Tre poesie di Franz Krauspenhaar

Franz Krauspenhaar
Ministro della sera

Ministro della sera, incarico il cielo rosso
di farmi sognare. Nella mia cella in città,
senza soldi, amore, nemmeno in odio
a dio o ai suoi pagani sostituti, [gente
che per gli spiccioli si fa mito moderno]
io guardo le nuvole ferme come statico
calcestruzzo. È l’età di questo motore
di costruzione, e salgono i grattacieli
sulle tombe di quelli che furono erosi,
col colpo degli aerei e il veleno della pazzia.
Sono il ministro della sera, all’estate
sostituirò l’autunno, governerò ogni giorno
di meno, fino a sciogliermi la neve dai polsi.

Una morte qualsiasi

Non c’è niente, a parte un cielo terso
sopra la testa, a pochi centimetri,
che schiaccia vertebre, pelle, muscoli.
È il danno. Nella croce, nella galera,
nel solstizio di morte. Che c’è ancora,
fratello? Tu andasti oltre, verso il colon
della liberazione. Evacuasti la tua vita
da un’altitudine. Io no, sono prigioniero
mai vinto, girerò per la cella della vita
fino a una morte qualsiasi, quotidiana.

Libero

Sono stato libero, poi non lo sarò più.
Poi lo sono stato, e ora non so più esserlo.
Non sono il mondo, sono un giro di chiave
nella serratura di un cosmo che rigetta
le sue creature. Oppure siamo stati
scacciati, da tutto. Non lo sappiamo.
È facile svegliarsi con un nodo al petto
e la pelle come del pesce dopo il taglio.
Noi non sappiamo più creare immagini
che ci determinino. Per questo non vinco
le mie partite, i miei secondi si sfaldano
al tepore di un secolo nascosto, come buio.
Sono stato libero, poi non lo sarò più.
Poi lo sono stato, e ora non so più esserlo.

Franz Krauspenhaar è scrittore e poeta milanese. Collabora con giornali e riviste scrivendo di letteratura e costume. È stato redattore del blog letterario Nazione Indiana, e cofondatore della webzine Torno Giovedì. Ha pubblicato i romanzi: “Avanzi di balera” (Addictions, 2000), “Le cose come stanno” (Baldini & Castoldi, 2003), “Cattivo sangue” (Baldini Castoldi Dalai, 2005), “Era mio padre” (Fazi, 2008), “L’inquieto vivere segreto” (Transeuropa, 2009), il breve romanzo-saggio “Un viaggio con Francis Bacon” (Zona, 2010), “1975” (CaratteriMobili), “La passione del calcio” (Perdisa Pop, 2011), “Le monetine del Raphaël” (Gaffi, 2012) e “Il subentrato” (Lite Editions, 2013), prima parte della serie noir “Guido Cravat”.
Le poesie qui presentate faranno parte di un libro, scritto insieme al poeta Michele Caccamo, sul tema dell’esilio, della libertà negata, della libertà del corpo e del pensiero.

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One Response to Tre poesie di Franz Krauspenhaar

  1. Canallegri says:

    belle proprio

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