La lettera

di Alex Pietrogiacomi

Avrebbe dovuto scegliere di fermarsi lì. Davanti a quella cassetta, chiudere gli occhi e regalarsi l’attimo in cui il PER TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI avrebbe ingoiato distratto la sua busta.
Invece continuò a camminare, superando lo scatolotto rosso, dicendosi che aveva tutto il tempo per poter fare la sua spedizione, che in fin dei conti era una bella mattinata e un buon caffè da qualche parte l’avrebbe resa ancora migliore. Però il senso di responsabilità era lì a farsi sentire. Cercava di tirare la giacca nera verso la sua vera destinazione, perché Ci si era alzati presto proprio per fare questa cosa, altrimenti si poteva anche restare a letto.
Ma Roma era pericolosa in quella mattinata maliziosa, anche il suo tran tran riusciva ad avere qualcosa di vagamente seduttivo: perché rovinarsi il set per un’incombenza?
Certo era stato, scrivere quelle righe, un gesto difficile, forse perché dovuto, questo pesava nella scelta adolescenziale di fregarsene, ma “bighellonare” suonava più spensierato e allegro che “spedire”.
Il Pigneto, all’orario post bagordi della notte precedente, era il posto più tranquillo dove rifugiarsi. Solo pochi coraggiosi, Ray Ban alla mano, osavano aggirarsi lentamente, sorseggiando caffè astringenti e tè calmanti.
Tutto era estremamente sospeso come in una foto di Crewdson mentre era ancora alla ricerca del suo caffè, con la busta che, piegata in due nella tasca di dietro dei jeans, faceva sentire il suo contrariato dissenso a quella passeggiata imprevista.
Ma poi, dover usare ancora la posta! Oggi!? Una semplice mail no, eh?! No. Alcune cose vanno fatte di proprio pugno, alcune pagine vanno vergate con le proprie mani, perché grazie a quello sforzo, poi, tutto cambia, smette di scorrere in un senso e comincia nell’altro.
Il caffè! La questione era ancora aperta: magari macinato fresco, senza latte e senza zucchero, per ricordarsi che le cose vanno assaporate per quello che sono e non edulcorate secondo le nostre esigenze.
Come per la busta. Non ci vogliono tanti fronzoli, né troppo minimalismo. La carta cruda e l’inchiostro acre, una tartare, l’abbinamento come deve essere, come natura vuole, basta e avanza.
Intanto passava in rassegna i bar: Troppo fighetto, Troppo alternativo, Troppo Radical chic, Troppo brutto, insomma un Troppo continuo, frutto forse del suo stato di cane sciolto che vuole solo vagare, non rinchiudersi, ma che ha fame e deve entrare da qualche parte per un boccone. Davanti a una vecchia torrefazione vede a un tratto entrare un vecchio signore sorridente: cappello ben calcato, a falda non troppo larga, bastone e un vecchio paio di Church’s.
Dove se ne vanno quelle scarpe? Che ci fanno al Pigneto? E da quando, visto il modello, se ne vanno in giro? Per seguire il bel cuoio misto a legno e pellame, marrone invecchiato, entra nello stesso locale, che sa di sigarette rubate alla scatola dietro il bancone, di salatini che stanno ancora aspettando un giudizio gastrouniversale e di gente di quartiere.
Le Church’s si fermano e si siedono su una di quelle sedie fatte con la corda di plastica arancione. Mentre sta per ordinare il suo caffè (lo macinano al momento) e cerca una scusa per parlare con il vecchietto, squilla il cellulare. Che disturba, non per il volume, ma per la luce anacronistica che getta sulle pareti e gli avventori.
Esce imbarazzato e risponde.
Ah, ok. Pensavo che comunque… quindi niente? Forse potrebbe servire per…
Chiude il telefono. Prende la busta e la pesa con le dita. Strana, la vita.
La strappa e la butta via. Gli è passata la voglia del caffè. Ha voglia di tornare a casa. Dalla sua vecchia e sgangherata Moka.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: