Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 10

Ricordate il mal di denti di Mal di Libri? Il responso del dentista è stato netto: via i denti del giudizio, e anche con una certa fretta: sono bombe pronte a esplodere. Che poi, dei quattro, ne era uscito solo uno; gli altri son rimasti sotto, ce n’è uno, terribile, che è addirittura in orizzontale sotto la gengiva. Tre giorni fa ho tolto il primo e dopo due giorni difficili oggi sto un po’ meglio, ma la mia esperienza è in netto contrasto col detto “via il dente, via il dolore”: il dolore vero l’ho sentito solo dopo che il dente è stato tolto, altroché. E questo primo dente cavato era l’intervento, a detta del dentista, più semplice. Gli altri che mi aspettano saranno più invasivi. E mi aspettano ancora giorni di sofferenza. Ma ci si abitua a tutto, anche al dolore. Passerà, nonostante i giorni prossimi venturi in cui me la vedrò brutta. Pensate che il dentista, estratto il superiore destro, si è complimentato per le dimensioni e ha commentato: “enorme”. A pensarci potevo farmelo lasciare per ricordo. Magari mi tengo l’altro, quello orizzontale, quello che temo mi darà più pena. Vorrei scannerizzare e farvi vedere la radiografia, ma ce l’ha il dentista. Quando tutto sarà finito può darsi che ritorno sull’argomento e vi mostro la radiografia e le foto del dente. Ma non saranno più gli Appunti. Oggi si chiude l’appuntamento del sabato. Ritornerò presto, in altri giorni, ma con le varie nuove scritture non riesco a stare, per il momento, dietro a questo appuntamento settimanale. Prendi adesso, sono le 3 e 30 e il pezzo dovrebbe essere già online da molto, ma io sto ancora scrivendo. Ok che questa settimana è stata particolare, giovedì scorso sono andato a Roma e domenica sono arrivato al mio paesello natìo al sud, e poi mi sono trattenuto più a lungo per questa storia del dentista che mi ha fatto penare, ma non è la prima volta che scrivere questo pezzo diventa una gara contro il tempo.
Domani ripasso dalla capitale e lunedì ritorno su a Frigolandia. E poi giovedì mattina mi raggiunge il Ghelli a Spoleto e via sulla Liguori-mobile in direzione Bolzano, dove ci aspetta El Pinta, mitico organizzatore dell’ottima rassegna. Certo, per tutto il viaggio dovrò sopportare da solo Simone, senza Angelo e Luca, e questa considerazione, e la strada da percorrere, mi riportano ai giorni, oramai lontani, del primo tour. E a pensarci, magari in primavera, se ne potrebbe quasi organizzare un altro, di tour. Anzi, dateci una mano, proponeteci luoghi, date, invitateci in bei posti dove venire a leggere. E noi, oltre a farvi passare una bella serata e portare con noi uno dei migliori performer, nonché sommo poeta, che abbiamo in Italia, il nostro Andrea Coffami, come l’altra volta vi delizieremo con il nostro Diario di bordo (che potete, se lo avete perso, leggere qui). E poi, oggi più di ieri, la rete di autori da ospitare è diventata molto più vasta. E abbiamo un’ottima copertura di tutto il territorio nazionale (anzi, nota per gli editori: previo pagamento trattabile, siamo disposti anche a organizzare reading per nuovi libri in uscita, perché siamo e restiamo precari, ma essendo anche scrittori ci riserviamo di leggere i testi prima di decidere e, naturalmente, il “servizio” non vale per editori a pagamento o a doppio binario). Organizziamo? Chissà che diranno i ragazzi, che sono, ora che scrivo, all’oscuro di questa mia idea, mi riferisco a quella del tour, quella di promuovere libri che ci piacciono è una vecchia idea, e in parte lo facciamo pure già). Comunque, se commentate la notizia con entusiasmo, magari mi date una mano a convincere gli altri per far sì che l’idea possa concretizzarsi. Che ne pensate?
E niente, è tardi e non ho sonno, sarà il mix di cortisone, antibiotico e antinfiammatorio, e intanto con la mia faccia gonfia assomiglio sempre a un cagnolino dei cartoni animati. E ora è gonfia la guancia destra e tra dieci giorni la sinistra, e poi ancora la destra e di nuovo la sinistra. Ma il dolore tempra, e andiamo avanti.
Come di consueto vi ricordo, in edicola, il doppio appuntamento (info qui) con Frigidaire e Il nuovo MALE, quello dello storico formato dell’epoca d’oro, tanto per capirci, quello con l’editoriale di Tersite e la vignetta di Giuliano in copertina. Diffidate delle imitazioni, che come sapete ne girano di fasulli.
Che altro? Lunedì si chiude La società dello spettacaaargh!, ma state tranquilli ché continuerete a trovare Jacopo e Matteo sulle pagine di Scrittori precari. Pensavamo, inoltre, di fare un pdf di tutta la rubrica. Seguiteci e ne saprete di più.
Chissà, quando mi sveglio, può essere che l’erotomane finalmente rassegni le sue dimissioni a Napolitano. C’è da tirare un sospiro di sollievo, ovviamente, ma non credete, vi prego, anche voi che un Governo Monti, se riuscirà a trovare i numeri in Parlamento, o men che meno un Governo capeggiato da cariatidi della prima Repubblica come Amato o Dini (in ogni caso, entrambi, tra i possibili “nuovi” ministri), sarà la soluzione dei problemi dell’Italia. Anzi. Non fatevi prendere per il culo. In proposito vi suggerisco di leggere l’ottimo pezzo di Marco Rovelli su Nazione Indiana, e la discussione che ne segue.
Gli Appunti vi salutano con una canzone. La lotta è ancora infinita. Si prospettano anni difficili davanti. Anni difficili davanti.

A presto,

Gianluca Liguori

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2 Responses to Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 10

  1. Ahi, ahi, i denti del giudizio! Allora l’hai perso il giudizio! Anch’io, ecco perchè sto qua!
    Tour, tappe, letture interessanti…..che ragazzi impegnati! Magari vi faccio venire qui a Vittorio Veneto a rallegrare una delle nostre serate di lettura,……ma c’è da poter stare allegri con il Nano che affonda e babbo Natale che vuole prenderne il posto? ;P
    Io sono così disillusa e non credulona, e cinica, da pensare che nemmeno tutti quelli che stanno al parlamento messi insieme potrebbero cambiare le sorti di un paese distrutto dall’illusione di un pifferaio magico, che lo devo dire, gli si deve dare atto di aver trovato il modo giusto per far credere alla gente delle favole toste e non credevo che gli italiani potessero riuscire a far sparire codesto “signore del successo sempre sorridente”. Avranno tolto un dente del giudizio anche a lui? 😛

  2. matteoplatone says:

    ricorda: OKI CAN SAVE YOU

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