I gendarmi del Buon Governo Vecchio – Parte uno (“Dì tre”; “Tre”)

In un futuro imprecisato…

Ero in cucina che con la mano destra sorseggiavo del brodo di piede e con la sinistra mi masturbavo le tempie – come sottofondo il tg1 ricordava la figura di Andreotti e del suo libro edito dalla Castelvecchi – quando bussano alla porta di casa. È il cavallo della mia vicina di casa. La mia vicina di casa è una donna ninfomane di Orvieto che utilizza le melanzane per pulirsi il culo dopo aver cagato, e poi le mangia, senza nemmeno cucinarle, robba che uno gli viene il mal di pancia. La mia vicina di casa si chiama Ernesta, ha quasi cinquant’anni ma ha un seno prosperoso e liscio come quello di una ventottenne che sta allattando il figlio della sorella, l’altro invece è una prima scarsa. La lascio entrare in casa (il cavallo rimane fuori). Una volta in cucina mi versa del latte nel caffè direttamente dal capezzolo e mi allarma sul fatto che entro fine mese verranno i guardiani del Buon Governo Vecchio ad ispezionare casa. La soffiata l’ha avuta dal suo ex marito che ora lavora al ministero del Buon Governo Vecchio.

Il Buon Governo Vecchio s’insediò ufficialmente nel 1998 dopo anni di terrore democratico, populista e demagogo. Primo decreto emanato dal nuovo governo fu la riduzione in schiavitù dei datori di lavoro nero, stipendiati ufficialmente dalle libere associazioni di cittadini. Queste associazioni si formarono lentamente all’inizio degli anni ’90 nel quartiere Pigneto di Roma. Dai cinque o sei membri che erano, crebbero a dismisura fino a diventare dodici/tredici mila membri. Tutti perfetti stronzi con matricola e con tendenze nazi-fasciste-gay. Erano vere e proprie logge massoniche dove il rituale d’iniziazione consisteva nel praticare sesso orale al Gran Maestro vestito in tenuta nazista e con braccio teso in saluto romano. Nel mentre il discepolo inginocchiato e con le braghe calate doveva riuscire a sciogliere una candela di cera con il retto. Capirete bene che si faceva la fila per entrare nella loggia. Il Gran Maestro ha 135 anni, portati male ma pur sempre 135. Il segreto della sua giovinezza pare sia il fatto che dorma su reti ortopediche Permaflex ed abbia una foto in salone che invecchia al posto suo. Il secondo passaggio per diventare membro eletto e discepolo ufficiale della setta consiste nella fatidica prova del cuoco, ovvero nel creare una ricetta mai sperimentata, cucinarla e mangiarla senza però mai far cadere l’occhio sulle tette di Antonella Clerici che per l’occasione viene stipendiata per condurre la prova che risulta quindi faticosa ed altamente rischiosa.

Io, come tanti miei amici, non faccio parte della loggia e sono di conseguenza perseguibile civilmente dal Buon Governo Vecchio. Ringrazio Ernesta per la soffiata, l’accompagno all’uscio della porta, le sfioro le natiche e chiudo la porta d’ingresso per poi portare le dita al naso come fosse dell’etere intriso in un fazzoletto. I miei polmoni esultano di gioia bianca e tronfia, come una palla di neve che diventa valanga. La sento galoppare ed allontanarsi dal palazzo.

Terminato il mio brodino di piede, i dubbi mi assalirono e mi spaventai all’idea dei gendarmi del Buon Governo Vecchio in casa mia che frugavano nei miei cassetti in cerca di Dio solo sa cosa. Ma non parlando con Dio da parecchio, presi a costruirmi un piccolo rifugio scavando un buco di 30 cm x 30 cm proprio sotto la scrivania. Un cubo interno al muro, una cassaforte murata che ricoprii con della carta da parati rossa. Dovetti riaprire il nascondiglio perché dimenticai di metterci dentro la robba da nascondere: diari, erba, cd illegali ed i miei hard disk contenenti materiale scabroso e tecniche per costruire bombe carta utilizzando biglietti della metro e banconote da cinque euro.

Ma quella notte qualcosa turbò il mio già travagliato sonno instabile…

Andrea Coffami feat. Angelo Zabaglio

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