Il regno di Manubria e il forestiero – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

In un tempo molto lontano, quando ancora non c’era l’aereo, il telefono, il sugo e la manovella, nacque il regno di Manubria, un’oasi di pace e di serenità in cui tutti viaggiavano su grossi mezzi con due ruote mossi da una catena collegata a due pedali, un’invenzione straordinaria del genio del regno, il grande Sirtano Mammaliturchi.
Un giorno arrivò nel borgo un forestiero venuto da ancora più lontano.
Mille feste e convenevoli furono organizzati per il viandante pellegrino.
Fu ucciso in suo onore il miglior capretto, furono sgozzati fior di agnelli ed evirati tutti gli uomini del borgo.
L’intero paese era in festa per la venuta dello straniero.
Il forestiero, incuriosito dai mezzi di locomozione utilizzati nel borgo, disse: “Ehi, che belle biciclette!”.
Il genio del regno, il grande Sirtano Mammaliturchi, trasalì, accorgendosi che quel mezzo spartano eppur funzionante aveva già un nome e dunque anche una probabile altrui primogenitura.
Dallo sconforto prese la prima moto che gli capitò sottomano e si gettò nel fiume, allora completamente secco per la carestia di piogge.

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