Tutti impeccabili dalla testa ai piedi

di Carlo Sperduti

Non è vero che a tossire son buoni tutti. Bisogna saper tossire al momento giusto, con un’intensità congrua alla situazione e con tutto l’impegno possibile affinché il disturbo arrecato al prossimo sia di massimo grado. La tosse è una questione seria, ci vuole passione disinteressata: tutta la tosse è fine a se stessa, così come tutto il disturbo. A tossire a caso, sì, son buoni tutti, così come son buoni tutti a scolare un po’ di pasta e a buttarci sopra pecorino, pepe e guanciale, ma non mi si venga poi a raccontare che ci troviamo di fronte a una gricia. Perché la tosse sia tosse, bisogna tener conto dell’identità sociale di chi ci sta intorno, dell’acustica dell’ambiente in cui ci si trova, della distanza dalle nostre vittime arbitrarie e di un mucchio di altre variabili. Il vantaggio della tosse sta nell’approfittare di una regola non scritta che vieta di prendersela con uno che tossisce, perché la tosse, che ci vuoi fare, ci scappa, mica uno la controlla, è come uno starnuto: mi copro il naso, sì, come mi copro la bocca quando tossisco, ma in ogni caso starnutisco e tossisco e nessuno può dirmi niente.

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