Conosci quelle storie

Conosci quelle storie che finiscono in ex obitori,
dove i languori sono rari come tori neri,
dove i sentieri son cunicoli di minatori,
dove io e te ci perderemo come in mari senza fari.
 
Conosci quelle storie dove vuoi giocare a dama
ed usi una scacchiera con le torri e con gli alfieri
le regole non cambiano, ma cambian le pedine.
Conosci quelle storie belle come cartoline.
 
Conosci quelle storie dove amici sono grilli tesi,
dove promesse mantenute sono soldi spesi,
dove un bel giorno io ti chiesi:  «Cosa siamo?»
«Io ti amo però adesso siamo un ieri».
 
Conosci quelle storie dove al minimo reato sei picchiato
«Riconosci questo volto?» chiuso in un commissariato
Conosci quelle storie che son strane ma son vere
e giorni dove non solo le sere sono nere.
 
Conosci quelle storie come esagoni a due lati,
che tu fai un passo avanti ma poi cerchi l’orizzonte
e non ti basta il sogno che hai di fronte.
Conosci quelle storie che son fonti
 
di acque naturali non potabili, di stabili disabili,
di avidi, di lividi, di calci con i foderi,
di solidi rapporti ma basati sulle ceneri.
Di assegni più scoperti delle cosce della Marilyn.
 
Conosci quelle storie dove il fato è andato in ferie ?
Conosci quelle storie che non sono storie vere?
Conosci quelle storie dove corri tra le mine?
Conosci quelle storie e ne conosci anche la fine.
 
Conosci quelle storie, riconosci che son troppe.
Conosci quelle storie dove strisce sulle cosce
poi finisce che non lasci ma raddoppi.
Conosci storie storie dove dove scrivi doppio.
 
Conosci di lavori che ti durano sei ore?
Conosci qualcheduno che ha un contratto di lavoro?
Conosci di quartieri popolari senza orari?
Conosci qualcheduno che ha votato Berlusconi?
 
Conosci quelle storie dove brani sono come già sentiti?
Neomelodici incalliti che ti fanno più moine
di una troia dentro un letto in dono a Putin.
È inutile che rubi quando sei pagato in sputi.
 
«Conosci tanta gente ma non ne conosci una!»
Son cazzate che diffondo paura verso il nuovo,
più nazista di un portale che si definisce “libero”
(Ho come l’impressione che qualcuno giochi a Risiko)
 
Conosci il cieco al vicolo e la Vittoria al parco,
conosci chi è geloso ma poi va con qualcun altro?
Conosci un deputato così almeno stai parato,
ma intanto ti lamenti e fai l’anarchico indignato.
 
Conosci quei finali di quei testi alternativi,
di quelle senza neanche un ritornello (per capire).
Conosci e già capisci che tra un po’ sarà la fine.
Siccome tu sei pazzo meglio che ti do ragione.

 

Angelo Zabaglio e Andrea Coffami

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