Messaggi

di Zeno Cavalla

Arrivò un messaggio dal marito, che da anni lavorava in giro per il mondo e mandava a casa ogni mese una certa somma di denaro.
“Non far giocare la bambina con la console. Vuoi che nel suo seno cresca un latte ottuso e cieco come quello dei topi? Che non si sbucci mai le ginocchia e cresca quindi incapace di provare gioia mentre fa l’amore?”.
Lei tolse la console alla figlia di otto anni e la costrinse a giocare in giardino tutto il giorno.
Di nuovo arrivò un messaggio dal marito. Da una città molto lontana rispetto alla precedente, la informava il sistema di geolocalizzazione.
“Non vestire la bambina con le magliette di Hello Kitty. Vuoi che cresca imbottita di consumismo, credendo che chi mostra un certo marchio sui vestiti sia in diritto di escludere chi non lo mostra?”.
Buttò via le magliette di Hello Kitty e le sostituì con dei vestitini gialli semplici semplici. La bimba pianse finché ebbe forze e giurò di non perdonare mai. Ma non mantenne il giuramento, e perdonò.
Arrivò ancora un messaggio dal marito. Era passato del tempo e ora si usava un programma diverso per inviare i messaggi.
“Non dare alla bambina la cioccolata finché non ha finito i compiti. Vuoi che cresca tormentando tutti, senza guardare alle sue mancanze e a come potrebbe procurarsi ciò che vuole senza bisogno di chiedere favori?”.
Prese la cioccolata alla figlia, che stavolta non protestò. Tenne la stecca in mano abbastanza a lungo da cominciare a scioglierla col proprio calore. Aveva le dita e i palmi coperti di strisce e gocce marrone scuro. Pensava a quando era molto giovane e suo marito le strappava le mutande da sotto la gonna. Si era innamorata di quel giovane entusiasta del suo sedere e si chiedeva cos’era rimasto di quel rapporto, in quella voce coscienziosa che dispensava consigli. A modo suo, il marito era un uomo che faceva del suo meglio. E lei lo odiò per questo e scoppiò a piangere e sprofondò con tutto il corpo in una seggiola.
Quasi all’istante, arrivò un ulteriore messaggio dal marito.
“Non piangere davanti alla bimba. Vuoi che pensi che il suo destino di donna è quello di essere vittima? Vuoi che creda in mali oscuri, segreti e distanti che la tratterranno dal farsi strada nella vita?”.
Ma lei continuò a piangere e urlò e gettò a terra gli occhiali, che si ruppero. Le avevano assicurato che le lenti erano infrangibili, invece esplosero in mille scheggioline di vetro impercettibili, una sottile membrana tagliente sul pavimento. Subito arrivarono due, tre, quattro messaggi del marito che lei cancellò senza leggerli e senza smettere di piangere.
Quattro, sei, otto messaggi.
La figlia chiese se non potesse fare qualcosa.
Altri due, altri tre messaggi.
Disse: “Mamma, se metto il berretto a forma di gallina con cui dici che faccio tanto ridere, smetti?”.
Altri quattro, cinque, sette messaggi che non guardò.
Sorrise alla figlia e la prese in braccio.
Trillarono tutti gli apparecchi elettronici, arrivarono messaggi su Facebook, suonò il campanello di casa, sembrò quasi che qualcuno con le mani battesse ai vetri delle finestre e lei continuò ad abbracciare la figlia senza fare niente.
Finalmente ci fu un po’ di silenzio. Smise di piangere. Disse alla piccola di non camminare scalza, che c’erano i vetri per terra.
Arrivò un messaggio: “Polizia di Tallahassee, Florida, USA: ci dispiace informarLa che suo marito è stato trovato senza vita. Il corpo non presenta alcun segno di violenza”.
Arrivò un messaggio: “Polizia di Lille, Francia: ci dispiace informarLa che suo marito è stato trovato senza vita…”.
Arrivò un messaggio: “Polizia di Durban, Sudafrica: ci dispiace…”.
Arrivò un messaggio… Arrivò un messaggio dopo l’altro, per moltissimo tempo, da ogni punto della placida massa immateriale che ricopre il globo.

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One Response to Messaggi

  1. Monica says:

    Un narratore distaccato che racconta di una vita fredda, di una madre e di una figlia costantemente controllate, di una donna sola che ha creduto di sposare un uomo e se ne trova “accanto” un altro che si rivela maniaco del controllo e profondamente frustrato. Che sia lui stesso a togliersi la vita perchè la moglie gli nega l’attenzione? L’unica che in qualche modo ha lenito il senso di soffocamento che stavo provando per la situazione conclusasi con la morte è la bambina ancora pura e fresca e forse in grado di far “rinascere” la mamma. Ad un racconto come Messaggi, ad essere sinceri, preferisco quello di Filamenti, capace di lasciarmi con qualcosa in più, così sofferto e intimistico tanto da turbarmi ma capace allo stesso tempo, per chi come me si ostina ad essere ottimista, di lasciar sperare che prima o poi possa arrivare il sole dopo la tempesta.

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