Confessioni qualunque – 2

#2 – Alice

di Linda Caglioni

Che resti tra noi.
Però, che resti tra noi per davvero, che qui non si scherza. Se qualcun’altro lo sa mi prendono per pazza, mi fanno rinchiudere. Voi siete gli unici che sanno questo segreto.

Certo, diciamo che siete gli unici se non si calcola Artemide. Ma tanto di lei so di potermi fidare. Ciecamente. L’ho vinta nel maggio di due anni fa alle giostre del mio paese, e da allora siamo inseparabili io e la mia pesciolina rossa. Ogni giorno aspetta che io torni da scuola, le do il suo mangime preferito e intanto vuole che le racconti quello che ho fatto. Quando sente qualcosa di particolarmente strano o divertente smette di colpo di mangiare e mi fissa,come quando le ho detto che quel cretino di Diego ha fatto cadere la penna proprio sotto le gambe della prof di francese, e nel raccoglierla le ha guardato sotto la gonna, o di quella volta che ho preso una nota di merito perché durante la verifica di mate ho detto alla Manzotti che la Marika c’aveva i bigliettini.

L’ha fatto anche quando le ho detto che sono incinta.
Ecco, ora lo sapete. Ma promettetemi di non dirlo a nessuno però. Cioè, credo di essere incinta, ma ormai ne sono più o meno sicura. Non provate a dirmi di calmarmi, è fatica sprecata, il ciclo non mi viene da troppo tempo. Ok, per essere precisi precisi, non mi è mai venuto in tutta la mia vita, ma ormai ho compiuto dodici anni da 5 settimane. La Sara e la Martina hanno la mia stessa età, loro sono già signorine e mi hanno spiegato che quando arriva ti fa male la pancia e devi metterti gli assorbenti per non sporcarti. Ho provato a metterli, per vedere se così stimolavo il ciclo. Niente. Neanche una goccia. Loro mi hanno anche detto che quando non ti arriva, allora significa che sei incinta. All’inizio non volevo crederci, poi ho cercato su internet, e alla voce assenza di mestruo il primo risultato è stata la parola gravidanza. Cioè, vi rendete conto? Mi si è fermato il cuore. C’era anche una cosa tipo menorrea mi pare o mentarrea come causa dell’assenza di ciclo; ma però mi sa che dev’essere un tipo particolare di diarrea, e non è il mio caso. Non so che cosa fare, a chi dirlo. Ho provato a parlarne con la mia vicina di banco, la Clara, ma mi ha risposto che secondo lei sono scema, perché per rimanere incinta ti devi chiudere in una stanza con un maschio. Artemide è l’unica con cui io mi possa confidare.

Il padre della creatura che porto in grembo non sa nulla. Non so nemmeno che faccia ha. No, non sono una sgualdrinella che lo fa con tutti come Melissa P. Io uno di quei cosi lì penzolanti, si insomma, un p…, non l’ho nemmeno mai visto, se non sul libro di biologia o disegnato con l’indelebile sui banchi della mia classe. L’unica volta più o meno vera è stata quando ho beccato l’Alessio e il Matteo che stavano guardando la tv, a tarda notte. Sì insomma, stavano guardando un film dove c’erano 7 o 8 uomini nudi attorno a una ragazza, anche lei nuda, boh. Però erano neri, non ho visto bene. E a ogni modo, non è andata così.

Se sto per diventare una ragazza madre mi sa che è per colpa del nuoto. Ho iniziato a frequentare i corsi a 7 anni: mi ci ha mandato mia mamma perché “ti fa bene tesoro, e chissà che non mi diventi una nuotatrice famosa”. All’inizio non ci volevo andare perché avevo paura di affogare e odiavo l’acqua negli occhi, ma pian piano è diventata una cosa automatica. Ho imparato ad amarlo davvero quando ho vinto Artemide: mi piaceva avere una cosa in comune con lei che nell’acqua ci passa tutta la vita. Certo, non avrei mai potuto immaginare che uno sport apparentemente innocuo sarebbe stata la causa della mia maternità. So che detto così suona un po’ assurdo ma forse perché la maggior parte di voi non sa bene cosa è l’imene; io non lo so proprio con precisione, però più o meno mi sa che è tipo una pallina nella v….. che quando sei grande qualcuno te la fa sciogliere e quando s’è sciolta del tutto non sei più vergine, neanche un po’. Ho compreso tutto 3 settimane fa, quando ho fatto vedere a mia mamma il mio costume preferito, quello a strisce rosa e bianche della Fornarina. Le ho fatto notare che s’è sbiadito e lei mi ha risposto, con tutta la calma di questo mondo, che è normale perché il cloro, dopo un po’ di anni, rovina le cose. Dopo quelle parole ogni cosa mi è stata più chiara. Rovina le cose.

Ho subito controllato su internet, e in effetti ho letto che il cloro può avere effetti corrosivi. In un lampo ho capito. Sono corsa in bagno e mi sono osservata la v….., ho controllato se avevo ancora la pallina, e indovinate un pò? Niente. Della pallina non c’era più traccia, sparita: il cloro l’aveva sciolta. Praticamente avevo perso la mia verginità. Il resto è andato di conseguenza, cioè, lo sanno tutti che stando nella stessa vasca a stretto contatto con i maschi è praticamente quasi impossibile non rimanere incinta, se non sei più vergine, perché i loro p…, in poche parole, rilasciano tipo una scia biancastra-trasparente che fa rimanere incinta le femmine. Questo lo so con certezza, l’ho letto su internet. Sicuramente il padre è uno dei sette ragazzi che frequentano il mio corso.

Spero che sia il Fabio perché è il più carino. Il Michele spero proprio di no perché ha due anni in meno di me, è troppo giovane e non credo che saprebbe prendersi le sue responsabilità. Anche il Nicola spero di no, c’ha i capelli arancioni, non voglio aver fatto s…. con lui. O magari è il nostro istruttore che però ha 23 anni, quindi mi sa che nascerebbe già un po’ vecchio. E se ci fossero due o tre padri?!

Sono diverse notti che non riesco a dormire, non so cosa fare, se tenerlo, se abortire, se comprarmi la pillola del giorno dopo. Ho anche pensato di scappare di casa: con i soldi della comunione e le mance dei vari compleanni forse potrei andare a vivere a New York, ci arriverei in autostop. Inizierei a lavorare come attrice, tipo quelle che recitano nei film che guardano l’Alessio e il Matteo, che stanno semplicemente nude su un letto o circondate dai maschi. Cioè, sinceramente, non mi sembra difficile. Dirlo ai miei mi sembra impossibile: mio papà si è stupito quando ha scoperto che riesco a dormire con la luce spenta, come glielo spiego che la sua bambina ha già praticamente avuto un rapporto sessuale e sta per diventare madre? Non mi crederebbe, mi direbbe che sono folle. Ma le mie sensazioni non mentono. Ho letto su Top Girl che alcune ragazze dopo la prima volta che fanno s…. si sentono cambiate, trasformate. Vedono il mondo sotto un’altra luce, diciamo. Ecco, io ho provato la stessa identica cosa qualche tempo fa, uscita dalla piscina. Nello spogliatoio ho incrociato una bambina di 8 anni e ho avuto l’istinto di aiutarla a cambiarsi, mi sono sentita più grande, responsabile: dev’essere stato sicuramente quello il giorno in cui è successo il concepimento. Non so come spiegarmi, mi sento più materna, mi trovo anche un po’ ingrassata, ma d’altronde dopo un mese di gravidanza è normale. Senza rendermene conto mi ritrovo ad accarezzarmi la pancia, o a fantasticare sui possibili nomi. Allora, se è femmina mi piacerebbe chiamarla come me, Alice, per fare una cosa tipo “una mamma per amica” dove la mamma chiama la figlia come se stessa. Se è maschio sarebbe più giusto che scegliesse il padre o i padri. Ma visto che non so chi sono, toccherebbe ancora a me decidere, quindi lo chiamerei Edward o Jacob, ma mica per Twilight eh, a me questi nomi son sempre piaciuti più o meno.

So che tra qualche anno il mio bambino sarà la cosa più bella del mondo per me ma – che resti tra noi – forse, avrei dovuto mettere il preservativo.

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