetto come certi personaggi di Charles Bukowski o Jack Kerouac, bensì perché non deve mai perdere di vista ciò che gli accade intorno.

Deve raccogliere gli effetti delle proprie parole.

E’ con questo spirito che il collettivo Scrittori Precari si accinge a partire per il primo tour italiano, dopo le tante date fatte nel corso dell’ultimo anno all’interno delle mura capitoline.

Oggi, mentre leggerete, noi saremo in viaggio per Napoli, dove troveremo la Brigata Parthenope e la Libreria Ubik pronte ad accoglierci. Poi da martedì sarà la volta di tutte le altre date, di cui cercheremo di rendervi conto (connessioni ballerine a parte) con un diario giornaliero che scombussolerà per una settimana il normale andamento delle nostre rubriche.

Colgo perciò l’occasione per informarvi che da oggi potrete seguire tutte le vicende del precariato anche su un nuovo blog intitolato PrecarieMenti che darà spazio al cosiddetto “cognitariato precario (…) cioè la categoria dei lavoratori intellettuali sottopagati e senza tutele”. Si tratta di uno spazio con cui dialogheremo costantemente, che è nato per dare seguito al dibattito iniziato proprio qui alcune settimane fa, e che si propone di allargare ancora di più le maglie della rete per far passare il maggior numero possibile d’informazioni sull’argomento.

Come vedete lo spirito d’iniziativa non ci manca….

Simone Ghelli

2 Responses to Precari all’erta! – On the road

  1. chiara says:

    eh no, non vi manca affatto 🙂
    ci vediamo martedì, ragazzi! buon tour!

  2. Enza Mondi says:

    Vi invio una poesa che ho scritto sulla situazione che stiamo vivendo in Italia, di cui nessuno ammette di essere responsabile, spero vi piaccia!!!
    Silvio l’istrione

    E un giorno in questa fossa di leoni
    nacque un bambino di nome Belrusconi,
    che crescendo capi che aveva tanto da dare
    e in effetti fu un grande imprenditore.
    E qua mi inchino e te ne do vanto:
    hai dimostrato di avere un gran talento,
    dal nulla a un impero e dall’impero al governo,
    e poi la voglia di diventare un “Padre Eterno”.
    Il potere è una droga
    e se logora chi non c’è l’ha
    tu sei l’esempio che questa non è la verità,
    poiché la politica ti ha trasformato
    e non sei più il grande capo che eri diventato;
    perche qua vedi avvolte si vince, a volte si perde,
    e a volte rischi che qualcuno ti faccia diventare “verde”.
    E quindi, se vuoi, accetta il mio consiglio,
    tornare indietro non vuol dire sempre essere un coniglio
    anzi per dimostrare di avere un gran coraggio,
    torna ad essere l’imprenditore stimato e saggio
    che da lavoro a milioni di famiglie,
    che a fine mese ti amano mariti, mogli, figli e figlie.
    Forse non sarai mai un “Napoleone”
    ma sarai sempre ricordato come il grande Belrusconi.

    La poetessa

    Enza Mondi

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