Brigata Abramo Lincoln, durante i combattimenti contro Franco

La mira formidabile

All’alba del decimo giorno di guerriglia, Sam ripensò a Doris – sua sorella, dalla stanza piena di bambole di pezza e di porcellana. Era di un anno più piccola, aveva splendidi occhi grigioverdi, la bocca sorridente e un sorriso dolce come un favo invaso di miele.

Sam stava ascoltando il silenzio suadente che aveva fatto tana fra le foglie degli alberi lì intorno, il cigolio degl’ingranaggi del sole che saliva e il respiro dei suoi commilitoni sfiancati.

Doris era delicata e levigata, somigliava alle sue bambole di porcellana, era liscia come il suono di un bacio. Sam ricordava bene il giorno di Pasqua di due anni prima, quando la piccola sagoma di Doris si era profilata nel contorno d’ombra vizza della porta. Piangeva. Aveva gli occhi gonfi e rossi, martoriati dalle lacrime, col segno del trucco leggero che rigava di nero le guance e la facevano sembrare una bambola di pezza dagli occhi sdruciti.

Che è successo? lei non riusciva a parlare. La sua bocca sussultava, ingorgata da singhiozzi. Papà mi ha picchiata e i singulti si fusero in un pianto scoordinato e prorompente.

Perché?

Sam si era ricordato di lei perché la luce trasversale di quel momento era uguale, uguale da far quasi paura, alla luce sbilenca di quella sera lontana. Probabilmente era quella la luce delle tragedie. Non dovrebbero esistere certe luci.

Distorta era anche la luce che gli aveva mostrato il primo morto ammazzato della sua vita. Era accaduto all’inizio della missione: un suo amico era stato colpito in fronte da un proiettile – La sfortuna sa mirare in modo terribilmente preciso – gli occhi erano rimasti spalancati e divisi dai rivoli di sangue che fuoriuscivano dall’elmetto forato, ne aveva provato pietà – subito dopo orrore, quindi disgusto: e odiò i franchisti per averlo portato a provare disgusto per un uomo che conosceva da quand’era bambino. Così come aveva iniziato a odiare suo padre due anni prima per avergli fatto provare pietà per sua sorella. Aveva deciso che gliel’avrebbe fatta pagare.

Si era arruolato volontario per questo: voleva imparare a uccidere per non tremare quando si fosse trovato davanti a lui impugnando una pistola. Lo detestava per quello che aveva fatto a Doris e lo detestava perché così l’aveva costretto a odiarlo. Non si dovrebbe mai odiare il proprio padre.

Perché ti ha picchiata?

E poi c’è anche la questione della patria: difendere la democrazia dalle orde fasciste era il compito che, in quel momento cruciale della storia, ogni buon americano doveva svolgere. Odiava l’America perché lo aveva costretto a uccidere degli esseri umani per dimostrare il suo patriottismo. Non si dovrebbe mai odiare la propria patria.

Poggiava, la baracca in cui riposavano, sul profilo ormai prossimo alla maturazione del nuovo giorno – un nuovo giorno buio.

Doris gli aveva detto Non andare in Spagna, come farò da sola? e lui Parto solo per te… ma lei aveva frainteso la voglia di disfarsi dell’uomo che detestava con la difesa della democrazia. Non si dovrebbe mai fraintendere un’azione altruistica con una vana sciocchezza.

Lì per lì non gli aveva voluto dire perché l’aveva picchiata. Era reticente e i suoi occhi lo fissavano come quelli d’un gatto triste. Aveva lo sguardo di una puttana sconsolata.

Il tradimento è una forma raffinata di violenza. Porta a violare i corpi, i segreti, le menti. Il motivo che porta le persone a tradire è lo stesso che le porta a mentire o a sparlare: è il gusto ancestrale per la propagazione narrativa. Gli animali pensano solo a propagare la specie, gli esseri umani a propagare la specie e i tesori intellettuali dell’esperienza. La maldicenza è una forma infima e grossolana di violenza (di violazione dei segreti), l’arte una forma raffinata di violazione della mente. Per Sam violenza e violazione coincidevano.

Mi ha picchiata perché gli ho detto che mi sono innamorata di Francis.

E allora?

Lui mi vuole solo per sé.

E allora Sam comprese. Dovette comprendere. E volle uccidere suo padre: violento incestuoso. E rivale in amore.

Il giorno ormai c’era. Sam uscì, facendo conto che ogni singolo franchista fosse suo padre, la sua patria, la guerra, la sfortuna. Era pronto alla vendetta.

Tante cose avvengono e non dovrebbero.

Mentre si muoveva in testa al gruppo un proiettile vagante lo colpì in testa. Con una mira formidabile.

Antonio Romano

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2 Responses to Brigata Abramo Lincoln, durante i combattimenti contro Franco

  1. flaviopintarelli says:

    Bel racconto davvero. Non sapevo che ci fossero brigate di combattenti amricani durante la Guerra Civile Spagnola…

  2. Antonio Romano says:

    grazie del complimento.
    ebbene sì, c’erano anche gli americani (con la brigata abramo lincoln, appunto). anzi, visto che ci siamo, cito un pezzo wiki, perché C’ERANO PURE DEGLI SCRITTORI!!!

    La repubblica ricevette l’appoggio incerto (Stalin era solo interessato a salvaguardare l’URSS) ma fondamentale dell’Unione Sovietica. Più solidale ma meno incisivo fu il sostegno del Messico. Collaborante ma fiacco l’aiuto della Francia. Volontari antifascisti giunsero da molte nazioni (circa 55), collettivamente conosciuti come Brigate Internazionali, partecipi dello slancio rivoluzionario e idealista (circa 40 000 uomini e donne, un terzo dei quali cadde in battaglia), anche se di fatto la partecipazione individuale straniera fu diretta anche ai differenti contingenti di miliziani spagnoli. Gli antifascisti italiani formarono la Brigata Garibaldi, gli statunitensi la Brigata Abraham Lincoln, i canadesi il Battaglione Mackenzie-Papineau (i “Mac-Paps”). Tra i più famosi partecipanti stranieri alla lotta contro i nazionalisti troviamo Ernest Hemingway, ma solo come reporter e George Orwell combattente della 29.ma divisione repubblicana costituita da militanti del Partido Obrero de Unificación Marxista; sul fronte di Huesca fu ferito alla gola da una fucilata e partecipò alle giornate di maggio dei moti interni di Barcellona, la cui esperienza descrisse in Omaggio alla Catalogna. Anche il romanzo di Hemingway Per chi suona la campana fu ispirato dalle sue esperienze in Spagna. Il grande medico Norman Bethune sfruttò questa opportunità per sviluppare le sue doti speciali nella medicina da campo (egli morì poi come volontario durante la Rivoluzione Cinese). Come visitatore casuale, Errol Flynn pare, la cosa è assai dubbia, usò un falso rapporto sulla sua morte al fronte per promuovere i suoi film. Tra gli oltre 3.800 italiani troviamo Palmiro Togliatti, Luigi Longo, Pietro Nenni, Giuseppe Di Vittorio, Ettore Quaglierini, Giovanni Pesce, Camillo Berneri, Pietro Pajetta, Randolfo Pacciardi, Fausto Nitti e Carlo Rosselli che partecipò con la sua organizzazione antifascista Giustizia e Libertà.
    (http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_spagnola)

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