11 Responses to I fuoriusciti

  1. Giovanni T. scrive:

    Ghelli coglie in poche parole l’essenza di questi racconti esemplari, complimenti a lui e a Lupo…

  2. wordandpoetry scrive:

    Un racconto nel corso di non molti minuti ci mostra la nascita, lo sviluppo e la conclusione di una azione umana inventata dall’immaginazione.
    E’ la promessa di una evasione sulla cui fine possiamo contare sin dall’inizio. Il racconto è, quindi, un testo “di fiducia”.
    E questo poter contare con la fine di qualcosa non costituisce, mi chiedo, uno dei più costanti incentivi dell’uomo, sia che questi misuri il tempo con esattissimi cronometri sia che lo misuri per l’altezza del sole o il passare dei giorni?

    lo stile di un racconto a mio avviso non è un attraente ornamento applicato ad una struttura funzionale, ma fa parte dell’essenza stessa e le sue proprietà necessarie sono lucidità, eleganza e individualità.

    Personalmente adoro il guizzo rapido di un buon racconto, l’eccitazione che spesso scaturisce dalla frase d’apertura, il senso di bellezza e di mistero che i migliori sanno evocare. Chi scrive racconti è naturalmente portato a trovare le parole giuste, le immagini precise, la giusta e corretta punteggiatura in modo che il lettore sia catturato e coinvolto nella storia e distolga gli occhi dalla storia solo se la sua casa prende fuoco. Se siamo fortunati, autore e lettore insieme, finiremo l’ultima riga di un racconto e poi rimarremo seduti per un minuto, con calma.

    Diceva Julio Cortazar: ” In questo senso, il romanzo e il racconto si possono paragonare analogicamente al cinema e alla fotografia, nel senso che un film è innanzittutto un ‘ordine aperto’, romanzesco, mentre una fotografia riuscita presuppone una rigorosa limitazione previa, imposta in parte dal campo ridotto che l’obiettivo comprende e inoltre dal modo in cui il fotografo utilizza esteticamente tale limitazione. Fotografi del calibro di Cartier-Bresson o di un Brassai definiscono la loro arte come un apparente paradosso: quello di ritagliare un frammento della realtà, fissandogli determinati limiti, ma in modo tale che quel ritaglio agisca come un’esplosione che apra su una realtà molto più ampia (…) dunque il fotografo e lo scrittore di racconti si vedono obbligati a scegliere e a circoscrivere un’immagine o un avvenimento che siano significativi (..) che siano capaci di agire sullo spettatore o sul lettore come una specie di ‘apertura’, di fermento che proietti l’intelligenza e la sensibilità verso qualcosa che va molto oltre l’aneddoto visivo o letterario contenuti nella foto o nel racconto. Uno scrittore argentino che ama molto la boxe [Adolfo Bioy Casares, n.d.r.] mi diceva che, in quella lotta che si instaura sempre fra un testo e il suo lettore, il romanzo vince ai punti, mentre il racconto deve vincere per ‘knock out’. “

  3. scrittoriprecari scrive:

    Giustissime osservazioni: il racconto è un congegno che non ammette sbavature, al contrario del romanzo. Se il primo riflette l’ordine (anche disordinato) di una stanza, il secondo fa proprio il caos del mondo.

  4. scrittoriprecari scrive:

    Quello sopra sono sempre io, l’autore della recensione.

    S.

  5. claudiab. scrive:

    Bellissima questa recensione. Penso che sia pressoché un sogno per uno scrittore venire recensito in questo modo, così sobrio ed esperto. Ottimo e condivisibile anche il commento di W&P. Per quanto riguarda la raccolta di Lupo, ce l’ho a casa in attesa di un po’ di tempo per dedicarmi a letture per piacere personale…

  6. scrittoriprecari scrive:

    Grazie Claudia, per chi scrive o recensisce è invece un piacere incontrare lettori come te 🙂

    S.

  7. michele lupo scrive:

    vedo solo ora: grazie di cuore a Simone per questa sua lettura e agli altri che sono intervenuti – poi leggerò con più calma

  8. fishcanfly scrive:

    Be noi ci siamo specializzati nel racconto da blog. La scrittura nei blog è diversa dal racconto convenzionale. Deve essere più acceso, breve, denso, vasto. Alcuni dicono che fare il blogger è facile. Nemmeno per sogno!
    Invito a leggere come ci muoviamo!
    http://www.vongolemerluzzi.wordpress.com

    Grazie per la riflessione e a rileggerci! ^^

  9. Pingback: PICCOLO GUASTO ALLA CENTRALE DEL TEMPO « Scrittori precari

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