Il pescatore

di Gianluca Garrapa

Nel pomeriggio giunse al piccolo porto e si fermò sulla banchina. Poggiò la piccola valigia e sedette fissando l’orizzonte del mare calmo con le poche imbarcazioni immobili. Tutto era silenzioso.
Aveva occhi nerissimi e fieri, la fronte bassa, il viso rigato di esperienze, di sicuro al limite del soprannaturale, un naso piccolo e gentile.
A un tratto alcune imbarcazioni cominciarono a dondolare. Questo lo incuriosì perché non tirava un filo di vento. Si stupì nel vedere i pescatori ballare sulle loro imbarcazioni aggrappandosi alle sartie per non cadere in acqua.
Uomini e barche erano posseduti da presenze demoniache. Non c’è altra spiegazione, pensò.
Alcuni pescatori caddero in acqua e scomparvero.
In capo a poco tutto ritornò calmo. Afferrò la piccola valigia e fece per andarsene.
Le barche erano vuote e perfettamente immobili come prima. I pescatori sul molo stavano continuando i loro lavori alle reti parlottando e scherzando fra loro, indifferenti e tranquilli.
Se lo raccontassi, mi darebbero del pazzo, disse tra sé, è un segreto che terrò per me.
E questo fu il suo ultimo pensiero perché non appena cercò di fare il primo passo, sentì i polmoni prendere fuoco. Si risedette e gli parve di morire.
Pochi minuti dopo fu destato da ombre che piovevano dall’alto, e da un gran freddo.
Di sicuro sono svenuto e caduto in acqua e ora sto risalendo in superficie trascinato dai pescatori di prima. Non sentiva più male ai polmoni, anche se avvertiva un dolore penetrante nel palato.
Nella frazione di un secondo sentì di nuovo i polmoni bruciare. E in capo a poco si ritrovò scaraventato su una superficie puzzolente e di plastica. Sulle prime la confuse per una barella. Il suo corpo prese a sbattere violentemente. Di sicuro sono le convulsioni epilettiche, pensò. E rimase immobile tra gli altri pesci, gli occhi nerissimi, vitrei e meno fieri di prima.

6 Responses to Il pescatore

  1. bernardo scrive:

    non andrò più a pescare!

  2. giovanni scrive:

    The others…lo scarto del binario. Fine corsa con sorpresa acida. Credevi di aver preso un treno per….e invece ti trovi a…. senza possibilità di remissione.
    Il biglietto è di sola andata.
    Come succede spesso nella vita.

  3. cristina bove scrive:

    che dire? quasi borgesiano, con un pizzico di Dick

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