Tre poesie di Marco Borroni

ausiliare2

UN MALOX PER L’AUTOVELOX

Ingurgito Malox
dopo aver interagito
con l’autovelox.

Arancione – rosso – foto – click
è in arrivo un’altra multa
ed un nuovo … tic!

Strisce gialle, strisce blu
il parcheggio è un’utopia
ma all’ausiliario do del tu!

Sono esempi, ma di scempi disonesti di sanzioni esasperanti le città si son macchiate fra le urla delle genti. Con la scusa del pirata – criminale senza data – s’è varata un’ordinanza dal sapore di mattanza. Si punisca il criminale, niente sconti alla sua pena, ma si smetta di abusare sul normale cittadino. Il giochino delle foto con il timer a tre secondi ora è noto a noi comuni – guidatori furibondi.

Vigile è spregevole la tua sanzione deprecabile e per l’umile indifendibile la protesta è ineluttabile.
Quando imbrogli e garbugli fanno rima sui tuoi fogli non guardare al portafogli ma allo sprezzo che raccogli. Non ti cedo il mio salario senza alcuna resistenza, annotata in un diario la tua putrida arroganza, la mia rima – il tuo calvario – sarà l’arma di speranza.

Di buon senso son tifoso, e ti chiedo più rispetto, fai un gesto dignitoso e non sclero al tuo cospetto.
Se i politici avvoltoi t’hanno imposto la mattanza entra in gioco insieme a noi e denuncia quest’assurda fraudolenza.

IL VIGILE E IL SUO SOCIO

Ausiliario della sosta la tua faccia mi disgusta, credo giusta quella multa applicata con criterio ma il salario di un precario non accetta questo sgarro.
Fatta apposta azione losca con lo scopo che la busta con cui mangi si ingrandisca percepisco che la tresca manovrata con la testa della ciurma renda giusta la protesta verso mossa disonesta.
Sei l’opposto del buon buon gusto e in contrasto con l’onesto, ma comunque sono buono… e con rabbia ti capisco… in fin dei conti sei diretto da quell’altro bell’imbusto che si crede Mastrolindo per un fischio e una paletta.
Ma la smetta uomo-multa, quando passa così in fretta con la sua motocicletta come fosse barzelletta qui la gente si diletta nel vederla marionetta di un sistema che ci infetta.
Vigile sei abile nel dare multe al cittadino debole, ma si fa labile il confine tra una flebile pazienza e un’indomabile intolleranza.
Il miraggio di un parcheggio è un segnale che scoraggia, ma ancor peggio è quando assaggio l’ingranaggio truffaldino messo in atto da voi altri verso l’umile cittadino.
Perciò un consiglio: vigilanza – tolleranza, più coscienza e intelligenza sono armi con le quali possiam fare differenza. Più rispetto da ambo parti meno spazio per i torti, sono carte da giocare perché i diritti non sian morti
Quindi accetta questa multa che con molta insofferenza verbalizzo su ‘sto foglio per l’imbroglio perpetrato. T’ho scalato 10 punti dal libretto d’amicizia, ma se il tuo corso di ripiglio sarà fatto con saggezza non ho remore a riprendere un rapporto di correttezza…

AL C.P.T.A. (Circolo Patentati Tartassati Anonimi)

Ebbene sì
non ce l’ho fatta
da solo
ad uscirne.

Il tunnel
delle norme della patente a punti
mi stava corrodendo
tanto nel sistema nervoso
quanto nella possibilità di circolare
ancora
in macchina.

Ho provato a resistere
ho tentato di stare lontano
da quelle cattive compagnie
di vigili
di cambiare marciapiede se incontravo
gli ausiliari della sosta
ma niente
non c’è stato verso
ed anch’io ho contratto il virus
della decurtazione punti patente.

Ne ho parlato in casa con i miei
mi sono confessato col Parroco del quartiere
ho recitato un intero rosario
di imprecazioni
verso la municipale
ma alla fine
solo il C.P.T.A. (Circolo Patentati Tartassati Anonimi)
mi ha salvato.

E ringrazio lo Stato
perché questa opportunità di redenzione
me l’ha offerta a soli 200 euro
dopo che ne ebbi spesi già 275
all’arrivo della sanzione amministrativa.
Sono proprio contento
per fortuna “la legge è uguale per tutti”
e il mio quasi intero stipendio
devoluto ai nostri
poveri
Ministri
non mi ha turbato
… magari solo un tantino
… fatto girare i coglioni a nastro
comunque, solo un pochino.

Perciò, fidatevi
è bello andare al C.P.T.A.
anche quando sai
che il vigile
si è sforzato per trovare il cavillo
stronzo
con il quale punirti
perché lì
vedi tanta altra gente
come te
che ce la sta facendo
che sta uscendo
da quel vortice sciagurato
e soprattutto
capisci di frequentare un corso
utile
per non cascarci più.

Sì, sì
sono proprio contento
di non essere
uno di loro….

Marco Borroni (Milano 11/11/1979) si è laureato in Scienze delle Comunicazione e dello Spettacolo presso l’università IULM di Milano con una tesi sul rap italiano.
Appassionato sostenitore fin dall’adolescenza di un ritorno della poesia al quotidiano, si è avvicinato allo scenario Hip Hop intravvedendovi a livello espressivo una stimolante occasione di riavvicinamento tra poesia contemporanea e gusto popolare. Solo in tale prospettiva, quindi, si giustifica la stampa del suo primo libro “Rime di Sfida. Rap e poesia nelle voci di strada” e solo in tale prospettiva si può realmente comprendere il perché delle Antologie incastRIMEtrici Vol.1 – incastRIMEtrici Vol.2 – incastRIMEtrici Vol.3.

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