Gianni il giaguaro – #fiabebrevichefinisconomalissimo

di Francesco Muzzopappa

Nel caldo deserto del Sahara viveva un giaguaro chiamato Gianni, proprio perché, guardandolo, aveva la tipica faccia da Gianni.
Un giorno il giaguaro stava facendo una delle sue camminate digestive.
Guardandosi attorno disse: “Però, qui oggi non c’è un’anima viva!”
Ma degli uomini appostati in gran segreto dissero: “Orpo, un giaguaro che parla!”
Lo catturarono piazzando una tagliola a forma di donna nuda.
I bracconieri dapprima lo vendettero allo zoo di Unghia, la capitale occidentale di Gamba, poi lo usarono in tv come pubblico dei programmi della domenica per generare polemiche e scandali di cui parlare con gli psicologi dai capelli lunghi.
Alla fine però fu arrostito alla sagra del giaguaro di Rovinate di Sotto, in provincia di Milano.
Un panino due euro. Tre panini, cinque.

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One Response to Gianni il giaguaro – #fiabebrevichefinisconomalissimo

  1. Roberto Mariotti says:

    Gli poteva anche andare peggio, poteva finire smacchiato…
    Fortuna che Bersani ha avuto altri giaguari a cui pensare!

    Rovinate se non sbaglio è quel paesino che ha dato i natali a buona parte dei dirigenti del PD, vero?

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