Ludopatici

di Simone Lisi

08.00 pm

Al bar di via Macci, angolo via Ghibellina, non c’è nessuno: son le otto di sera, voglio dire. La gente alle otto non dovrebbe essere da Giuliano. La gente per bene, ma anche quelli marci, alle otto saranno altrove perché qui non è possibile.
C’è la televisione accesa sul primo. Mi chiedo se, quando a minuti inizierà il Tg nazionale, Giuliano cambierà canale, spostando su qualcosa di più consono. E invece no, Giuliano non cambia canale. Ascoltiamo le notizie assieme, non commentiamo. Tutto torna.

Ecco, entra un avventore, è un habitué, lo si capisce dal modo di interagire con lui. Le notizie del telegiornale vengono seguite da Giuliano, dall’habitué e da me. I due commentano a voce alta mentre io, appuntando questa nota, li osservo e commento, perdendo le loro perle di saggezza: sono talmente belle, come le cose vere che non si possono né trascrivere né riprodurre, così mi perdo nel riportarle. Bevo una birra. Domani si vota, dicono al Tg. Domani si vota e si abbassano le temperature. Fino a dieci gradi. L’habitué chiede a Giuliano se voterà o meno, e se sì, per chi. Non so neanche come si fa a votare, risponde Giuliano. Questa non me la perdo, questa me la segno.

8.20 pm

Giuliano consulta la guida ai programmi Tv. Dunque esistono ancora le guide, ma soprattutto qualcuno che le consulta. Ebbene sì, Giuliano, che non è che si chiama Giuliano, ma Carmelo, anche se io mi ostino a chiamarlo così, lo fa.
La televisione è ancora accesa sul primo: in Tv al solito non si vince niente. C’è una tizia, dice di chiamarsi Pietrina.  Si chiamerà davvero Pietrina?
Da Giuliano continua a non arrivare nessuno, come è giusto che sia. La gente a quest’ora è altrove, a casa, a cena. Il ludopatico che è qui da stamani, alle macchinette nel retro del bar, se ne è andato proprio adesso, mentre al Tg, che sta finendo, parlano di bar virtuosi che le avrebbero vietate, le macchinette. Mentre il ludopatico passa davanti al televisore che trasmette il servizio sui ludopatici, con le mani piene di monetine, Giuliano, gestore di bar decisamente non virtuoso, tenta di cambiare canale con nonchalance e cambia su un altro canale: un altro telegiornale, si parla sempre di votazioni, di neo-melodici napoletani e, moltissimo, del maltempo come di una promessa di felicità.

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