Due poesie di Alfonso Maria Petrosino

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Martini
Quando torno da una festa
e mi gira un po’ la testa
mi sembra di sentire il movimento
della Terra che sull’asse
rotea su se stessa.
Davanti alle vetrine mi spavento
vedendo la mia immagine riflessa
guardarmi storto e con un brutto grugno.
Mi arrabbio e sbraito e sbaglio strada e arranco
e tutto questo mentre ancora impugno
una bottiglia di Martini bianco
davanti a me, come se fosse un gladio.
Cerco di dire ad alta voce: “Porco”
ma il seguito è inghiottito da un singhiozzo
e per poco non mi strozzo.
Poi prendo fiato e scopro
che i miei neuroni ascoltano una radio
che fa: “La làlla làlla la la là.”

E così quel ritornello
mi distrugge nel cervello
qualsiasi proposito di sobrietà.
Torno in me, ma di riflesso
penso al male che ho commesso:
il cuore è cupo e la coscienza torbida.
Così, turbandomi, ti penso, e spesso
mi appari con un’aria di rimprovero,
ma qualche volta sfoderi sorrisi
che non ti conoscevo. Sono povero
e solo in parte è colpa della crisi.
Per poco non fracasso la bottiglia
contro una macchina. Trattengo un rutto
appoggiando sulla bocca
la mano, e mi sciocca
la vanità del tutto.
Mi esce allora un sospiro che somiglia
a una risata macabra: “Ah ah ah.”

Quando arrivo al mio portone
ho la strana sensazione
di essermi perso.
Mi tasto in ogni tasca ma non trovo
le chiavi, bevo un sorso ma mi verso
addosso l’alcol, mi agito e mi muovo
come un pupazzo
di plastilina
in una scena di stopmotion.
Vedo il palazzo
che va in rovina,
è proprio come me; mi angoscio.
Trovo le chiavi e barcollando
salgo le scale ed entro e sbando
e vado in bagno e mi inginocchio
al cesso e piango e chiudo un occhio
e vomitando penso a quando
non mi venivano i conati,
quando vedevo con stupore
le luci del crepuscolo,
quando pensavo che il mio cuore
non fosse solo un muscolo,
ma quei momenti sono ormai passati
tanto Martini e tanto tempo fa.

.

Yohena
Cammino per le strade di Parigi,
in alto c’è la luna piena.
Ho tolto le lancette agli orologi:
il tempo non si ferma o frena.
I vicoli non offrono rifugi;
baguette e Beaujolais per cena.
Parlo coi cani e gli uomini randagi
del giorno in cui incontrai Yohena.

Domani al circo incontrerò il leone
e poi nel pubblico la iena.
Ad Agata hanno mutilato il seno
e Sebastiano ha un ago in vena.
Come una volta disse il Nazareno,
ad ogni giorno la sua pena.
La mia, però, mi peserà di meno
il giorno in cui vedrò Yohena.

Quando mi sono messo sul divano
tutti parlavano argentino.
Lo sguardo di Yohena ardeva piano
come le braci in un camino.
Avrei voluto prenderle la mano
per consultare il suo destino
ma presi sonno, feci un sogno strano
ed al risveglio era mattino.

.

.

Alfonso Maria Petrosino, nato a Salerno il 6 novembre 1981, ora vive a Parigi. Ha pubblicato due libri di poesia: Autostrada del sole in un giorno di eclisse (Omp, Pavia 2008, 2011) e Parole incrociate (Tracce, Pescara 2008). Ha vinto numerosi poetry slam, tra cui il 6th Trieste International Poetry Slam nel 2011, Poeti in lizza Torino 2011, Poeti in lizza Milano 2011 e Poeti in lizza Torino 2012. A novembre è diventato il campione nazionale italiano di poetry slam e ha partecipato al campionato europeo che ha avuto luogo ad Antwerp.

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