Mens sana in corpore sano

Qualche giorno fa ero sulla home di yahoo per controllare la posta e trovo una sensazionale, incredibile notizia: una di queste aspiranti veline, di queste superfighe reginette di televisione e gossip e mariadefillippide, tal Eliana Cartella, intervistata (perché la colpa mica è sua, nda) si diceva afflitta da un tragico interrogativo: “Uno ha i muscoli, l’altro ha il cervello. Chi scelgo?”.

Che pena per le notti insonni di questa madame bovary dei nostri tempi, che condivide (chissà poi perché) le sue indecisioni amorose con la pubblica opinione, e si trova corteggiata contemporaneamente nientepocodimeno che, udite udite, da Mario Balotelli e Renzo Bossi. Ora, Renzo Bossi, a quanto si sa, pare non brilli di chissà quale intelligenza, e lo stesso dicasi di Mario Balotelli, che però, almeno, è bello. E c’ha i muscoli. E lo avremmo visto volentieri ai mondiali con la maglia azzurra, magari in un tridente offensivo con Miccoli e Cassano, ma Mr. Lippi non la pensa purtroppo così ed è lui che decide. E credo, e spero, anche per questo motivo (ah, la fantasia!) che l’Italia faccia tre partite e via a casa e buonanotte ai suonatori (e ai sognatori). Così, sul carro con Lippi, non vorrà salir nessuno.

Io tifo contro l’Italia perché nauseato dall’orribile e osceno spettacolo a cui sono stati sottoposti i miei occhi quattro anni fa. Renzo Bossi non tifa Italia e per lui esiste solo una nazionale, la Padania. Che poi, come direbbe la settimana enigmistica, non tutti sanno che… la Padania ha vinto i Mondiali! No, non è uno scherzo. La Padania ha vinto il mondiale dei “Popoli senza nazione”, terza edizione della manifestazione, svoltasi a Gozo, sull’isola di Malta, qualche settimana fa. Che poi, Renzo Bossi, ricopre il ruolo di team manager della nazionale padana. Comunque lui è un romanticone, lo dice la Eliana nell’intervista. Ed è simpatico. E non so se, come il padre, ce l’ha duro.

Dev’esser dura, per uno che l’ha duro. Son problemi.

Così giovane rampante e di belle speranze, il figlio di Bossi, rischia la beffa di vedersi sottratta la ragazza da un negro. E per giunta italiano! E di Palermo! Un negro nato a Palermo. Peggio di così solo il confino.

Immagino il dolore del padre, il povero Umberto I di Padania. Già la vita politica non è tutta rose e fiori, costretto a far firmare ai suoi leggi schifose e mafiose, che nemmeno forse condivide, nella speranza che il capo (che non lo si dica un marinaio) mantenga le promesse sul federalismo fiscale. E invece pensa solo alle solite schifezze. Con l’ultima, poi, la più fascista e piduista legge della storia della Repubblica, ha varcato ogni limite. L’ha fatta fuori dal vasino, come Santoro. E intanto, per fortuna, ci sono i mondiali. E lui piscia ogni giorno sulla Costituzione, in agguato a sfruttare la nazionale, in caso di vittoria, come spottino elettorale.

Io alla bella Eliana, se decidesse di scegliere il cervello ai muscoli, che lo dice pure lei che la bellezza passa e l’intelligenza resta, un consiglio da darle ce l’avrei: lascia perdere Bossi jr e scegli il Ghelli, che forse non ti ricaricherà il cellulare come Balotelli, non c’avrà la mastercard, ma la specializzazione e il master sì.

Gianluca Liguori

3 Responses to Mens sana in corpore sano

  1. Simone Ghelli says:

    Eh, mo’ perché dovevi fa la rima con Balotelli c’hai voluto infilà pe’ forza anco me 😀

  2. Pingback: Fútbologia « Scrittori precari

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