Pseudobagnino di Pietramarina

di Simone Lisi

Posso dedurre dalle poche informazioni che ho che il tizio sul toboga non sia il bagnino ufficiale, ma un semplice aficionados di questa piscina, Pietramarina, che si erge a sua volta sulla cima di un colle, sopra la Piana. Il tale è molto abbronzato, lo è davvero molto. Ha i capelli lunghi, ma non molto, e biondi, ossigenati stinti per il sole e per il cloro della piscina. Gli mancano alcuni denti, ma non gli incisivi, ed ha almeno due tatuaggi, stinti. Non è solo questo a farmi pensare a un aficionados. È la maniera in cui si erge: ci sono delle scale da salire, per poi scivolare sul toboga, e una sorta di piano doccia dove la gente in fila aspetta per poi lanciarsi nello scivolo. Lui, il tizio aficionados, però non si tuffa. Si arrampica sulla balaustra e osserva la caduta dei bagnanti. Sta là e si arrabbia quando qualcuno fa qualcosa di poco consono, per esempio con un tale, o una tale, che io non vedo dalla mia posizione, che sta evidentemente andando addosso a qualcun altro. Non so se si arrabbia esattamente con quello fermo a metà dello scivolo o con l’altro, che in fondo non può sapere ciò che l’aficionados sa. Ma la sua rabbia è una rabbia differita, lontana, spuria: sola, dal suo essersi erto lassù sulla balaustra. Grida qualcosa a quel tale che si è scontrato con l’altro, allarga le braccia come a dire: io ti avevo avvertito, non c’è fine alla stupidità umana e comunque sembra che non gli importi niente, facciano come gli pare. E poi è finito tutto. Sta lassù e dà un leggero tocco sulle spalle dei bagnanti, come a dire: va ora. Perché, suppongo, può calcolare col suo occhio di aficionados la velocità dei corpi, in relazione ai differenti pesi, e sa qual è il momento in cui sfiorare la spalla del tuffatore perché non si scontri con chi l’ha preceduto. Non è il suo un ruolo ufficiale, o almeno non sembra, quanto piuttosto quello di guardiano o legislatore volontario del toboga come quei vecchi che si prendono a cuore i giardini, con pazienza e indulgenza, o rabbia e risentimento. Non sembra un bagnino, ma un ex tossico, eppure è credibile nel suo ruolo in cui si è autoeletto per indubbi meriti in materia di piscine e scivoli acquatici. È credibile sempre e, a volte, si spazientisce se qualcuno temporeggia: una bambina con i braccioli che si affaccia timorosa alla bocca del tunnel. Lui sa bene che quei braccioli creeranno attrito nella discesa, altro tempo d’attesa per il successivo tuffatore, da aggiungere al tempo stesso che si sta prendendo adesso col suo temporeggiare. La sua voce, la voce dell’aficionados, allora è ferma: via, via come se avesse visto intere generazioni tuffarsi dal toboga e sempre la sua mano a indicare che quello è il Momento. Rimane lì a lungo, ma non molto, finché si annoia e si tuffa a sua volta. Ma io non lo vedo, tuffarsi, anche se era quello che forse aspettavo: di vedere la sua tecnica superiore. E non faccio in tempo nemmeno a correre in fila per ricevere il suo lieve o rude tocco sulla spalla.

2 Responses to Pseudobagnino di Pietramarina

  1. AnonimoPensoso scrive:

    bello momento maiuscolo

  2. matteoplatone scrive:

    A parte che un maiuscolo per evidenziare è concesso, in ogni caso i refusi si correggono, la supponenza di chi, nel farli notare, ha un’erezione intellettuale no.

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