Natale in Anderson Street

di Domenico Caringella

La finestra si aprì e il gelo si precipitò in casa insieme al vecchio Karl fiammeggiante del rosso dell’abito e nello sguardo delle grandi occasioni. Due dei tre figli dei Cooper, i vicini i casa, impugnarono i fucili di legno e glieli puntarono addosso mentre il terzo, il più piccolo, con la bocca emetteva degli strani suoni che volevano essere degli spari.
Il vecchio si portò le mani al petto e dal consumato teatrante che era si accasciò sul pavimento accanto al sacco vuoto.
Jenny, Eleanor, Lafargue, i Cooper, tutti, applaudirono.
Karl si rialzò, si liberò della casacca rossa che copriva una finanziera vecchia di vent’anni ma ancora dignitosa e si sedette al tavolo insieme agli altri.
– Ora che abbiamo ucciso i simboli, possiamo cominciare – disse con la sua voce seria e piena di passione, accarezzandosi la barba d’argento.
La notte di Natale quell’anno a casa Marx fu indimenticabile.

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