La marcatura della regina

Riportiamo un estratto del romanzo La marcatura della regina (Edizioni Socrates, 2012) di Giovanni Di Giamberardino, secondo titolo della collana Luminol e finalista al Premio Calvino 2009 con il titolo Aristeo e le api. Tra le caratteristiche di questo libro vi è quella di una struttura in 24 capitoli (che si rifanno alle ore della giornata) che potrebbero essere letti anche come racconti a sé stanti, come inquadrature che vanno a ricomporre un puzzle di cui si vedrà la figura intera soltanto alla fine della storia.

«Vieni a letto, tesoro!»
Pierpaolo sperò che non lo chiamasse di nuovo.
«Tesoro!»
Sapeva che non avrebbe smesso fino a quando non fosse andato da lei. Così spense il televisore, nonostante fosse a metà di Fight Club e morisse dalla voglia di scoprire chi diavolo fosse Tyler Durden. Tirarsi su dal divano fu un’impresa titanica: era stata una giornata distruttiva nella sua libreria, spesa interamente a caricarsi e sistemare sugli scaffali le copie dell’ultimo mattone sfornato da Ken Follett, di cui probabilmente avrebbe venduto un quinto visto che il supermercato Sigma proprio accanto aveva iniziato a venderlo con lo sconto del 15%. Per non parlare poi della dose di antistaminici che gli circolava nelle vene: oltre alla spietata primavera doveva fronteggiare pure il vicino di casa giardiniere. Avrebbe perciò preferito concludere quel venerdì in qualsiasi altro modo che non fosse imbalsamarsi a letto a rimuginare sul far west che era ormai diventato il mercato dell’editoria italiana. Purtroppo per lui la sua dolce metà detestava che qualcuno le sgusciasse accanto nella fase R.E.M. Leggi il resto dell’articolo

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La terra vista dalla luna

La terra vista dalla luna (Bompiani, 2009)

di Claudio Morici

Per colpa di Antonella, Simon deve uscire dal sicuro abbraccio della sua cameretta e partire per il Messico.

Per colpa di Antonella, la sua grande amica, conosciuta in ospedale, dove lui era ricoverato per le sue ipocondrie e allucinazioni, mentre lei invece doveva fare i conti con le droghe che riconosceva non dai nomi ma dagli effetti che producevano.

Antonella, che fugge in Messico alla ricerca di sé stessa, dei santoni sulle montagne, della povertà da aiutare, che va ad aprirsi la mente a conoscere la “gente di tutto il mondo”.

Simon che corre in Messico perché la sua più cara amica, che fino ad un anno prima scriveva mail a catena per salvare bambini in mezzo alla strada o per creare nuovi mezzi di trasporto, ora non dà più notizie di sé. Simon che è così distante dallo stile di vita e di comportamento della giovane “E lo sai cosa penso del viaggiare? ‘Na cazzata, esattamente come immaginavo”. La famosa gente da tutto il mondo non esiste, avete mai incontrato un iraniano in un ostello?

Una coppia scoppiata in tutti i sensi. Una coppia poi… per Simon tutto è molto semplice nella sua lucidità immediata, fatta di paure, di sfighe continue e situazioni tragicomiche. Lui conquista con la sua ironia, con una rabbia morbida, fatta di coperte da cui non è mai uscito, fatta dell’aria tiepida del nome a cui si rivolge continuamente durante tutta la sua avventura. Un innamorato? Anche no. Un avventuriero? Ma figuratevi! Un pazzo allora? Forse o forse sicuramente sì.

Nella storia raccontata con uno stile incapace di annoiare però c’è spazio anche per della sana satira, per l’invettiva ghignante e amaramente divertita. Gli ostelli: un luna park di deficienti dove ci si conosce tra occidentali dello stesso status sociale, ci si droga con pochi euro, si rimorchia quando va bene (mai al protagonista) e ci si sente liberi. I rapporti di coppia: nel bel paese sono tutto un rovinare la vita dell’altro e la propria. I genitori: bravi a dire ai propri figli di fare quello che gli pare, nel dubbio di cosa dirgli o non dirgli.

Ad alzare il livello di surreale divertimento ci pensa lo stesso Simon, che invece di semplificarsi la vita, se la complica andando anche a schiantarsi contro gli ideali zapatisti, facendosi passare per un amico di Marcos, pur di portarsi a letto un’americana-colombiana-femminista-trotzkista.

Un romanzo dolce, incantato, rubato ai ritmi lenti del battito del cuore, che cambia la visione del mondo e del viaggio (in barba al Vagabonding di Pott) riportando lo sguardo sulla terra vista dalla luna.

Alex Pietrogiacomi

Claudio Morici sarà ospite di Scrittori precari il 18 marzo 2010 alle ore 21 presso l’Associazione culturale Simposio, in via dei Latini 11/ang. via Ernici, a San Lorenzo (Roma).