Un disastro annunciato

Dopo il trionfo mondiale del 1982, il CT della nazionale di calcio Enzo Bearzot si presentò quattro anni dopo ai Campionati del Mondo messicani con molti elementi della squadra che in Spagna aveva centrato una inattesa vittoria. Agli Europei – che sono come le elezioni di mezzo termine degli USA – del 1984 non eravamo nemmeno riusciti a qualificarci per la fase finale (in Francia, vinse la Francia). Allora i campioni del mondo bypassavano i gironi eliminatori e accedevano al Mondiale, detentori ufficiali del titolo e perciò qualificati di diritto. Gli errori che ci avevano impedito di entrare agli Europei (stessi uomini di Spagna ’82 più o meno) non insegnarono nulla al CT. Col risultato che in Messico ci presentammo con una squadra vecchia, affaticata, completamente sulle gambe (brillò solamente la fulgida stella di Spillo Altobelli). Uscimmo agli ottavi, 0-2 con la Francia, e meritatamente. Non c’era un solo reparto della nostra selezione che non avesse presentato almeno un paio di giocatori bolliti. Fu un disastro. Ora, alla vigilia del mondiale del Sudafrica, la situazione pare la stessa. Stesso CT della Coppa, stesso zoccolo duro di giocatori misteriosamente riproposti quattro anni dopo. Tutti invecchiati, satolli di soldi e vittorie, acciaccati, persino nervosi. Una squadra cui mancano le motivazioni, garanzie in difesa e, soprattutto, la fantasia in attacco. Intendere Marchisio come trequartista è una bestemmia per il calcio in generale e per questo calcio nello specifico, a maggior ragione quando si è deciso di lasciare a casa quello che è forse l’unico puro rappresentante italiano in quel ruolo: Antonio Cassano, funambolico talento di Bari Vecchia. A leggere la lista dei convocati, sono ben 9 i ripescati dal mondiale scorso: gente che quasi non sta in piedi, come Cannavaro, Zambrotta, Pirlo e Gattuso. Attaccanti sfibrati da anni altalenanti, quali Iaquinta e Gilardino (che solo nelle ultime due stagioni pare ritornato ad un certo livello). Centrocampisti cotti: Camoranesi e De Rossi. L’unico che sembri aver mantenuto una discreta tranquillità di rendimento è Buffon (ma occhio ai troppi infortuni). Poi ci presentiamo con giocatori come Bocchetti (chi?) e Bonucci (cosa?); Criscito, cazzo, CRISCITO, che manco lui l’ha capito in che ruolo gioca!; Marchisio (già s’è detto…); Palombo (mah!), che almeno si impegna; Pepe (così così); Maggio, Montolivo: che vi devo dire?; Di Natale e Pazzini, che sono ottimi giocatori, ma se non sono in giornata NON sono in giornata, non c’è cazzo che tenga; e Quagliarella è un’incognita pure a casa sua. Quando ero ragazzino, il mio allenatore Nicola mi disse una cosa che non ho mai dimenticato:  “In campo ci mandi gente che sappia fare il ruolo, non improvvisi un centrocampista attaccante o viceversa se hai a disposizione l’uomo giusto in panchina. Magari ha meno talento, ma sa dove mettersi e cosa fare”. Ecco: quella di Lippi mi pare una squadra che dovrà molto improvvisare, quando invece il Paul Newman di Viareggio avrebbe potuto attingere più e meglio al campionato, ai giocatori nati per il Ruolo. Cassano, Nocerino e Matri, per fare dei nomi. E Mantovani, Antonini, e MICCOLI, porcatroia, che malattia c’aveva Miccoli che non l’hai mai preso in considerazione, Marcé? Pare la Dc dopo tangentopoli, con Cannavaro nelle vesti di Martinazzoli. Prepariamoci al disastro.

Christian Frascella

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