La croce

croce

di Domenico Caringella

Il primo regalo arrivò quasi subito, quella stessa notte, come se lo sparo non fosse stato solo un sigillo ma anche un richiamo, un’invocazione; era pioggia che aveva iniziato a battere l’aia, prima con metodo e poi senza tregua, appiattendo il terreno dove i grumi indicavano il punto dove era stato appena smosso.
L’altro dono, secondo un ciclo fatto di tempi ravvicinati e di uno sfolgorante succedersi delle stagioni condensato in una manciata di ore, lo portò il mattino, era sole che asciugando il suolo cancellava le ultime tracce che Maria aveva lasciato andandosene per sempre.
Il disco di fuoco era ormai bianco e alto quando quello che restava della porta cigolò sulle cerniere e Luis uscì dalla vecchia casa cadente. Restò pochi istanti sul porticato, cercando inquieto un segno sulla pianura, poi scese nell’aia e si fermò ai piedi della vecchia cisterna, dove la sera prima aveva scavato la fossa. Notò che rimaneva ancora visibile una sutura, un rettangolo irregolare. Il sole impiegò esattamente altri dieci minuti a cancellare le ultime tracce di quella tomba, che somigliava più a un nascondiglio che a una dimora, lasciando adesso sul terreno soltanto un’impercettibile cicatrice.
Maria era tanto diversa da lui ed era stata chiara al riguardo, voleva la mano di dio sulla sua ultima casa. Ma loro non dovevano trovarla. Così Luis si strappò la croce d’argento che gli pendeva dal collo, quella che gli aveva dato suo padre per i suoi otto anni e la gettò nella polvere, davanti a lui, sopra di lei. Con la punta dello stivale la schiacciò, premendo forte, fino a farla scomparire sotto i primi due strati di terra. E in una tasca della sua giubba scomparve il nastro nero che fino alla sera prima raccoglieva i capelli di lei.
Vide sulla linea dell’orizzonte l’attesa nuvola di polvere alzarsi e aumentare in grandezza, mentre il rombare lontano di cento cavalli al galoppo si faceva via via più intenso. Piangendo montò sul suo e corse verso la mesa, sperando che il vento non portasse indietro l’odore della sua paura.

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