Trauma cronico – Noi chi?

Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti,

proprio perché fosti cosciente, sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, non puoi pensare

che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.

Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.

 Pier Paolo Pasolini


C’è una buona nuova per il nostro futuro, di quelle da poter stare sereni: Walter Veltroni torna alla vita politica del PD.

Quando la scorsa settimana ho saputo di questa notizia mi sono sentito risollevato, finalmente ottimista, pur non negando di essere un po’ preoccupato e dispiaciuto per i bambini africani, quelli che conservano ancora quel pezzo lasciato lì, che aspettano oramai da oltre sei anni il nostro Walter nazionale, politico, nonché autore del libro NOI.

Di certo avrebbe avuto un gran da fare, l’ex sindaco di Roma, nel continente nero (paraponziponzipò?), avrebbe potuto chessò, come Rimbaud dedicarsi al contrabbando d’armi, oppure investire in scuole ed ospedali, ma no, meglio l’appartamento a New York; l’ex lider del PD è uno che guarda avanti, al futuro.

Però mi chiedo: ma quando parla di noi, di chi parla, il nostro buon Veltroni? E noi che paghiamo 400 euro per una stanza a Roma con estranei, noi che ne guadagniamo 700, noi che non è che viviamo, noi che resistiamo, senza nemmeno la certezza che quei soldi, quel lavoro, ci saranno anche il prossimo mese. E noi?

Noi che una volta almeno c’era il Partito Comunista, noi che abbiamo trovato soltanto piccole rifondazioni suicide. Noi che oggi, sebbene avessimo buone ragioni per votare quel che resta dei Comunisti, o Sinistra e Libertà, o PD, o addirittura Di Pietro, abbiamo ottime ragioni per non votare nessuno di questi, per non votare. Noi, senza futuro, che ce lo siamo presi nel culo.

Noi che un figlio come lo manteniamo, noi che una casa come la compriamo. Noi che ci è toccato Berlusconi, noi che se ci è toccato Berlusconi è anche e soprattutto per colpa di quell’altra parte.

Noi che sappiamo che i D’Alema, i Bersani, i Veltroni, sono come Berlusconi; sono stati loro a consegnare questa misera Italia nelle mani del Cavaliere e dei suoi accoliti. Noi che siamo incazzati.

Veltroni sì che tornerà di moda, Veltroni piace a tutti, addirittura più di Rutelli, che geloso s’è creato la sua alleanza nuova di zecca, strizzando l’occhietto a Casini, e sotto sotto al Cavaliere. La politica in Italia, è un tristo funerale che dura da vent’anni…

Ma non tutti i maiali vengono per cuocere, come dice il proverbio. Per i figli dei maiali, per non farli crescere maleducati, per l’educazione dei figli c’è Rai Educational, disponibile per coloro che hanno acquistato un nuovo televisore oppure il tanto pubblicizzato decoder, ovvero la tassa sulle televisioni; che vita sarebbe senza decoder?

E per i figli di nessuno, i figli dei comunisti ad esempio, nel caso non venissero mangiati rimarrebbero dei veri scostumati, mentre i figli degli internauti saranno educati come grillini al grido di “Vaffanculo”… ah la civiltà italiana, la cultura italiana!

Il futuro è finalmente roseo, anzi no, azzurreo, come quello che trasmette la mia televisione dall’avvento del digitale terrestre, che poi, ad esser sincero, quell’azzurro è molto più interessante della maggior parte dei programmi che trasmettevano prima. Bella così, è la televisione, azzurra, trascorrerei ore lì davanti, ma purtroppo o per fortuna ho sempre cose ben più interessanti o divertenti da fare.

Gianluca Liguori

9 Responses to Trauma cronico – Noi chi?

  1. Hai ragione in pieno. Come ha detto di recente il quasi centenario MArio Monicelli, non serve solo un rinnovamento della classe politica ma un ricambio generazionale completo nel tessuto socioeconomico del Paese.
    La colpa è della generazione precedente, noi siamo certi che non la detestiamo ancora abbastanza.

  2. ivre says:

    Non dimentichiamoci del nostro caro Gianfranco Fino che sta da circa 6 anni pulendosi i panni impregnati da 10 anni di msi,a partire dalle lacrime versate al muro del pianto fino alla difesa dell’ immigrato (anche loro un giorno potranno votare e si ricorderanno del sant uomo),questo Gianfranco che piace a tutti,destra e sinistra,che parla bene ed è distinto,che fra un pò potremo chiamarlo compagno salutandolo a pugno chiuso.Caro Gianfranco stai scaldandoti per la poltrona e poi una volta salito chissà quanto ti dovremmo puppare..ne potrai far fessi tanti,ma non tutti,la merda rimane merda,dura o sciolta che sia.

  3. andrea says:

    meno male che hai messo il link al suo libro! lo compro subitissimo!
    (noi che si ci seve tra un paio d’ore)

  4. clobosfera says:

    Bellissimo pezzo Gianluca. Concordo su tutto a tal punto che non c’è bisogno di dire altro.

  5. @fottuticinquantenni: è un paese vecchio che ha bisogno di rinnovamento praticamente dappertutto…
    @ivre: non so se ce la fa…
    @andrea: poi me lo presti… a dopo
    @clo: grazie grazie grazie 🙂

  6. enpi says:

    solo per dire che quello a sinistra è Ferdinando Adornato:
    dopo la FGCI – la foto è dei tempi – e il Pci, Ferdy si sposta lentamente verso Forza Italia [nuova]. quando Fi annette An, Ferdy decide di raggiungere il suo omonimo PierFerdy all’Udc. attualmente si dice “vicino alle posizioni della Cei”.

    Pasolini lo sapeva già.

  7. Per questo l’espressione perplessa rivolta al cielo;)
    Grazie della precisazione, Enrico 🙂

  8. fabriziocarucci says:

    La tua è un bomba?
    La loro è una rapina?
    Tra noi è loro c’è una barricata di interessi contrapposti?
    Loro sono tutti uguali e ci fregano?
    Noi siamo incazzati e ci lamentiamo?
    I politici sono contro di noi?
    E noi siamo contro i poltici?
    Giusto?
    😉

  9. fabriziocarucci says:

    Cosa dovrebbe fare un buon politico per essere definito tale?
    Quali idee? Quali politiche? Come?
    Cosa potrebbe fare un politico per placare la nostra incazzatura?… e siamo in tanti ad essere incazzati!!! 😉

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