I capolavori ritrovati della poesia – Vladislav Nikolaevič Volkov

crp4Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

ZEMLIJA, (1967?)
(Vladislav Nikolaevič Volkov?; Evgenij Evtušenko?)

Urška,
oggi non è più il disco bianco
d’osso e di luce riflessa
che guardavo
e mi guardava
né il testimone ideale
che registra senza esprimere giudizi
perdonando misfatti
ignorando gli slanci
muto

Adesso è un avamposto
una torre di guardia
e lo sguardo e gli occhi
non sono più i miei
loro cambiano
appena ci spostiamo

Oggi, adesso
so che casa mia ha una forma ineludibile
è azzurra e dolce e sconfinata
lontana, sempre

Da questa luna
vedo finalmente

listen: http://grooveshark.com/#!/s/From+Gagarin+Point+Of+View/4jDsjk?src=5

VLADISLAV NIKOLAEVIC VOLKOV (Mosca, 23 novembre 1935 – Karaganda 29 giugno 1971)

Noi non avremo mai una conferma, e nemmeno una smentita che possa essere interpretata come un’ammissione di colpa. Non degnare di commento un fatto può essere il modo migliore per impartirgli il marchio di illazione, o peggio promuoverlo a leggenda.
Così i Nasa-leaks, quelli che vorrebbero che Evgenij Evtušenko avesse una stanza riservata a Tjuratam, al Cosmodromo di Bajkonur, per la direzione artistica del programma spaziale sovietico e che insinuano che i mangiabambini hanno raggiunto il satellite due anni prima degli yankee, sono circostanze che al più entreranno nella mitologia della Guerra Fredda e nell’epica cosmonautica.
E anche che fu lo stesso Evtušenko a suggerire di chiamare l’operazione luna “Zemlija” (Terra), una specie di beffa, di ossimoro, un antipodo, non diverrà mai un fatto.
Identica sorte attende il ritrovamento da parte del comandante dell’Apollo 12, Pete Conrad, durante la passeggiata lunare del 19 novembre del 1969 di un piccolo modulo, un cubo di titanio con una falce e un martello in rilievo, contenente un foglio con la composizione dell’inizio. Proprio i versi, seppure inequivocabilmente firmati da Volkov, sono dai più attribuiti al poeta di Zima, tesi che riteniamo erronea; secondo noi, infatti, le parole sono di Vladislav. Ce lo dice il cuore innanzitutto: un po’ il nostro, ma soprattutto quello del cosmonauta che si diceva battesse segretamente per l’allieva astronauta Urska Antonovna Sacharieva.
Quello che è innegabile è che Vladislav Volkov in un modo o nell’altro in cielo c’è stato.

E ha visto.

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3 Responses to I capolavori ritrovati della poesia – Vladislav Nikolaevič Volkov

  1. zrmzts says:

    ottima iniziativa!

  2. Canallegri says:

    _Si organizzano tour al Cosmodromo di Bajkonur. Per chi fosse interessato

  3. Marina says:

    Da alcuni minuti sui versi, splendida epitome dello spleen, ma anche la prosa , la musica, sono una nostalgica elegia, un anelito di cielo di chi in cielo e’ stato o ha saputo immaginarlo.

    Grazie.

    Marina

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