Confessioni qualunque – 9

[Ricordiamo ai lettori che Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, è aperta a chi voglia scrivere una confessione. Fatelo anche voi! Svisceratevi! E poi inviate i vostri racconti.]

#9 – Sandro

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
Una giornata non è una bella giornata senza il cappuccino del bar Dante.

Quello con la schiuma non troppo densa, non troppo liquida: ci metti sopra lo zucchero e resta un attimo sospeso, poi sprofonda dopo 2 o 3 secondi, lasciandosi dietro una meravigliosa scia color caffè che sfuma sempre più. E il cappuccino del bar Dante dev’essere accompagnato dallo strudel del bar Dante, morbido, ancora caldo, con una sapiente spruzzata di cannella.

Tutte le mattine, alle 8.10 in punto, non un minuto dopo. Tutto perfetto. Fino a stamattina. Leggi il resto dell’articolo

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Confessioni qualunque extended – 2

[Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, si apre anche ai lettori. Questa settimana un racconto di Arturo Dalì. Confessatevi anche voi! E poi inviateci i vostri racconti, le vostre confessioni più nascoste!]

extended #2
Peppino

di Arturo Dalì

Che resti tra noi.
Certe volte non ho scelta.

L’occasione spesso è un attimo, e se ti sfugge, addio. Non è che puoi stare a ragionarci, bisogna farsi trovare pronti. Stamattina ero al supermercato, un euro e trenta in tasca e fame e caldo e debolezza e ho pesato due susine e una banana mentre infilavo nella borsa due banane e una susina. Volevo rubare pure una birra, ma ho notato un tipo che mi seguiva; l’ho osservato meglio, sembrava mettere nel cestino prodotti a casaccio. Era vestito troppo bene, però; quelli della sicurezza non portano la giacca né la catena d’oro al collo, ma era meglio non rischiare e filare. Quello però mi a seguiva a distanza e mi fissava. Così, quando ho poggiato la frutta sul rullo, mentre ricontavo l’euro e trenta, mi si è accostato come per dirmi qualcosa all’orecchio, e vi giuro, allora ho pensato davvero che si trattasse di uno della sicurezza. Già immaginavo le solite rotture, paternali e minacce di quando ti beccano. E invece il tipo Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque extended – 1

[Da oggi Confessioni qualunque, la rubrica curata dai ragazzi di In Abiti Succinti, si apre anche ai lettori. Si inizia con un racconto di Alessandro Boni. Confessatevi! E poi inviateci i vostri racconti!]

extended #1
Ariele

di Alessandro Boni

Che resti tra noi, Dio non esiste.
E non pensate che io abbia letto Nietzsche o robe del genere, la mia è un’affermazione presuntuosa dettata da una certa evidenza, diciamo matematica. Non mi riferisco nemmeno a cose lampanti, come ingiustizie insopportabili quali guerre, fame e violenze varie che, si dice, non sarebbero possibili se Dio ci fosse. Del resto i teologi per secoli ci hanno spiegato che il male nel mondo sostanzialmente è il frutto del libero arbitrio che Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 8

#8 – Vittorio

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
La nebbia di novembre mi fa sentire bene.

Esco a piedi, la patente me l’hanno ritirata tre mesi fa. Ma meglio così, non m’interessa averla indietro, la patente. Passeggio nella nebbia fino al Sandy; è chiuso solo il martedì. Dicono che la pianura fa schifo, che novembre fa schifo, che la provincia di Reggio fa schifo, che il Sandy è uno schifo di bar. Io dico che al Sandy c’è sempre qualcuno che ti saluta.

C’è Robertobaggio che viene tutte le sere, tranne che nel weekend: lo chiamano così da quella volta che ha raccontato di Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 7

#7 – Luisa

di Linda Caglioni

Che resti tra noi.
Dopo i venti sei una puttana.

Non mi permetterei mai di giudicare la vita delle altre persone. Però, insomma, dopo i venti sei una troia. Significa che dalla tua lontana, memorabile prima volta, ne hai fatte seguire altre diciannove. E non venite a raccontarmi le solite storielle che però dipende, nelle situazioni bisogna esserci etc… perché sono tutte cazzate. Sono tutte parole e le parole sono delle gran civettuole, come diceva la nonna Adolfina, scaricata dal nonno dopo quarant’anni di matrimonio con uno scarno pezzo di carta macchiato di caffè riportante: “Le felicità danzano in cerchio, al bordo di una finestra”. Da quel giorno, passa la sua vita davanti alla finestra: è convinta che prima o poi le parlerà e che le regalerà l’illusione di non essere stata realmente lasciata sola, a pochi passi dall’arrivo.

Insomma, le parole non vanno ascoltate. Sono donnette pronte a farsi palpeggiare sotto la gonna Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 6

#6 – Corrado

di Nicola Feninno

Che resti tra noi.
Penso di essere il miglior suonatore di sax vivente al giorno d’oggi.

Certo, forse buttata lì così è un po’ esagerata. Diciamo che sono presumibilmente il miglior suonatore di sax vivente al giorno d’oggi.
Qui non stiamo parlando di tecnica. Si tratta di esperienze di vita. Si tratta di soffiare la vita dentro la fessura del beccuccio del sax: la musica è una conseguenza naturale. Le dita si allenano, ma se non hai vita non hai fiato da spingere dentro lo strumento.
Per questo ringrazio i miei genitori di non avermi forzato a suonare da piccolo. Magari sarei diventato Leggi il resto dell’articolo

Confessioni qualunque – 5

#5 – Maurizio

di Nicola Feninno

Che resti fra noi.
Fingo di essere muto da sei mesi e mezzo.
Sto andando bene, non ho sgarrato neanche mezza volta: neanche mezza sillaba, né in compagnia, né da solo.
È iniziato tutto così: sono al lavoro al ristorante, tavolo 12; i signori sono al dessert, io inizio con la filastrocca: torta cioccolato e pere, torta alle mele, torta della nonna, tiramisù, crostata al mirtillo, semifreddo al torroncino, semifreddo alla mela verde, crema catalana, panna c-c-c…panna c-c-c-c-c… niente da fare. Non riuscivo a dire cotta. In particolare non riuscivo a pronunciare la c. Basta staccare la lingua dal palato abbastanza velocemente, un movimento netto e automatico, aprire un poco le labbra, arrotondarle appena e poi fare uscire l’aria: panna cotta. Sembra facile: ma non c’era verso di farcela. Panna cotta. Leggi il resto dell’articolo