Il male

sanPubblichiamo in anteprima un estratto da Il male, nuovo romanzo di Massimiliano Santarossa in uscita per Hacca il 6 novembre. Un altro breve estratto lo trovate sul sito della rivista Satisfiction.

Tra le mura di cemento, perso nei vicoli bui, si muove osceno un semivivo. È uno dei molti che popolano la terra, sono i creati a immagine e somiglianza del padre, ma divenuti per scelta diversi, disfattisi nel tempo con le proprie mani, per volontà personale, per superare il vuoto, per giungere ovunque, soli. Non sono forse costoro divinamente nuovi? È potente ciò che porta con sé, profondo è il male suo, ancestrale la paura che lo possiede e guida.
Lo seguo.
Cammina lentamente sotto la pioggia che non smette di venire giù, a testa bassa, un passo davanti all’altro. Avanza e si ferma. Poi riparte. Alza gli occhi e si ferma ancora. Pare crollare su se stesso. È un giovane uomo, ma già vecchio, consumato, tagliato, rotto in mille pezzi. In lui scorrono fiumi di veleno.
Porta le mani sulla testa. Si siede all’angolo della strada. Solo il bagliore debole del lampione lo illumi­na. Le gocce gli inondano il corpo, allagano la carne, sconfitta. Alza lo sguardo come a cercare qualcuno o qualcosa. Poi torna con gli occhi sull’asfalto. Potrei in un solo istante cancellare la sua sofferenza, annullare il veleno, donargli un corpo altro, o potrei aprire un cra­tere e farlo scomparire negli inferi della terra, portargli così la fine perpetua che tanto brama e che solo nel paradiso di cristalli trova per brevi istanti. Pochi sono gli umani che hanno il coraggio e il dono di assolvere i propri peccati con le proprie mani, i più sono uomi­ni senza volto e senza storia, pronti a confrontarsi col nulla. Lui non conosce la forza per volare all’istante terminale.
Per questo lo faccio mio.
E sono in lui.
Ora.

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2 Responses to Il male

  1. Selena says:

    pretenzioso+imbarazzante

    • scrittoriprecari says:

      Un giudizio così definitivo (dato per altro su un estratto brevissimo del libro) è però un po’ presuntuosetto, non credi?
      Simone

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