I capolavori ritrovati della poesia – Akikazu Ando

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Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

SOGNI, SEGNI di Akikazu Ando (1897?)

Dalla sacra montagna
esili lingue di fumo
Eruzione imminente

AKIKAZU ANDO (? – Prefettura di Kanagawa, 1923)

Il 13 settembre di cinquant’anni fa, nella boscaglia dell’isola di Iwo Jima veniva trovato Tetsuya Shoba, un soldato giapponese che era vissuto per sedici anni alla macchia convinto che l’Impero fosse ancora in guerra Leggi il resto dell’articolo

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Il processo a Joseph R. – #SurrealityShow

Ratzingerdi Andrea Frau

Una bambina con la maschera di Marcinkus è in piedi in un campo da golf. È lì da quaranta giorni e quaranta notti; il campo da golf è un deserto senza tentazioni.
Il caddy, stratega e supporto morale è Tarcisio Bertone: nella sacca nasconde uno scettro per ogni occasione, inediti vangeli apocrifi, il testamento biologico di Wojtyła, i documenti del Concilio Vaticano II e i baffi di Calvi.
La bimba colpisce con lo scettro fondi neri, indulgenze, debiti, preti pedofili, seminaristi omosessuali e feti abortiti murati nei conventi. Uno dopo l’altro, ognuno di questi scandali, finisce dentro una buca. È infallibile, non sbaglia un colpo. “Ci vuole tecnica e allenamento, non si va in buca con le Ave Maria”. Più che buche di un campo da golf sono fosse comuni. All’interno di ogni glory hole c’è un distruggi documenti che trita carte e persone.
La bambina attraversa il campo a bordo di una piccola papa-mobile, saluta dei broker, bacia dei piccoli derivati, ma all’improvviso uno sparo.
È stata colpita. La maschera è caduta. La piccola alza il capo e sorride, la chiave della cassetta di sicurezza che tiene al collo le ha salvato la vita. Leggi il resto dell’articolo

Yes, I can – #TUS2

Machiavelli[Quello che leggerete non è il testo di Torino Una Sega 2 che avevamo programmato di pubblicare oggi. Purtroppo pare che l’autore scelto abbia mentito su un master svolto a Chicago, e allora per correttezza abbiamo deciso di pubblicare il testo di Pino Scannamonaca. Lo splendido 40enne Pino ha letto la ricetta Leprè in salmì, e questo Yes, I can che farà felici i fan di Machiavelli e del Collettivomensa]

oggi mi stavo per tagliare il cazzo volontariamente. ma mi spiego.
stavo leggendo il Principe di Machiavelli, capendoci davvero poco, tamen se si considerrà bene tutto, ho alzato lo sguardo verso la finestra della mia cameretta e ho visto degli stormi giganteschi di rondini o checosasono che volavano nel cielo sopra i palazzi della stazione, erano miliardi, lì nel cielo a garrire, a inseguirsi, ad accalcarsi in masse informi e poi sciogliersi velocemente e di nuovo, tant’è che quando si addensavano diventavano un un’unica maschera nera che oscurava tutto il mio piccolo angolo di cielo visibile dalla mia finestra. da qualche parte avevo letto come il moto degli uccelli fosse determinato e non casuale e come stagliandosi nel cielo gli uccelli componessero delle figure ben precise, magari figure di uccelli molto più grandi delle singole componenti in modo da spaventare i predatori, ma non mi importava, perché quelle rondini se la stavano spassando lì nel cielo, si inseguivano, piroettavano, scendevano in picchiata, poi si rialzavano placide nel cielo, a beffeggiare la forza di gravità e noi poveri umani che non sapevamo alzarci d’un palmo. sembrava uno spettacolo messo in scena solo per me, che se avessi chiuso le imposte si sarebbero subito acquietate, ma poi le chiudevo e quando le riaprivo erano ancora lì ed erano ancora di più, arrivavano da ogni parte, in massa, e non si sapeva perché lo facessero, forse facevano primavera, ma in ogni caso era febbraio. Leggi il resto dell’articolo

Le catene da neve

nevecatenedi Matteo Salimbeni

Nel 1994 il sindaco di Tramine emanò un’ordinanza comunale che costringeva tutti gli abitanti del piccolo borgo a portare le catene da neve a bordo della propria automobile. Chi fosse stato scoperto in assenza di catene avrebbe pagato una multa salatissima, pari quasi alla metà dello stipendio di un operaio di secondo livello. Il fatto, di per sé secondario o tutt’al più pittoresco, gettò in una specie di turbamento mistico gran parte della popolazione locale, dato che era dal 1880 che su Tramine non cadeva un fiocco di neve e niente lasciava presagire che le condizioni meteo fossero di fronte a una svolta epocale. Perlomeno non imminente. L’avvocato Marcello Ganzaroli ebbe modo di descrivere quel particolare stato d’animo con la spregiudicata esattezza che tutti, in paese, ormai, gli riconoscevano. Seduto su una panchina di Leggi il resto dell’articolo

La governante e la bambina – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

La piccola miss Lavinia era una povera bambina obbligata da una spiacevole disgrazia a passare tutto il tempo a letto. A badare alla piccola c’era la governante Einz Zwei, una istitutrice della vecchia scuola, tutta bacchetta, spranghe e maniere forti.
Einz Zwei un giorno rientrò in casa e non trovando miss Lavinia a letto Leggi il resto dell’articolo

Onesti farabutti: ancora in viaggio

602375_425765390820990_545667337_nRiprende il tour di Voi, onesti farabutti (Caratterimobili, 2012) di Simone Ghelli. Questo week end sarà la volta di Umbria e Marche.

16/02 – Perugia (ore 20.00)
Trottamundo Kafé Libreria
via della stella 3
Interverranno Gianluca Liguori e Matteo Pascoletti

17/02 – Pesaro (ore 17.00)
Biblioteca Comunale San Giovanni
via Passeri 102
Interverrà Jacopo Nacci
(il libro verrà presentato insieme a I provinciali, ultimo romanzo di Ilaria Giannini)

I capolavori ritrovati della poesia – Rangel Valdivia

Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

LOS ACABADORES DEL SENTIMIENTO

Quando l’incrociatore “General Pedro Augusto McKenzie” gettò l’ancora alla fonda del porto di Anfofagasta (era il ’68 ed ero troppo giovane per essere un tradizionalista e troppo vecchio per farmi sedurre dalla rivoluzione), niente mi spingeva davvero a voler guadagnare la terraferma per la manciata di ore della licenza. All’epoca ero affetto da un persistente stato di malinconia e di impazienza, lo stesso che costringeva l’Ismaele di Melville di punto in bianco a prendere il mare e respirarne il vento. A scendere, alla fine, mi convinsero il tropico Leggi il resto dell’articolo