Per parlare de “La luce che illumina il mondo” di Paola Ronco

la-luce-che-illumina-il-mondodi Laura Liberale

Per parlare de La luce che illumina il mondo di Paola Ronco, mi permetto di partire dalle popolazioni indoeuropee. Pazza idea? Non tanto, se facciamo riferimento alla tripartizione sociale che le accomuna tutte, quelle genti. Penso alla tradizione dell’India, per esempio, con i suoi tre varṇa: sacerdoti, prìncipi\nobili guerrieri e gente del popolo, dove la parola varṇa sta per ‘colore’, e ciascuno dei suddetti gruppi sociali ha infatti un suo colore simbolico: bianco per i sacerdoti, rosso per i prìncipi, giallo per il popolo (c’è poi un ulteriore colore, il nero, per la categoria degli ‘asserviti’ che si aggiunge alle precedenti). Dico questo perché anche Paola Ronco ha creato una specie di ‘tripartizione indoeuropea’ per la città del suo romanzo, città esemplare al punto da chiamarsi Sumonno, ‘Il mondo’, come ogni sardo ben saprà. Sui colori ci torniamo dopo. Leggi il resto dell’articolo

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CRISTALLI

Il cristallo è la mia casa da almeno un anno.

Il cristallo mi permette di stare al sicuro, di poter vedere la realtà nella sua interezza, nel suo vero significato.

Questa vita carica di nulla scompare totalmente nel cristallo.

Me ne avevano parlato molte volte. Mi avevano detto che non ci sarebbe stato più nessun significato ma solo significanti. Nessuna domanda, solo risposte. Pulite, solitarie nella loro chiarezza.

All’inizio ho creduto che fosse soltanto una delle solite cialtronate: quelle offerte che non si possono rifiutare, che non puoi non prendere in considerazione. Dopo le prime reticenze c’è stato il primo avvicinamento.

Non si può entrare nel cristallo di colpo. Il cristallo ti fa suo, ti prende e non lascia più la tua carne, perché il legame è fino alla morte. Leggi il resto dell’articolo