Elezioni 2013 – Votare… e voteremo!

Il picchiatore fascista poeta Ezio Pound, dopo settimane di pedinamenti accesi dibattiti ci ha minacciati convinti a sostenere la sua candidatura politica. Oltre quindi a implorarlo supportarlo e a chiedere aiuto invitarvi a votarlo, alleghiamo la sua raccolta poetica FA-VA – Famiglie e valori della nostra nazione.
Sotto riportiamo una poesia scritta apposta per la campagna elettorale.
(Ezio, ora per favore di’ a Simone Ghelli dove hai nascosto la sua gatta).

L’elezioni 2013

Quest’anno nelle liste
ce stamo pure noi
che nun saremo santi, però saremo eroi.
Noi chi? Noi populisti
– non diteci fascisti che arivamo e ve croccamo -magari semo giovani ribbelli co’ Leggi il resto dell’articolo

Progetto Evasione

di Andrea Frau

Giugno 2012

Dall’inizio dell’anno sono morti 61 detenuti, 21 di questi sono suicidi.
Un cartello luminoso posto sul tetto della sede del Ministero della Giustizia aggiorna il conteggio in tempo reale.
D’estate la situazione si complica.
Nella sauna del sovraffollamento l’umanità detenuta non espia la colpa, la suda. E gli impiccati se ne stanno come d’estate, sugli alberi, le foglie.

Lo Stato ha appaltato ad una società privata la gestione della mente dei detenuti.
Lo chiamano “Progetto Evasione”.
Grazie a questa multinazionale onirica specializzata in deliri personalizzati ogni detenuto potrà vivere la sua esperienza lisergica Leggi il resto dell’articolo

Ritorno a Canton*

di Francesco Terzago

19.00 [ora italiana] Padova non è più visibile alle nostre spalle. Nella campagna il cielo è degradato dal porpora al viola, l’orizzonte, in direzione di Marghera, ha il colore del petrolio – i lontani casolari con le barchesse, e gli alberi che li circondano, sono ridotti a sagome accucciate tra le fibre della foschia.

19.30 [ora italiana] Il Marco Polo ci offre una decina di minuti per il congedo. Non ci vedremo per quasi due mesi, dieci minuti di lunghi abbracci e brevi sorrisi. Alla mancanza ci si abitua. Sono i primi momenti, quelli a ridosso del distacco, nei quali ci si sente come un albero sferzato da una benna e poi tirato su.

19.42 [ora italiana] La mia valigia sfora di un kg il limite, me la fanno aprire. Tolgo qualche libro, il responsabile del check-in mi dice che, di sotto, ne hanno un’altra, di bilancia. I bagagli che superano i 30kg non vengono imbarcati. Secondo lui è colpa del sindacato. Leggi il resto dell’articolo

Lo Stato contro

Alla luce della dichiarazione del procuratore Grasso sulle politiche antimafia del Governo-Berlusconi, mi è parso opportuno ripescare un estratto da un romanzo, dal titolo di lavorazione “La percezione”, scritto nel bienno 2010-2011 e abbandonato da oltre un anno. Nell’attesa di riprendere quel testo per dargli la forma definitiva che ancora non ha trovato, ne pubblico qui un estratto. Buona lettura e tanta bile.  

Gianluca Liguori

[…] Prima di andare a dormire dà un’ultima occhiata alla televisione, vuole capire chi ha vinto le elezioni: Prodi e i suoi festeggiano in piazza. Lo stesso fanno i berluscones nei salotti in tivvù. Ma chi ha vinto? Qualcuno accenna a dei ritardi sul consueto andamento del flusso dei dati dal Viminale, non tutti sanno che per la prima volta si utilizza un nuovo tipo di conteggio elettronico dei voti. Pisanu dice che la nuova scheda ha funzionato bene, sono ridotte drasticamente le schede nulle. I dati dei DS non corrispondono a quelli del Viminale. Berlusconi chiama i suoi: al vertice di maggioranza partecipano Pisanu, Letta, Pera e Fini: non era mai accaduto prima. Leggi il resto dell’articolo

Ognuno pianga il suo Male

Venerdì 7 ottobre, dopo quasi un anno di battage pubblicitario a fasi alterne, arriverà in edicola “Il Nuovo Male”.
Nuovo perché nuova è la direzione e nuova (o almeno in parte) è la scuderia di autori che ne faranno parte, sebbene – giurano i promotori dell’iniziativa Vauro Senesi e Vincino – a garantire la continuità col passato del giornale sarà la satira pungente delle origini.
E c’è da dire che se in tanti hanno salutato con entusiasmo il ritorno di quella che è stata una delle riviste più rivoluzionarie che la stampa italiana abbia mai avuto, perché assurta – e a ragione – allo status di leggenda per il modo in cui, in soli cinque anni, è stata capace di reinventare un genere, scandalizzare, divertire con trovate geniali nella loro consapevole follia, restano numerose le riserve su quella che sembra solo un’operazione furbetta che sfrutta un “brand” di successo. Leggi il resto dell’articolo

TQ, niente di nuovo sul fronte occidentale

«[…] in Italia gli intellettuali sono lontani dal popolo, […] e sono invece legati a una tradizione di casta, che non è mai stata rotta da un forte movimento popolare o nazionale dal basso: la tradizione è libresca e astratta e l’intellettuale tipico moderno si sente più legato ad Annibal Caro o a Ippolito Pindemonte che a un contadino pugliese o siciliano»

Antonio Gramsci

1.

È dall’uscita di New Italian Epic nel 2008, poi pubblicato da Einaudi Stile Libero nel 2009, che ci si domanda quale possa essere la via da percorrere per fare buona letteratura per l’Italia del nuovo millennio, o come riportare questa a un ampio numero di persone. Ciò, come è logico, è un problema che si pongono in particolar modo gli addetti ai lavori e chi i libri li ama. Ed è proprio nel memorandum dei Wu Ming che, ancora una volta, l’obiettivo viene centrato abbastanza bene. Almeno rispetto a quanto si legge sui Manifesti TQ, pubblicati sul loro blog e poi rilanciati da Nazione Indiana, che segnano, sotto certi punti di vista, un passo indietro Leggi il resto dell’articolo

Il print on demand NON è editoria

[Articolo di Carolina Cutolo riveduto e corretto per Scrittori precari in seguito alla discussione su Scrittori in Causa]

Iniziative come Il mio libro del quotidiano La Repubblica, fanno parte della categoria denominata print on demand (POD), cioè letteralmente: “stampa su ordinazione”. Questo nome (nonostante l’inglese a effetto distragga dal senso preciso delle parole) è già una dichiarazione d’identità, come dire: stampiamo (non pubblichiamo), siamo tipografi (non editori).
Peccato che la campagna pubblicitaria che circonda questo tipo di operazione calchi invece la mano sulla preziosa possibilità che offre alla realizzazione del sogno di ogni aspirante scrittore (che paghi): vedere il proprio manoscritto pubblicato, “accedere al mondo dell’editoria”, come troviamo scritto testualmente sul sito di Youcanprint. Queste operazioni dunque, al pari dell’editoria a pagamento, glissano sul fatto che la discriminante per pubblicare sia il denaro (e chi non ce l’ha, problemi suoi), sottolineando invece la presunta democraticità del fatto che secondo loro chiunque può finalmente realizzare il suo sogno di diventare scrittore, omettendo che in verità tale democraticità è riservata (palese contraddizione in termini) solo a chi paga. Lo slogan del progetto Ilmiolibro.it è illuminante: “Se l’hai scritto, va stampato”, come se il semplice fatto di buttare giù un malloppo di frasi qualsiasi, fosse sufficiente a conferire al testo dignità e diritto alla pubblicazione: un povero aspirante scrittore, ingenuo e narcisista, non aspetta altro che questo tipo di avallo per potersi considerare a tutti gli effetti uno scrittore, cosa che sembra importargli infinitamente più che imparare a scrivere bene. Leggi il resto dell’articolo