L’anello d’oro

Al principio c’è il sonno. Sento addosso uno strano senso d’inquietudine misto a paura. Spalanco gli occhi, respiro l’odore caldo del pomeriggio. Uscirei, ma il caldo è un nemico troppo grande per me. C’è un suono che continua a infastidirmi più del caldo, proviene dalla stanza attigua alla mia: dalla camera di mia sorella. Gli occhi volano su tutti gli oggetti sparsi per camera. Come sempre ordinata e pulita. Osservo con acutezza un poster dei CCCP, che sta alla base del mio letto, un residuato bellico del mio periodo da politicante. Dietro di esso si nasconde un buco. Uno dei modi per comunicare con mia sorella senza lasciare la stanza e senza urlare. Mi avvicino a carponi e scruto dalla fessura.
Il mio occhio vede due ragazzi nudi. Fanno sesso avvolti in lenzuola candide, i corpi ancora acerbi s’intrecciano con fervore. Lui, snello e glabro, gronda sudore sul piccolo corpo di una giovane donna, i suoi lunghi capelli biondi le accarezzano il seno ondeggiando. La testa rasata di lei fa da perno a una schiena inarcata. Le labbra aperte in un muto grido.
Mi stacco subito dal buco.
Rosso in volto e imbarazzato mi domando “questa è mia sorella?”.
Non riesco a togliermi dalla testa quell’immagine e per alcuni minuti non respiro. Sento nei pantaloni qualcosa che si muove: per una strana associazione mentale m’immagino al posto del ragazzo con cui mia sorella fa l’amore.
Chiudo gli occhi e assaporando quell’immagine incomincio a toccarmi. Mi fermo solo quando sento delle risate, dopo parecchio tempo, “Stanno forse ridendo di me?”.
Mi rialzo di scatto e sbircio nel buco: i due sono stesi su un tappeto rosa; lui si alza, lei fa cadere sul tappeto alcuni oggetti mentre la sua bocca fa sesso con una sigaretta.
Lui si scola una birra, e rutta. Lei si alza e gli balla intorno volteggiando su se stessa.
La piccola donna, che stento a riconoscere, si attacca al corpo imberbe di quel ragazzo, provocandolo. Gli sussurra alle orecchie delle cose, mentre il ragazzo sgrana gli occhi celesti: è eccitata, si vede da come gli si strofina addosso.
Io non riesco a sentirli, ma è sicuro, ne sono certo che siano cose oscene.
Lei scende leccandogli il petto, prendendo poi in bocca il cazzo di lui. Lo mena un poco con una mano, mentre con l’altra regge la sigaretta ormai spenta. Butta la sigaretta a terra e si mette carponi sul tappeto, raccoglie alcune candele e le dispone tutto intorno: le raggruppa accanto a un barattolo di miele, le accende una per una. Il ragazzo intanto comincia a scoparsela da dietro, lei ansima, riesce appena ad accendere le ultime, prima che la voglia prenda il sopravvento. Lancia da una parte l’accendino.
Ride.
Gode.
Lui prende il barattolo, glielo svuota sul corpo, fra le natiche.
Il miele scende lento come una lacrima. Lei inarca la schiena, lui le afferra il collo con i denti.
Sento mia sorella urlare di piacere, mentre con una mano passa al ragazzo un oggetto cilindrico. Lui lo scarta staccandosi da lei, si mette con la faccia sulla sua fica, con la mano destra le infila dentro al culo metà di un panetto di burro.
Lecca latte e miele.
Mi sembra di sentirne il sapore in bocca, mentre continuo a masturbarmi: il culo di mia sorella diventerà la mia ossessione.
Rimangono cosi per poco tempo, lui la vuole anche li. Gli sfila il panetto dal culo, osserva il creato, come Dio quando aveva finito.
«Questo è il nostro anello matrimoniale», dice con voce roca il ragazzo.
C’è una patina d’oro brillante che ricopre un cerchio. È il culo di mia sorella che aspetta di essere violato. Dalla carne.
Dopo tre ore esco dalla mia stanza, trovo mia sorella, seduta sul divano, sola davanti alla tv. Guarda un cartone animato giapponese. Solo la luce dello schermo le illumina il viso. Mi siedo accanto a lei, osservo la tuta smessa che ricopre il suo corpo. Mentre le immagini alla tv scorrono veloci, sogno quel buco che voglio violare.
«Ti è piaciuto, vorresti rivederlo?», dice.
Il suono tranquillo della sua voce è un tuffo al cuore.
Mi mordo le labbra: «Lo sai che non mi piacciono i cartoni animati giapponesi».

Crystal Nwankwonta

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2 Responses to L’anello d’oro

  1. allorizzonte says:

    Sorellina, non ti dimenticherò.

  2. feritoie says:

    Credo che una feritoia ci stia bene.

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