That’s (im)possible, Cristò!

Cristò Chiapparino
That’s (im)possible
Caratteri Mobili 2013
pp. 80, euro 8,00

That’s (im)possible, mi ripeto mentre leggo l’ultimo libro di Cristò Chiapparino, edito lo scorso 2013 da Caratteri Mobili.
È impossibile concepire un testo del genere, classificarlo secondo una delle solite e stranote categorie che la critica letteraria adora affibbiare alle scritture contemporanee: non è un vero e proprio romanzo, dacché praticamente non c’è un vero sviluppo della trama nè un consistente approfondimento dei personaggi; non è una raccolta di frammenti, perché nonostante la spezzatura martellante dei paragrafi lo stile essenziale tiene bene insieme, e si svela alla fine essere un corpo solido, unitario e quasi trascendente; certamente non si tratta di poesia sperimentale, sebbene l’esperimento mi sembra essere la chiave di lettura imprescindibile per comprendere lo spirito ultimo dell’intera operazione.
La vicenda è presto raccontata: c’è una lotteria a premi, la più grande lotteria a premi che sia mai stata concepita dall’uomo; i partecipanti devono scrivere il numero più alto che riescono a immaginare e inviarlo in busta chiusa alla redazione di questo programma televisivo, che col passare del tempo diventa talmente popolare da sbarcare addirittura oltreoceano, andando in onda a reti unificate.
C’è un medico, tale Tancredi, volutamente senza cognome, che riceve un manoscritto e lo lascia a riposare sulla sua scrivania per mesi. Quando decide di aprirlo, trova un insieme di testimonianze di cameraman, registi, concorrenti di questo programma tv e scopre la verità sull’ideatore della lotteria. È una verità dolorosa, molto intima, eppure ha il potere, nella sua più ancestrale potenza, di diventare immediatamente filosofica, socializzata. È per questo che Tancredi, il medico o presunto alterego dell’autore, sceglie di divulgarla a noi lettori, in un continuum di finzione narrativa, e lo fa scegliendo proprio di pubblicare quel manoscritto, beato collettore di testimonianze verosimili, di speranze riproposte e di particolarissime riflessioni sull’assoluto. Proprio le riflessioni rendono onore, più di tutto, alla scrittura delicata e pungente di Cristò, che ha il merito di mettere su carta quello che lui stesso, già dall’esergo, si azzarda addirittura a definire: “un racconto orale”. Eccone un meraviglioso esempio, allora:

Pierluigi Mancasi [filosofo, G]
Concetti come tempo, assoluto, infinito hanno una particolare caratteristica: generalmente riusciamo a comprenderli, concepirli, sappiamo bene che significato abbiano quelle parole, ma non riusciamo a spiegarne a parole la vera essenza: parlare del tempo, dell’assoluto, dell’infinito è sempre un parlare relativo, imperfetto. Agostino diceva, a proposito di cosa sia il tempo: «Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegarlo, non lo so», è esattamente questo che voglio dire. In più, se mettiamo in relazione il tempo con l’infinito, otteniamo l‘eterno che corrisponde all’assoluto cioè, in definitiva all’escatologia, al pensiero costante su cui ogni uomo si interroga tutta la vita, cioè la propria finitezza, il proprio essere mortale, il proprio non essere infinito.
Sono pensieri che attraggono e sgomentano ma, in definitiva, sono gli unici veri pensieri che abbiamo.

Quella immaginata da Cristò Chiapparino è la lotteria a cui tutti noi sogniamo intimamente di poter partecipare, un giorno: è quel genere di gioco a premi che non mira solamente a cambiarci la vita, magari rendendoci il portafogli un po’ più gonfio di quattrini, bensì si prefigge come scopo ultimo quello di sovvertire l’immane sistema capitalistico vigente.
Questa volta, per davvero, ciò che conta non è la vittoria in sé, non quella di un individuo singolo, almeno: è una sfida a tutte le leggi di natura, che mira ambiziosamente a un risarcimento collettivo, e che vorrebbe cambiare l’assetto cosmico del pianeta, e dell’intera umanità.
Esattamente per questo motivo, dopo aver finito di leggere il libro, mi ripeto ancora nella testa: That’s (im)possible!

Francesca Fiorletta

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