Primo giorno

di Iacopo Barison

L’ultima parola che ha detto è stata “Casablanca”, poi si è alzato da tavola senza finire la cena ed è andato in camera sua e il giorno dopo l’abbiamo trovato morto ma apparentemente felice, forse è morto sorridendo, e quando mia madre è entrata e ha capito la situazione diciamo che si è messa a piangere, anche se non avevo mai visto nessuno piangere in quel modo, e io non guardavo il corpo di mio fratello né la coperta su cui era disteso ma osservavo il pavimento e
“Siamo arrivati”, dice una ragazza bionda con cui prima ho parlato di cinema. Anche lei sta andando al festival della città di S. e mi informa che scenderà adesso, a questa fermata, e io le rispondo che non è ancora la fermata giusta perché la città di S. inizierà a intravedersi soltanto fra qualche chilometro e lei mi dice che lo sa benissimo ma questo è il paese dove vive sua madre e quindi si fermerà qui per un paio d’ore. Andranno a cena insieme, mi dice. Ok, aggiunge subito, sarà anche un semplice ritaglio di provincia ma questo, vedi, è pur sempre il posto in cui sono cresciuta. Io, mentre la ragazza parla e si prepara a scendere, guardo fuori dal finestrino e non vedo nessun paese ma soltanto degli alberi e una strada a doppia corsia. “Sei arrivata”, le dico, “perché io scenderò fra un paio di fermate”, e lei mi guarda come si guardano i
Mia madre ha smesso di piangere ed è riuscita a telefonare a mio padre e dopo quella telefonata non ha più parlato. I medici incolpano mio fratello. Dicono che se non fosse stato per lui, be’, mia madre a quest’ora sarebbe felice e potrebbe condurre una vita normale. Potrebbe
“Perché stai sempre zitto? Guarda che non siamo in un film di Bergman. Questa è la realtà, capisci? Puoi parlare, guardarti intorno, sorridere. Vuoi un’altra birra?”, mi chiede un ragazzo straniero, cercando di improvvisare un discorso. “No”, gli rispondo, e mi allontano dal bancone bluastro ed esco lentamente dal locale e fuori non c’è nessuno, a eccezione di una donna di mezz’età, e ne approfitto per chiederle quando inizierà esattamente il festival e lei mi guarda come se fossi, non so, come se fossi fosforescente, perché socchiude gli occhi, e poi mi risponde che il festival inizierà domani, certamente domani o forse
Mio fratello aveva diciotto anni e mi diceva sempre che avrebbe voluto vedere tutto in bianco e nero, come nei film di una volta. Io gli rispondevo che era impossibile, che mi sembrava una cosa stupida, e lui continuava con quell’idea prettamente cinefila e mi diceva che se avesse visto in bianco e nero, chissà, magari le persone gli sarebbero sembrate più belle e Bette Davis sarebbe comparsa da dietro l’angolo e lui
“Le ho chiesto quando inizierà di preciso, e non quando inizierà quasi sicuramente, quindi potrebbe essere più precisa? Domani? Dopodomani?”
Mio padre lavora nel campo informatico e verso l’ora di cena ha sempre gli occhi arrossati. Dice che gli schermi a tubo catodico erano meglio di quelli moderni e permettevano alla retina di sforzarsi in misura minore. Mio fratello è seduto a capotavola e non sta ascoltando né mio padre né i servizi del telegiornale e all’improvviso mi guarda dritto in faccia e tenta di
“Ragazzo, guardati intorno! Ci sono un sacco di cartelloni pubblicitari e manifesti appesi, e volantini sui marciapiedi e… bravo, prendine uno. Allora, hai scoperto quando inizia il festival?”
Oggi ho preso lo zaino e sono uscito di casa e non penso che tornerò per i prossimi mesi o addirittura per i prossimi
“Inizia domani, sì”
I lampioni sono reali e per strada c’è poca gente, così decido di tornare verso l’hotel salvo ricordarmi che non ho prenotato da nessuna parte e quindi la situazione diventa piuttosto intricata e finisco per addormentarmi dentro a un McDonald’s in cui fa caldissimo e quando mi svegliano
“Ma vogliamo parlare del modo in cui guardando Casablanca tutto assume un senso preciso, e sembra, dai, vogliamo davvero parlarne? Il modo in cui Rick, sì, gestisce tutte le variabili della vita senza sembrare ridicolo o eccessivamente impostato oppure… ok, basta, sapete benissimo com’è Casablanca”.

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