L’amore supera ogni ostacolo

Pubblichiamo un racconto inedito di Niccolò Agrimi, autore della raccolta Sgualciti dalla vita (Stilo Editrice, 2012), dove si narrano storie di anonimi, reietti, amanti delusi, vittime e carnefici con uno stile provocatorio e drammatico, che a tratti lambisce il grottesco.

Tu non leggerai mai questa lettera, ma la scrivo a te come a un destinatario di finzione cui si vuole confessare un segreto, il foglio è come uno specchio di carta a cui raccontarsi.
Ti ho amata. Da sempre. Da quando ti vidi annusare la frutta al mercato, da quando mi parlasti per la prima volta.
Ti ho amata guardandoti negli occhi senza parlare.
Ti ho amata quella notte in cui correvamo sotto la pioggia per non perdere il treno, e ogni mattina quando ti svegliavi calda di sogni e buio.
Ti ho amata quando mi accoglievi dentro di te e anche quando volevi solo essere abbracciata. E via via sempre più abbracciati, sempre meno dentro di te.
Ho continuato ad amarti anche quando tu non c’eri, quando eri con altre persone e io aspettavo pensando a te.
Ti ho amata quando ti ho vista dove non saresti dovuta essere, con chi non saresti dovuta essere.
Ti ho amata quando ho visto le tue labbra, che per un ancestrale diritto sarebbero dovute appartenere solo a me, esser profanate da una vile bocca sconosciuta. Tu nell’androne del nostro palazzo, io nascosto dietro la tenda della finestra coperto di lacrime.
Ti ho amata tutte le volte in cui tornavi tardi dicendomi che eri distrutta e ti addormentavi di colpo dandomi le spalle.
Ma ancor più, ti ho amata mentre le mie mani si stringevano attorno al tuo collo e vedevo le vene del tuo viso gonfiarsi e la bocca e gli occhi assumere una smorfia di sorpresa.
Ti ho amata quando ho sentito il tuo petto che smetteva di sollevarsi a ogni affaticato respiro, mentre le tue mani sui miei polsi abbandonavano la presa e il tuo sguardo si facevano vacuo.
Ti ho amata quando ho visto i segni delle mie mani sul tuo collo, ti ho amata fino a sentire il mio cuore che si lacerava pieno di te. Ormai eri totalmente e assolutamente solo mia.
Ti ho guardata mentre mi asciugavo il sudore sulla fronte gustando la mia indiscutibile proprietà su di te, sul tuo corpo, e per non lasciare spazio a dubbi ti ho pisciato addosso cercando di concentrare il getto sul tuo viso, ma devo confidarti una cosa: un po’ di urina è caduta sul tappeto che tu amavi tanto. Sì proprio quello in salotto, che io detestavo anche se non ho mai avuto il coraggio di dirtelo.
Ti ho arrotolata in quello stesso tappeto, ti ho legata con dello spago e caricata in macchina per buttarti nel laghetto fuori città, proprio dove mi portasti tu la prima volta; mi è sembrato un gesto romantico, mentre ti vedevo affondare lentamente alla luce della luna.
Ora sono in salotto a scriverti; guardo lo spazio vuoto dove c’era il tappeto e, tutto sommato, devo ammettere che non era poi così male.

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2 Responses to L’amore supera ogni ostacolo

  1. Kora says:

    Inaspettato…crudo….quasi geniale….corro a comprare il libro

  2. Shamia says:

    Ecco qui il primo estratto dal libro di Niccolò Agrimi, l’autore di questo racconto: http://letteratitudinenews.wordpress.com/2012/09/08/sgualciti-dalla-vita-di-niccolo-agrimi/

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