Kariokiller – #gunstreet


gunstreet
di Domenico Caringella

Ricevetti l’ordine di fuoco sullo stesso terrazzino che invisibile spiava Ipanema, l’ideale per patti scellerati e sguardi sconfinati e inutili da proiettare sull’atlantico.
Tibor decorò l’ultima frase, quella che valeva pollice verso, con la solita superflua osservazione finale “chi non merita di morire dopotutto?”, che non serviva a convincere, perché già l’avevano fatto il piccolo lingotto che era il mio prezzo e la mia datata accettazione senza riserve del ruolo che ricoprivo nell’ingranaggio.
Quando fummo dentro, ci muovemmo come pedine sul pavimento a scacchi rossi e bianchi, ognuno nella propria direzione, io allo specchio per uscire dalla scena e guardarla dall’esterno, riflessa e moltiplicata, lui al mobile-bar per versarsi una cachaça.

“Spero lei non sia bella” questo solo mi concessi di pensare.

(Colonna sonora: Antonio Carlos Jobim, “Sabiá”)

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2 Responses to Kariokiller – #gunstreet

  1. marina says:

    esaustivo ed emozionante in una rara capacità di sintesi.

    non perdi colpi, tu.

    Marina

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