Aborto

«Terrai il bambino?» Frase tragica e ricorrente dalla vita reale fin nella fiction.
Solitamente non segue una risposta pronta e s’instaura un silenzio simile a Lettera a un bambino mai nato. Stupefacente visto che un silenzio così angosciante non s’accorda troppo bene con lo stile chiassoso della Fallaci: sarebbe stato molto più indicato ricordarsi delle pagine che Ceronetti dedica all’aborto in La carta è stanca, pagine più erudite e tranquille, più silenziose.

L’aborto è la copia conforme della mania più diffusa degli ultimi decenni: l’usa e getta. Se non mi serve lo getto. Ma se quello che viene gettato non serve perché nasce? Centinaia di ninnoli superflui vengono buttati come nulla quando ci si rende conto della loro inutilità e/o bruttezza. Altri oggetti (che ninnoli non sono, ma che diventano inutili perché si guastano) ci dicono quanto siamo stati abituati male dal capitalismo becero dell’ultimo secolo: siamo diventati molto spicci quando si tratta di buttarli. Ed è divertente perché, per quanto sbagliato, è la cosa più logica da fare (molto spesso costa di più la riparazione che l’oggetto nuovo: allora è ovvio che se devo spendere dieci per riparare, preferisco spendere cinque per comprare).
Il concetto, più o meno, è quello per un figlio: se mi serve e non mi fa danno lo tengo, se no lo butto. Però anche in questo caso buttare è più vantaggioso: il mondo è difficile, i costi aumentano, un figlio comporta troppe responsabilità, più aumenta lo stress del lavoro più aumenta la voglia di divertirsi, un figlio ti condanna ad avere una vita molto morigerata. Insomma, se non sei un romantico idealista e tradizionalista che crede nei sacri valori come quello della famiglia, un figlio non lo metti al mondo.
Ma forse la questione dell’aborto (su cui non ho una particolare opinione) è più che altro un problema letterario: di chi è la voce narrante?

Antonio Romano

Annunci

6 Responses to Aborto

  1. Massimo Vaj says:

    Oriana Fallaci è una delle peggiori donne delle quali ho letto degli scritti. Frustrata, fanatica razzista, becero fascista, malvagia gratuitamente e seminatrice d’odio. Per questo non commenterò quello che ha scritto.
    Io sono contrario all’aborto, ma ho votato a favore perché ritengo siano le donne a dover scegliere, e ci sono casi così disperati che non meritano il peso dei giudizi di chi sta comodo a guardare il sangue altrui scorrere.
    Sono contrario per principio e perché ho lavorato a lungo in un reparto di patologie gravi all’Istituto Don Carlo Gnocchi di Milano. Amavo i miei bambini poi diventati ragazzi e morti prima dell’età adulta dei cui pregi, però, hanno goduto per il coraggio e la forza interiore che hanno onorato.

  2. Quello che scrivi dal mio punto di vista è una buona fotografia del reale.

    Ritengo che abortire o meno rientri nell’ambito delle libertà personali.
    Ad esempio: se io lo faccio ma un’altra no, praticamente mi è indifferente, non la giudico, non ci
    penso proprio.
    Ognuno dovrebbe essere libero di fare o non fare certe cose. Punto.
    E se una donna si ritrova in una situazione di non gestibilità, non la condanno e non la condannerò mai. Dico di +: se penso a come la società non riesce a gestire ed ad accogliere i disabili, se so di star mettendo alla luce un figlio disabile, ci penso due volte, perchè, visto che ho già una sorella disabile, non penso sia molto altruistico ritrovarmi a fare l’infermiera. Salverei una vita, a prezzo solo della mia.

    Se bisogna rispondere ipocritamente, prego, avanti tutti.

    Io dico che se mi capitasse sarebbero solo fatti miei e basta. Diciamo che sono temi su cui forse è troppo facile dire cose a vanvera senza mai trovarsi nei panni di chi ha vissuto, vive e vivrà le situazioni. Dico ancora, che se una donna dice…ok lo tengo nonostante qualsiasi problema…non la giudico neanche in questo caso…e neanche la ammiro più di tanto.
    Scelte sue.

    Alla fine nella vita, se parliamo di costi, la gente, gli amici, fanno presto e parlare a destra e a sinistra…gli amici fanno presto a dire…nooo lo dovevi tenere..quà là…poi quando hai bisogno di una mano, quando dovrebbe intervenire la società a sostegno dei problemi delle famiglie, ad esempio….nessuno risponde più al telefono o tutti buttando i loro problemi davanti ai loro. Capitato mai di dire …mi fa male la testa…e di sentirsi rispondere…uuuu guarda!non ne parliamo che io ce l’ho che mi scoppia!…ecco…Per cui su queste cose consiglierei di tapparci la bocca che è meglio. Grazie Antonio per il tuo spunto di riflessione.
    Anna

  3. riccardo fraddosio says:

    Nella realtà ipercapitalistica le cose perdono peso, la materia si sfalda, la vita umana viene reificata. Ammiro il ragionamento, peraltro molto coraggioso; tuttavia, secondo me, quello argomentato è solo uno dei diversi moventi dell’aborto.

    Un idealista romantico.

  4. Massimo Vaj says:

    … e neanche l’ammiro più di tanto…
    Suona male, come quando suonando uno strumento musicale si è quasi raggiunta l’armonia e, improvvisamente, un pensiero interferisce nella desiderata celestialità… rivelando assenza di valore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: