Sono qui, non è per caso…

Riportiamo un breve estratto del romanzo Sono qui, non è per caso (Edizioni Fortepiano, 2010), ambientato tra nel biennio 1976-77, negli anni della contestazione studentesca.

 

Sì, forse sì, forse non tutto è completamente perduto, come dice Carlo, ma intanto un altro colpo è stato messo a segno contro di noi, con la foto del giovane-autonomo-mascherato-con-la-pistola. E più guardo la foto e più non mi riconosco. Più guardo questa dannata foto del giovane-autonomo-mascherato-con-la-pistola e più mi sento come l’uomo invisibile. Non mi ci trovo. E non trovo gli altri. Non trovo Carlo né Alfonso né Betta né Enrico né Diego né Sergio né Irene e, nemmeno Giulia, se è per questo.

E non serve che aguzzi la vista. Mi sfreghi gli occhi. L’ho capito alla prima rapida occhiata: io non ci sono. C’è solo lui: il giovane-autonomo-mascherato-con-la-pistola. Destinato a inghiottire il resto. Ad azzerare le differenze. A semplificare la complessità. È stato definito alla perfezione. Netto. Incorniciato con abilità nella luce spettrale di un pomeriggio riempito dal fumo. Quello di ieri, a Milano, quando i compagni sono scesi in piazza per protestare contro l’assassinio di Giorgiana. Insieme ai diecimila di Bologna, ai cinquemila di Firenze, ai quattromila di Napoli e ai duemila di Palermo. Solo che nella città meneghina le cose non sono filate lisce come altrove. La città è stata messa a ferro e fuoco. E nel putiferio qualcuno ha fatto partire un colpo e con quel colpo è morto il brigadiere Antonino Custra. E un altro deve averlo notato, il gesto di quello là che sparava. Clic. E ha scattato la foto. E la foto, il giorno dopo, è comparsa sulle pagine del Corriere dell’Informazione. E ora eccola qui, la foto: una figura solitaria, curva sulle gambe, di profilo, a volto coperto, le braccia protese in avanti nel gesto di prendere la mira con la P38 impugnata tra le mani. Clic. È perfetta. Clic. Vale più di mille discorsi messi assieme. Clic. Era proprio quello che ci voleva: il giovane-autonomo-mascherato-con-la-pistola. Clic. Per dire che siamo proprio tutti così. Clic. Clic. Clic. In men che non si dica la foto ha fatto il giro del mondo. Ha occupato l’intero spazio mediatico. Bene in vista dietro i mezzi busti dei giornalisti alla televisione. In prima pagina sui quotidiani. Clic. Ecco finalmente la rappresentazione perfetta di ciò che dovremmo essere. Clic.

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