La prova

di Ennio Canallegri

We train young men to drop fire on people. But their commanders won’t allow them to write ‘fuck’ on their airplanes because it’s obscene!
(col. Walter E. Kurtz, Apocalypse Now)

Thời cơ thuận lợi
[(è) Il momento favorevole]
(gen. Võ Nguyên Giáp)

Colonna sonora: White Bird, It’s a beautiful day

Il tenente Colley le sigarette le accendeva con uno zippo che era un paradosso. Un insulto. La prima volta che a Tommy era capitato per le mani – direttamente dalle mani di Colley – era stata anche la prima in cui la sua condizione attuale, ciò in cui si era trasformata la sua vita da quando era arrivato in quella terra di pioggia, fango e piombo, gli si era svelato in tutto il suo fulgore, nel suo fuoco rutilante e distruttore.
Il tenente prima di iniziare a parlare con qualcuno, aveva l’abitudine di offrirgli una sigaretta; se ne accendeva prima una lui, poi ne passava un’altra insieme allo zippo a chi gli stava di fronte. Tom aveva letto le parole incise sull’accendino al momento di restituirlo al tenente, che intanto aveva già tirato le prime due boccate e stava per attaccare a parlare. “Fighting for peace is like screwing for virginity” recitava la frase. Tommy che laggiù, quasi senza accorgersene, si era improvvisamente trovato a dover uccidere più persone che insetti, e che conosceva a memoria le voci che assicuravano che William Colley fosse nel selezionato club dei doppi veterani, i soldati che nei villaggi violentavano le donne poco prima di ammazzarle, pensò che il mondo che credeva di conoscere procedesse al contrario.
– Che c’è soldatino, non vuoi rendermelo? – gli chiese Colley, porgendogli una mano e sollevando il labbro superiore di sbieco, in una smorfia che voleva essere un sorriso senza riuscirci. Leggi il resto dell’articolo

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Un viaggio con Francis Bacon

UN VIAGGIO CON FRANCIS BACON *

“Di notte teste esplose mi vengono a bombardare mente e stomaco mentre tento di dormire. Ho preso due pastiglie di Minias, un sonnifero non forte che mi permette di addormentarmi quando l’insonnia mi si accanisce contro, ma quelle teste mi perseguitano. Più di tutte, quella di John Kennedy sull’auto presidenziale, a Dallas. In effetti non scoppiò, ho visto come tutti quel filmato decine di volte, ma la mia distorsione me la fa vedere esplosa. È sempre Bacon che mi perseguita, le sue teste, le fauci umane, lo spalancarsi dell’abisso.

L’uomo baconiano è tutti e nessuno, ora l’ho capito. È il venditore in Mercedes incontrato a fine inverno davanti al tabaccaio, ma è anche John Kennedy nel pieno della sua morte violenta. È il ragazzo del Vietnam vittima di uno scontro a fuoco. È addirittura la testa pelata del colonnello Kurtz impersonato da Marlon Brando in Apocalypse now. La filosofia di Kurtz, esplicata nel suo monologo, è una filosofia dell’accettazione della morte e soprattutto dell’assassinio senza riguardo che non è nemmeno immorale, è semplicemente lineare, fino a raggiungere proprio una non sottile linea di straordinaria purezza.

Ecco, il dolore e il male rappresentato da Bacon mi sembrano alla fine coinvolti in una strana purezza naturale. È come se l’uomo baconiano, afflitto, sconfitto, frustrato, sia preda di un male naturale che è puro, perché inevitabilmente intricato con la natura. Una natura che non ha riguardi nel nascere e nel morire, che si fa largo sulla nostra terra tramite la brutale selezione della specie. L’uomo baconiano è arrivato al termine di questa selezione, ma da sconfitto.”

Franz Krauspenhaar

* Estratto da Un viaggio con Francis Bacon (Zona, NOVEVOLT, 2010): Francis Bacon nella vita di uno scrittore. Un libro ibrido, che mischia strutture narrative e stili letterari, e che traccia indelebilmente i contorni del mondo della contemporaneità. Un piccolo grande viaggio pop, tra cinema, musica e poesia. Viaggiare assieme a Francis Bacon, in questo libro, significa sporgersi dalla balaustra del traghetto, e guardare all’orizzonte il vuoto, in un dialogo con la crudele e tagliente scrittura di Franz Krauspenhaar, già autore di Avanzi di balera (Addictions), Le cose come stanno e Cattivo sangue (Baldini Castoldi Dalai), Era mio padre (Fazi), Franzwolf. Un’autobiografia in versi (Manifatturatorinopoesia) e L’inquieto vivere segreto (Transeuropa), nonché ex redattore di Nazione Indiana e uno dei principali animatori dei dibattiti culturali in rete.

Inoltre Scrittori precari segnala giovedì 1 aprile 2010, alle ore 18.00, presso la Feltrinelli international, in via Cavour 12r presentazione dei primi libri della collana NOVEVOLT, Il molosso. La leggenda del cane di Enzo Fileno Carabba e Un viaggio con Francis Bacon di Franz Krauspenhaar. Saranno presenti, oltre agli autori: Vanni Santoni, Jacopo Nacci, il curatore della collana Alessandro Raveggi e l’editore Piero Cademartori. Reading a fine presentazione.