I capolavori ritrovati della poesia – Augusto Salvez Contiguo

Un’operazione di salvataggio a cura di Ennio Canallegri e William Kessel Pacinotti

DOMANI CIAO di Augusto Salvez Contiguo

manda al macero la scrittura incongrua della mia pelle
le anse, i varchi e le scissure
il corpo calloso, la vecchia pornografia e nuovi confini.
Di tutte le consonanti e le vocali conservane una
la più non curante,
delle desinenze l’astinente e immota semplicità.
Nessuna linfa alle reni e colostro ai capezzoli,
si fermino i linfociti perché è di malattia che voglio morire
mentre l’acido sottile fa il suo mestiere
ché il nostro di amanti già dimentico
si riposa.

Augusto Salvez Contiguo
(San Cristóbal 11/11/1891 – Ciudad Trujillo 22/11/1957)

Uno dei massimi esponenti della corrente poetica denominata “Sconosciutismo” subì le conseguenze della sua radicale scelta artistica venendo perseguitato dal regime autoritario di Rafael Leónidas Trujillo, suo compagno di banco alle elementari. Costretto alla clandestinità assunse numerose identità. Dopo essersi abilmente spacciato per un indiano Ciricahua, una casalinga di San Pedro de Macoriis e un pastore alsaziano di nome Monoteismo, fu catturato in un minimarket di La Vega mentre, vestito da Yanez de Gomera, acquistava pastiglie alla menta. Gli studiosi del “Movimento Sconosciutista” non riescono a spiegare l’infelice scelta, essendo il nostro completamente glabro ed avendo ricavato i baffetti posticci da un cappello di opossum. Fu provocazione al regime? Un atto suicidario nato dal fallimento del matrimonio con una oriunda italiana, tale Sandra Fuentes Borgonovo? Oppure fu tradito dalla scarsa qualità della colla per toupè? Condannato, senza regolare processo, a nuotare nella famosa vasca con gli squali del dittatore, inflisse una dura stoccata al regime con la vibrante frase: “Ma io non so nuotare”.

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2 Responses to I capolavori ritrovati della poesia – Augusto Salvez Contiguo

  1. Marina says:

    Trovo l’insieme un’opera mirabile nel suo genere.

    Grazie.

    Marina

  2. Carulet says:

    Colui che vuole muovere la moltitudine non dovrà essere il commediante di se stesso? Non dovrà prima di tutto tradurre se stesso in grottesca evidenza e sciorinare tutta la sua persona e il fatto suo in questa riduzione grossolana e semplicistica?

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