Il Ponte dei Cani Suicidi – #TUS3

Overtoun bridgeSul nostro blog il martedì è il giorno dedicato ai testi del reading Torino Una Sega 3. Presentiamo dunque il brano di Matteo Pascoletti (tratto dal prologo a un lavoro che, come dice lui, “se va bene uscirà postumo”). Oltre al Ponte dei Cani Suicidi Matteo ha letto un brano da Palace of The End (Neo. Edizioni) di Judith Thompson.

In Scozia, un giorno, un cane s’ammazzò.
Era il Ventesimo secolo, l’uomo considerava il suicidio una propria esclusiva: se anche gli animali erano capaci di gesti autodistruttivi, l’atto cosciente e ragionato era loro impossibile, così come il dilemma morale. Tuttavia queste nozioni non aiutavano a indagare la morte di quel cane: chi si avvicinava all’accaduto finiva per alimentare una nebbia di miti e teorie che si fece presto densa coltre; tra i vapori, l’uomo smanioso di verità riusciva comunque a scorgere alcuni fatti di rilievo.
Il cane si uccise nei pressi di Milton, distretto di Glasgow. Nelle verdi lande della zona si trovava Overtoun House, una villa campestre edificata nel Diciannovesimo secolo: architettura gotica, edera avvinta alle mura e rigogliosa vegetazione che si estendeva all’orizzonte. Overtoun House si raggiungeva passando per l’omonimo ponte, che sovrastava il fiume vicino alla villa nel punto in cui questo compiva balzi a cascata.
A uccidere il cane fu un volo di quindici metri dal ponte. Non fu l’unico esemplare a gettarsi, ma era difficile quantificare i casi e l’arco di tempo in cui avvennero i suicidi: all’inizio nessuno sentì il bisogno di statistiche ufficiali. Tra le dicerie più in voga, una contava duecento cani tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio del nuovo millenio. Quali fossero i numeri, il luogo divenne noto come Leggi il resto dell’articolo

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In memoria e in oblio di S.T. – #TUS3

Continua la rassegna dei testi letti a Torino Una Sega 3. Come già anticipato la scorsa settimana, ricordiamo che buona parte dei racconti letti a TUS3 saranno pubblicati sul prossimo numero di Riot Van in uscita a novembre, e a cui seguirà poi un’antologia completa in ebook. Sia la rivista che la raccolta digitale saranno in distribuzione gratuita.
Adesso spazio al racconto In memoria e in oblio di S.T. del subcomandante Gianluca Liguori, che ha portato come testo altrui un estratto da Lettera al padre di Kafka.

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pallescassate

Le scarse notizie che abbiamo sulla vita di Simone T. emergono dalla prefazione che l’autore stesso ha scritto per la sua unica pubblicazione, Palle scassate. Il libro è il primo titolo della misconosciuta e pirata casa editrice Bacheca Bianca che, a quanto risulta, non è stata mai registrata alla Camera di Commercio né iscritta alla Siae. Digitando su Google “bacheca bianca edizioni” o “casa editrice bacheca bianca” o ancora “pubblicazioni bacheca bianca”, si ottengono appena due risultati. Il primo rimanda all’articolo Teoria e tecnica di un tentativo fallito di rivoluzione, pubblicato il 15 agosto 2005 su manislavate.com, blog del giornalista palermitano, collaboratore della Nuova Sicilia e di Panorama, Saverio Rizzo. L’articolo, raggiungibile grazie alla tag “bacheca bianca”, si apre con l’epigrafe, dall’opera di Simone T.: «Se l’umanità acquisisse consapevolezza di essere soltanto di rado nel giusto, il peso dell’esistenza sulla Terra sarebbe sopportabile per ciascuno di noi.»
Il pezzo, che analizza il rapporto tra intellettuali e movimenti in seguito ai fatti del G8 di Genova, si chiude con un inconsueto post scriptum: «Ho dovuto chiudere i commenti a causa di due, permettete il francesismo, coglioni, che, un minuto dopo aver postato l’articolo, hanno approfittato di questo spazio democratico per offendere, calunniare e insultare la memoria di una persona a me cara, di grande spirito e coraggio, che purtroppo se ne è andata troppo presto. Sono certo che comprenderete i motivi di questa mia scelta.»
C’è ragione di credere che Rizzo si riferisca per l’appunto al nostro autore dalla misteriosa biografia.
La chiusura dei commenti è infatti citata, pur senza link, anche nel secondo collegamento indicato da Google: un post pubblicato il 12 marzo 2006 su lecittàinvivibili.blogtown.com e firmato dal nom de plume Natalino Calvino. I figli spirituali di Italo, nell’articolo Resistenza a mente armata, definiscono Simone T. un esempio puro e incontaminato di letterato militante. Vedono in lui un Leggi il resto dell’articolo

Gli scrittori del CN – #TUS3

Torino Una Sega

Da oggi iniziamo a pubblicare una selezione di racconti dal reading Torino Una Sega 3, come già fatto per Torino Una Sega 2. Vi ricordiamo inoltre che buona parte dei racconti letti a TUS3 saranno pubblicati sul prossimo numero di Riot Van, rivista fiorentina indipendente, in uscita a novembre. RV realizzerà poi un’antologia completa in ebook. Sia la rivista che la raccolta digitale saranno in distribuzione gratuita.
E ora spazio a Simone Lisi, che al Caffè Notte ha letto un brano da Palme selvagge di William Faulkner e il racconto Gli scrittori del CN.

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Caro Liguori,

Come stai? Spero tutto bene. Sono tornato in città dopo alcuni giorni. Abbastanza di buon umore, per il calore incamerato nel mare di Settembre e per un piccolo regalo che ho ricevuto dal destino. Se destino e regalo suonassero davvero concetti troppo seri, diciamo solo di buon umore per una cosa che mi è capitata, un piccolo testo anonimo trovato proprio ieri sera, accartocciato in un angolo, nei bagni del Caffè Notte. Un raccontino canaglia che mi ha fatto sorridere per un minuto e che adesso ti trascrivo di seguito, sperando di farti cosa gradita e magari un mezzo sorriso anche a te. Leggi il resto dell’articolo

A Firenze ci sta bella gente – #TUS3

Antefatto

– Subcomandante Liguori, forse dovresti scrivere un post per commentare Torino Una Sega 3, no?
– Fallo tu, Matteo, mi fido ciecamente.
– Non hai tempo?
– Esatto.

Fine Antefatto

A Firenze, venerdì, c’è stata la terza edizione di Torino Una Sega, “serata di letture a voce alta”. Per me è stata la seconda edizione, ma non prendiamoci in giro: è un dato trascurabile, lo so io e lo sapete voi, quindi passiamo oltre.

Vedere centinaia di persone che affollano tre sale in due locali, e sostano nell’incrocio su cui si affacciano quei locali, o stipano le sale e ascoltano attenti, benché alticci o ubriachi, ti fa capire due cose. La prima è che a Firenze, tutto sommato, l’alcool costa poco. La seconda, ben più importante, è che la letteratura è un fatto sociale, e quando si organizzano gli eventi con questo spirito il successo viene di conseguenza: si sta insieme perché è il mezzo migliore per condividere un interesse, e nel modo scelto di stare insieme eleviamo quell’interesse, e noi con lui. Leggi il resto dell’articolo

Il comunicato stampa urgente

Venerdì l’11 di ottobre (occasione del Torino una Sega 3) sacrificheremo i primogeniti a Baal

in fede,
Flora Wunderkammer, Johnny Internet, Alexis Colby, John Wayne Bobbit II, Matteo Rancid, Handsome Pete, Sarutobi Sasuke (also known as Ilona Sgruller), Ahmad Rawal, et al.

Racconti da #TUS2: collezionali tutti!

torino una segaConcludiamo oggi la pubblicazione dei testi dal reading Torino Una Sega 2. Chi è stato al Caffè Notte quella sera sa che è stato un reading molto partecipato, che ha visto nomi di rilievo del panorama letterario italiano, giovani/quasigiovani promesse e gli imprescindibili “slot superpazzo” (© Vanni Santoni). Nell’impossibilità di pubblicare tutti i testi (sono oltre un centinaio, se la memoria non ci inganna), ringraziamo tutti quelli che ci hanno inviato i propri, chi non ce li ha voluti dare e pure chi non ha risposto alle mail. Ringraziamo infine gli accademici: Raoul Bruni, che ha letto il Discorso di Firenze (1913) di Giovanni Papini, raccolto nel volume L’esperienza futurista; Effe, che ha letto La vita sessuale dei selvaggi di Bronislaw Malinowski; Francesco Ammannati, che ci ha deliziato con la lettera di Belisario Vinta, Primo segretario di Stato del Granducato, al Granduca Francesco de’ Medici.
Quello che segue è l’elenco dei testi da noi pubblicati, in ordine cronologico: Leggi il resto dell’articolo

Il sostituto – #TUS2

buca sabbiaCari lettori precari, oggi siamo assai contenti di ospitare il testo che Luca Ricci ha letto al reading Torino Una Sega 2. Sì, Luca Ricci, l’autore di Mabel dice sì, di cui, sempre su questo blog, aveva scritto Vanni Santoni. Come da consuetudine, Luca al reading ha portato due testi: Il sostituto, pubblicato in Storie scellerate, a cura di Ettore Malacarne (Cabilaedizioni 2009), e La chioma di Guy de Maupassant. Guy non ci ha permesso di pubblicare il suo testo, quindi vi proponiamo Il sostituto.

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Dopo, mia moglie fece il giro delle stanze un po’ spaesata. La casa era piccola. Da un momento all’altro ero tornato come ai tempi dell’università.
– Posso rimanere a cena?
– Non so se è una buona idea…
– Mangiavamo insieme tutte le sere. Che cosa potrà mai succederci?
Non dissi niente. Non seppi stabilire se ne avessi davvero voglia. Come se non bastasse, il frigorifero era mezzo vuoto e non avevo piatti. Né posate né bicchieri né tovagliette di plastica. Non avevo avuto ancora tempo per quel genere di cose. Mia moglie rimase in attesa sulla sedia di cucina, con le gambe piegate vicino al petto.
– Magari ordiamo una pizza?
– Per me va bene.
– Da bere?
– Birra.
Tagliai le pizze con le forbici. Anche a mia moglie piaceva bere alla bottiglia e non la infastidì troppo l’assenza del bicchiere. La luce divenne turchese. Mi sembrò perfetta per quel momento. Poi non si riuscì più a distinguere niente, e allora andai ad accendere la luce. Parlammo poco. Più che altro, ci guardavamo. Mia moglie aveva un modo tutto suo di toccarsi i capelli. Si prendeva una ciocca e la faceva sparire dentro la mano chiusa a pugno. Io continuavo ad aspirare troppo le sigarette. Forse i gesti ci erano mancati più delle parole. Leggi il resto dell’articolo