I capolavori ritrovati della poesia – Akikazu Ando

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Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

SOGNI, SEGNI di Akikazu Ando (1897?)

Dalla sacra montagna
esili lingue di fumo
Eruzione imminente

AKIKAZU ANDO (? – Prefettura di Kanagawa, 1923)

Il 13 settembre di cinquant’anni fa, nella boscaglia dell’isola di Iwo Jima veniva trovato Tetsuya Shoba, un soldato giapponese che era vissuto per sedici anni alla macchia convinto che l’Impero fosse ancora in guerra.
God bless America verrebbe da dire a qualcuno. Ma il vero ringraziamento andrebbe accordato al nostro eroico, denuclearizzato, piccolo e alienato soldatino nipponico, che per oltre un quindicennio ha trascorso la sua esistenza in solitudine, ignaro di tutto e con la sola compagnia dei suoi pensieri e di un libretto dove, vergati a mano, cantavano giulivi i componimenti di Akikazu Ando, misconosciuto e reietto haijin errante autore dei c.d. “haiku della malasorte”, per i quali le successive generazioni di esegeti avrebbero utilizzato più edulcorati termini, creando la corrente del “Presagismo”.
Evitato da tutti, dotato di una capacità di analisi e di uno sguardo impietosamente lucido, Ando immancabilmente riusciva a vedere il marcio e il tragico ovunque e comunque, anche dietro il più colorato dei panorami, panorami che nelle sue mani e sotto la sferza delle sue parole laconiche e acuminate si palesavano per quello che per lui erano, ossia meri e ipocriti paraventi.
Una leggenda vuole che il maestro riuscì a presentire il grande terremoto del Kanto del ’23, semplicemente guardando una foglia tremare e cadere da un albero di ciliegio a centinaia di chilometri dall’epicentro e che intendendo porre fine al suo cammino sulla terra del sole e provare al mondo che lo rifiutava il suo rigore, salì sul primo treno che portava nella malcapitata regione che di lì a tre giorni sarebbe stata terribilmente devastata.
Arigato Tetsuya. Sayonara Akikazu

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2 Responses to I capolavori ritrovati della poesia – Akikazu Ando

  1. Canallegri scrive:

    Però, prima degli exit poll delle proiezioni “presagiste” non sarebbero state male…

  2. Pingback: Il gioco di Tanaka | Scrittori precari

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