La domenica ecologica

di Francesca Fiorletta

“Sono una madre povera, mio bambino non ha latte per mangiare”
La nenia disperata parte dal fondo della carrozza, metro B, direzione Laurentina, fermata Cavour.
Due sedicenni romane ridacchiano tra loro, “anvedi questa”, lo smalto laccato dai colori pastello, le frangette nero corvino, la gomma da masticare che odora di cedro e frutti esotici.
Un compagno più maturo, non ancora maggiorenne, sembra redarguirle con lo sguardo. Sta dritto in piedi davanti a loro, ha i capelli lunghi, castani, ondulati sulle punte, un anello di metallo all’indice, uno al medio, un divaricatore al lobo. Annuisce in silenzio mentre s’avvicina alla porta, dice svelto “alla prossima”, poi si volta di sguincio verso la voce che miagola:
“Solo pochi soldi, io porto con me fotografia dei miei figli”
Una signora in abito marrone tira su col naso. È grassoccia e attempata, gli occhiali da vista con la catenella legata al collo, un filo senza tempo di rugosi rombi traslucidi, verde bottiglia, le mani piccole e tozze, un bracciale di evidente caratura da bigiotteria.
L’espressione si fa sempre più cupa, accigliata. È triste, di un languore che sembra ormai incurabile, guarda fisso in direzione della voce gitana:
“Mio figlio non ha labbro superiore, forse operato, solo pochi soldi per latte in polvere”
Mette mano alla borsa, cerca disperatamente al suo interno, sembra pervasa da una fretta insolita, a cui non dev’essere troppo abituata. Lo s’intuisce dalla poca naturalezza con cui si accinge a squarciare la borsa in due, quasi la morde di stizza, per rivoltarne svelta l’intero contenuto sul corridoio della metro B, direzione Laurentina, fermata Garbatella.
Sembra non potersi più esimere dal gesto frenetico, non stacca un momento gli occhi dalla madre povera che grida ancora in crescendo le sue suppliche disarmanti, continua a scuotere la testa con l’aria malinconica e sapiente di chi ambisce solennemente a partecipare del dolore altrui.
“Aiutate miei bambini, solo piccola offerta, Dio vi benedica”
I loro sguardi d’intesa s’incrociano nella speranza, quando finalmente, con fatica, la mano della donna riemerge dalla borsa. Stringe sicura una penna Bic. Sulle cosce tiene adagiata La Settimana Enigmistica. Adesso può iniziare il suo cruciverba.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: