Il diavolo innamorato

Il diavolo innamorato (Manni, 2011)

di Jacques Cazotte (a cura di Isabella Mattazzi)

Il diavolo innamorato è un piccolo gioiello della letteratura francese di fine settecento, che torna in una nuova veste magistralmente curata da Isabella Mattazzi, un romanzo/novella/ “piquante bagatelle” che ha avuto diverse fortune e avverse letture critiche nel corso del tempo.

Definito per troppo tempo un’opera nera, che racchiude in sé conoscenze cabalistiche, negromantiche, aveva perso nel corso del tempo anche la sua leggerezza, il suo tono scherzoso e deliziosamente irriverente, la sua capacità sospensoria della realtà in una commistione tra meraviglia e realtà.

Le sue alterne vicende vengono spiegate, puntualmente e senza troppa pedanteria, nell’introduzione della curatrice, che prende per mano il lettore e lo aiuta ad attraversare la pinacoteca delle versioni del libro e della vita del suo autore Jacques Cazotte.

Una storia che comincia con il desiderio e molto probabilmente si consuma in esso, in un continuo scambio di corpi di questo sentimento capace di fratturare ogni tipo di umanità, razionalità e fantasticheria.

Alvaro è un soldato spagnolo al servizio delle guardie del re di Napoli, un giovane spavaldo, coraggioso e decisamente avventato, che dopo una serata di chiacchiere e vino si ritrova a continuare il discorso iniziato con i suoi compagni con l’anziano soldato Soberano.

Dopo qualche scambio di battute, quest’ultimo dà dimostrazione della veridicità delle sue parole evocando uno spiritello al suo servizio e dando inizio alla scoperta del giovane Alvaro.

Ma il soldato spagnolo non sa contenersi, non può sopportare la pragmatica attesa che richiede l’apprensione delle antiche arti e chiede (essendo desiderio puro) di avere tutto e subito, lanciandosi in una piccola sfida che lo avrebbe visto protagonista di una sonora tirata d’orecchie al Diavolo.

Soberano a quel punto organizza il rituale e lo lascia da solo alle prese con quello con cui un novizio non dovrebbe avere a che fare.

Il demone evocato, si lascia però, da subito, sottomettere e si mette al servizio del nobiluomo iberico. Comincia così la storia di Biondetta, demone, essere fantastico che non smette di desiderare di compiacere il suo essere umano, in un continuo darsi al desiderio proprio e del suo freddo padrone.

Ma la storia prende una piega imprevista e si scopre la vera natura di Biondetta e dei sentimenti che sono in gioco…

Alex Pietrogiacomi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: