Perché Totem

di Alex Pietrogiacomi

Il mondo editoriale sta cambiando sotto ogni aspetto. Abbiamo ogni giorno sotto gli occhi le varie manovre che modificano, rinnovano, abbattono, sacrificano la scrittura, il libro (che sempre più è Oggetto e non Soggetto) e soprattutto l’autore, esordiente e non che sia.
In questo momento di grande confusione dove a farla da padrone è sempre di più il mercato e la vendita spesso ci si ritrova spaesati e completamente abbandonati a sé stessi anche dalle case editrici che puntano sullo scrittore e il suo lavoro. E al di là delle questioni autoriali, gli stessi addetti ai lavori (leggasi traduttori, grafici, uffici stampa, redattori etc) sono sempre più sottomessi a uno stato di marginalità precaria imbarazzante.
A rincuorarci e a venire incontro alle esigenze tutte le teste pensanti, che credono nella qualità del libro e ne sono concretamente artefici, arriva TOTEM, una nuovissima e dinamica agenzia che permette di respirare aria fresca e finalmente pulita.
Abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Anna Voltaggio per addentrarci ancora di più in questo progetto che a nostro parere ha davvero colpito nel segno, per attitudine, mission e professionalità.

A.P.: Perché totem?

A.V.: Il totem, dal punto di vista storico e antropologico, è un emblema. Per alcune popolazioni antiche rappresentava l’animale guida, ed era il punto di riferimento dell’intera comunità. Metafora perfetta per rappresentarci: in noi, una comunità di autori, editori, addetti ai lavori e lettori, può trovare un punto di riferimento fondamentale. Stando alla contemporaneità, invece, il totem ha assunto diversi significati: a volte è un oggetto che fornisce informazioni, altre può indicare il giusto ingresso, segnalare il percorso corretto, evidenziare zone di interesse e poi, naturalmente, pubblicizzare qualcosa: in libreria, per esempio, presenta ai lettori un testo considerato importante. Tutte queste caratteristiche, in parte simbolicamente e in parte concretamente, si incarnano alla perfezione nella nostra agenzia. Ecco perché Totem.

A.P.: Come nasce totem, da quali esigenze?

A.V.: Totem nasce dall’osservazione dei fenomeni nuovi che coinvolgono il panorama editoriale, dalla riflessione dei rapporti tra gli autori, i lettori e la società dell’informazione.
Il lavoro di comunicazione per un prodotto culturale come il libro, oggi più di ieri, deve necessariamente partire dal contenuto e portarlo in contesti differenti e nuovi, fare riflettere l’autore ed il lettore oltre le loro intenzioni, oltre i numeri, le tirature, i casi letterari a tempo determinato, le esigenze commerciali che non rispecchiano più le scelte degli autori, le loro qualità, i loro pensieri.

A.P.: Da chi è composta e qual è il background di chi la anima?

A.V.: Lo zoccolo duro di totem è

  • Anna Voltaggio, ufficio stampa editoriale, dopo il corso di formazione con Oblique Studio è stata formata alla Fazi editore da Martina Donati, noto ufficio stampa ed ex direttore editoriale della casa editrice Giunti. Successivamente responsabile dell’ufficio stampa dell’Ancora del mediterraneo e Cargo editore, e poi Ufficio stampa per Newton Compton e responsabile presentazioni e reading, fino a quando ha scelto di dare vita a Totem.
  • Elisabetta Tranchina, consulente legale, web content manager, ufficio stampa. Dopo il tirocinio allo studio legale DDA, specializzato in diritto d’autore e il corso di formazione con Oblique Studio, ha lavorato con Alberto Gaffi Editore e Sandro Teti Editore. Attualmente collabora con L’ Orma Editore,  e il sito www.puntarellarossa.it. e punta tutto su Totem.
  • Giovanni Tusa, filosofo, si è accostato negli ultimi anni alle nuove tecnologie e alla comunicazione web. Da tempo affianca gli studi sulle tematiche più recondite e insolubili della filosofia contemporanea e le collaborazioni con i maggiori istituti di ricerca europei, alla progettazione di soluzioni innovative per l’enigmatico mondo delle interazioni sociali sul web, della costruzione d’identità nel magmatico mondo della comunicazione in rete. E trova l’idea alla base di totem, geniale.

A.P.: In cosa si differenzia nell’offerta di servizi da altre agenzie? Quali sono le particolarità della sua mission?

A.V.: La prima grande differenza è che Totem ha una struttura variabile: professionisti indipendenti mettono al servizio le proprie competenze combinandosi in un team sempre diverso, a seconda della richiesta del nostro committente.
La seconda è che, a differenza di quanto esiste attualmente, Totem si colloca a metà tra l’ufficio stampa della casa editrice e l’agenzia esterna. A differenza dell’ufficio stampa classico, quello legato a Totem si preoccupa a dare la massima visibilità all’opera senza considerare vincolante il potenziale commerciale dell’opera. Questo possiamo farlo perché noi, al contrario dell’editore, non siamo condizionati da un interesse economico: ci concentriamo sull’autore, o sul singolo progetto nel caso in cui il cliente sia un editore o altro ente che intenda lanciare un proprio prodotto editoriale. A differenza dell’agenzia esterna, siamo un punto di riferimento costante per l’autore o l’editore ha scelto di affidarci l’incarico, vagliamo insieme a lui ogni possibilità che offre il libro in promozione. Garantiamo così, nei limiti delle potenzialità dell’opera, un servizio di supporto, consulenza e promozione personalizzato che tenga conto delle personali aspettative.

A.P.: Una realtà che oltre a destinarsi a un servizio vuole anche approcciarsi come connessione tra gli addetti ai lavori. Ci spieghi meglio?

A.V.: Ci sembra che da tempo sia un atto un cambiamento nei social network: da semplici “piazze” virtuali, luoghi di aggregazione casuale di visitatori curiosi ed episodici, a vere e proprie officine di lavoro e di progettazione, di scambio su basi comuni, di arricchimento professionale.
Il web sembra finalmente essere divenuto ciò per cui era nato, ossia un’immensa rete di collaborazione e di scambi, che possa portare concetti nati in ambiti specifici, in contesti lontani ed imprevedibili, a volte apparentemente molto lontani dalle motivazioni di partenza.
Totem in questo scenario vuole incarnare in piccolissima parte questo luogo di convergenza tra persone che hanno in comune qualcosa, e diventare un piccolo nucleo di potenziamento di esperienze di scrittura individuali che rischiano di andare disperse, di non avere una visibilità adeguata, di rimanere fuori dai percorsi abitualmente seguiti dall’editoria tradizionale.
Totem tenta di realizzare questo progetto di produzione culturale indipendente sottraendosi alla verticalità tipica della comunicazione basata sui budget, sulle priorità e opportunità commerciali che giocoforza muovono le operazioni editoriali, ma piuttosto privilegiando le relazioni dirette e senza gerarchia, le attrazioni reciproche tra autori e lettori, che si scambiano continuamente i ruoli, non terminando mai di essere nello stesso tempo fruitori e produttori di questo enigma che chiamiamo letteratura.

A.P.: Chi è lo scrittore per totem?

A.V.: Se con la domanda s’intende “lo scrittore ideale” per Totem, la risposta è che non c’è. Perché uno scrittore ideale non esiste. Ogni lettore, e noi di Totem siamo, prima ancora che professionisti del settore, lettori, ha il suo scrittore ideale. Tuttavia, lo scrittore per Totem, deve avere una caratteristica fondamentale: essere di qualità, perché è il motore di tutto, e un motore di scarsa qualità fa fare poca strada. Molti addetti ai lavori, e soprattutto molti editori, sembrano aver dimenticato questo. Abbiamo assistitito a una sorta di reificazione dello scrittore, e spesso anche dell’opera, che con una frequenza crescente viene slegata dai contenuti divenendo “prodotto” meritevole di visibilità solo per la copertina, la fascetta o il titolo. Ecco, Totem rimette al centro il valore dell’opera, che discende dal valore dello scrittore. Il mercato è in crisi, le vendite crollano, l’inflazione di certi generi comincia a stancare… Bisogna quindi recuperare il valore dell’opera — lo ripeto perché è un punto fondamentale — slegandolo dal marketing, dalle politiche di prezzi, titoli e copertine. Quindi lo scrittore per Totem, prima di tutto, dev’essere valido, perché quel che resta, cioè che vince la sfida con il futuro, è la qualità. Senza dimenticare che per noi l’autore è anche un potenziale cliente.

A.P.: Perché uno scrittore dovrebbe affidare la promozione del suo libro a Totem e investire sulla propria opera?

A.V.: Perché se crede nel valore del suo lavoro e del suo libro, indipendentemente dalla tiratura, dal potenziale commerciale e delle mode del momento, allora trova professionisti del settore che ci credono anche loro.

A.P.: Come sta cambiando l’approccio al mondo editoriale e dei suoi servizi/utenti?

A.V.: Il mercato editoriale è oggi in una fase di crescente cambiamento e il cambiamento più grande è sotto gli occhi di tutti: l’e-book.
Dal 2010 al 2011 il mercato degli eBook è cresciuto di oltre il 700%, e anche se c’è chi minimizza perché la quota di mercato oggi accarezza appena l’l%, con l’aumento progressivo dell’offerta di applicazioni per la lettura digitale subirà un’accelerazione ancora più forte. Nel giro di due anni il libro elettronico potrebbe arrivare a prendersi il 10% del mercato, mica poco. E fra cinque anni? Questo cambierà tutto: produzione, distribuzione, promozione e, soprattutto, fruizione.
Il mercato, dunque, si trova già nelle condizioni di dover aprire nuovi spazi per supplire a una mancanza oggettiva: infatti l’assenza di visibilità e la mancata attenzione alle nuove pubblicazioni comporta una drastica diminuzione del tempo di permanenza in libreria, che deve ridurre il rischio di giacenza e quindi l’immobilizzo di capitali. Totem vuole prolungare per il maggior tempo possibile la vita del libro considerato “minore” dalla casa editrice, e offre così all’autore un’opportunità che al momento non può avere.

A.P.: Realtà assolutamente giovane, quanto brivido e quanta adrenalina genera un’avventura del genere?

A.V.: Realtà assolutamente giovane, sì. Siamo quella generazione che ha cominciato la propria formazione attraverso un percorso di tipo tradizionale e che si è presto trovata protagonista dei profondissimi cambiamenti in atto. Per questo motivo, non soltanto siamo entusiasti, pieni di idee e molto fiduciosi, ma siamo consapevoli di essere, nel campo della comunicazione paradossalmente più preparati di chi appartiene alla generazione precedente, proprio perché giovani.

Advertisements

5 Responses to Perché Totem

  1. giorgio says:

    e qual’è il contatto di totem?!

  2. giorgio says:

    ma che hai un “agenzia” pure tu?

  3. scrittoriprecari says:

    @Giorgio: nell’introduzione all’intervista c’è il link al sito dove potrai trovare tutte le info.
    Che significa “hai un’agenzia pure tu”?

    S.

  4. giorgio says:

    avevo risposto ad un commento che ora non c’è più? ?!

  5. scrittoriprecari says:

    Sì Giorgio, non è la prima volta che ci troviamo costretti a togliere i commenti di quel profilo.
    S.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: