SESTO COMANDAMENTO: NON COMMETTERE ATTI IMPURI

Luigino ha 12 anni. Marina ne ha 13. Insieme sono una perfetta coppia di diabolici peccatori che per la misera somma di cinque euro si sono accordati con il prete Antonio della loro parrocchia affinché commettano atti impuri al patto poi di raccontargli l’accaduto durante la confessione. Marina si inginocchia a destra del confessionale, Luigino a sinistra. I due descrivono minuziosamente i loro peccatucci inerenti alla fornicazione e Don Antonio ascolta seduto al centro, ansimando e toccandosi il pene all’insaputa dei due che non possono vedere la scena a causa del legno forato che li divide. Tutto iniziò quando Marina un giorno gli disse che aveva baciato Luigino la sera di Natale e l’amichetto le aveva poggiato la manina innocente sulla natica. Da quel momento Antonio propose ai due di continuare a gioire dei piaceri del corpo perché per il Signore non è male quando due suoi figli si creano vicendevolmente piacere. Ma poi Marina si vergognava di confessare quello che faceva con l’amichetto. E allora il prete le disse: “Se mi dici cosa avete fatto ti regalo cinque euro così potrai comprarti tante belle cose che non può comprarti mamma, quella santa donna”. La bimba accettò e da quel momento i due amichetti sperimentarono sempre nuove esperienze, nuovi giochi, nuove posizioni, nuove emozioni, tutto pur d’avere qualcosa da dire a Don Antonio la domenica, guadagnando così i cinque euro per la confessione. Un giorno, mentre Marina raccontava di quanto era salato il pistolino dell’amichetto, Don Antonio venne, schizzandole il seme sugli occhietti (che era pure riparata dal legno forato del confessionale). “E’ la mia benedizione figliola, vai in pace” disse il prete per giustificare l’accaduto. “E a me non mi benedice padre?” replicò il povero Luigino. E detto ciò Don Antonio fu costretto a farsi un’altra sega nel confessionale, ma lo schizzo non gli arrivò che all’ombelico. “Per te solo due Atti di dolore, ci vediamo domenica prossima figlioli, andate in pace in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”. E i due amichetti uscirono dalla chiesa, però Luigino era triste ed iniziò ad invidiare Marina che ormai era diventata la cocca di Don Antonio.

Angelo Zabaglio feat. Andrea Coffami

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3 Responses to SESTO COMANDAMENTO: NON COMMETTERE ATTI IMPURI

  1. Leonardo says:

    che brutto! Coffami puoi ben fare di meglio, qui siamo alla stanca fantasia sessuale di un represso, mal scritta e inutile. Molto moralista la faccenda per giunta, piatta, banale. Chi se ne fotte se i preti scopano i bambini? succede da sempre, il problema sono le mamme che ce li mandano.

  2. Andrea says:

    Ah! ma si parlava di preti?! Non lo avevo mica considerato questo aspetto.
    Ps: quando ho letto che è una “stanca fantasia sessuale di un represso” mi è diventato un pò barzotto, grazie. 🙂

  3. Pingback: Siamo gente ricercata « Scrittori precari

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