Ora potete vendicarvi

ORA POTETE VENDICARVI
Invito ai lettori di Scrittori precari alla spietata critica di Caterina fu gettata.

di Carlo Sperduti

Ciao a tutti, mi chiamo Carlo Sperduti. A molti di voi, fortunatamente, questo nome non dirà nulla. Altri, meno benvoluti dal destino, si ricorderanno di mie apparizioni, più o meno fugaci, su questo blog o ai reading di Scrittori precari. Tutto cominciò nel marzo 2010 con Leggi il resto dell’articolo

Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 10

Ricordate il mal di denti di Mal di Libri? Il responso del dentista è stato netto: via i denti del giudizio, e anche con una certa fretta: sono bombe pronte a esplodere. Che poi, dei quattro, ne era uscito solo uno; gli altri son rimasti sotto, ce n’è uno, terribile, che è addirittura in orizzontale sotto la gengiva. Tre giorni fa ho tolto il primo e dopo due giorni difficili oggi sto un po’ meglio, ma la mia esperienza è in netto contrasto col detto “via il dente, via il dolore”: il dolore vero Leggi il resto dell’articolo

Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 9

A Roma ho recuperato una mia vecchia tastiera da collegare al portatile, ma dopo una settimana non sono ancora riuscito ad abituarmi, sono lento, le dita si muovono con fatica e incontrano una durezza che ricorda i tempi – sarà stato dieci anni fa – in cui adoperavo la macchina da scrivere di mio nonno. Mi ci vorrà un po’ per abituarmi, inoltre nella settimana messa alle spalle ho scritto poco, quasi mai al computer e di rado su internet. Ho usato per parecchi mesi, prima di comprare il portatile nuovo, due anni e mezzo fa, questa tastiera con cui devo entrare in confidenza. È il secondo pc a cui faccio saltare i tasti, al vecchio saltarono prima la L e poi la A. La tastiera che ha perso la O era la migliore che avevo trovato, dovrei trovare qualcuno che riesca a ripararla.
Come vi dicevo la scorsa settimana, sabato sono stato a Lucca Comics Leggi il resto dell’articolo

Appunti biodegradabili dalla terra della fantasia – 5

Venerdì scorso, come sapete, sono tornato di nuovo a Roma. L’intenzione era quella di partire da Frigolandia verso le due di pomeriggio, ma quando sono riuscito a salire in macchina erano le quattro e mezza. Fino all’uscita di Roma nord il viaggio è filato liscio, ma non appena sono entrato nel raccordo: il caos. Le macchine erano incolonnate su tre file che procedevano a passo d’uomo, mentre io già cominciavo a rimpiangere la mia nuova casa e non vedevo l’ora di tornarmene in Umbria. La cosa più terribile, tra tutte, è la differenza della qualità dell’aria. Leggi il resto dell’articolo

Trauma cronico – Lo spettacolo

Avete letto, sì, il diario di bordo di Colle Val d’Elsa? Ecco, di quello spettacolo, che siamo pronti per portare in giro, abbiamo il trailer:

Vogliamo venire anche nella tua città. Contattaci su scrittoriprecari@yahoo.it

Ne approfitto per ricordare i prossimi appuntamenti capitolini con il reading itinerante Scrittori precari:

21 gennaio 2010

ore 18.30

Libreria Rinascita

Largo Agosta – Roma

Ospiti Pier Paolo e Massimiliano Di Mino

***

28 gennaio 2010

Ass. Cul. Simposio

Via dei Latini 11/ang. via Ernici

San Lorenzo – Roma

Ospiti Peppe Fiore e Vanni Santoni

Trauma cronico – Appunti

Sono in ritardo mostruoso, in genere il pezzo per Trauma cronico sono solito scriverlo almeno un paio di giorni prima della domenica, lo carico sul blog e programmo la sua pubblicazione per la mezzanotte e un minuto. Questa volta no. Questa volta avevo buttato giù qualche appunto, delle riflessioni sull’omicidio di Brenda, sulla storiaccia della querela a Tabucchi da parte del presidente del Senato (colpirne uno per educarli tutti), oppure dell’inquietante caso Cosentino, avrei voluto parlare di queste cose e concludere con la bella notizia della decisione del giudice a sospendere l’ordinanza di sfratto a Frigolandia di cui vi ho parlato già qui e qui.

E invece sono nella mia stanza, mezzanotte passata da un po’, Zabaglio è appena andato via, era venuto un paio d’ore fa, dopo avermi telefonato per uscire ma io ero troppo stanco. Abbiamo mangiato un piatto di pasta col pomodoro e chiacchierato di tante cose. Abbiamo letto insieme il pezzo di Alex del primo tentativo di racconto collettivo che stiamo sperimentando noi precari, e poi il pezzo, fantastico, del Diario di bordo di Colle Val d’Elsa di Vanni Santoni. Già, perché con Scrittori precari non ci fermiamo mai. Venerdì scorso siamo stati all’università di Siena, in una splendida giornata letteraria in cui prima Wu Ming ha presentato Altai (di cui vi invito a leggere il resoconto qui) e poi Rovelli ha presentato Servi.

Nemmeno una settimana dopo, giovedì, eravamo a Colle Val d’Elsa. L’appuntamento con i ragazzi era per l’una e mezzo a casa mia, dove avremmo dovuto mangiare la frittata di maccheroni di Zabaglio e poi partire. La frittata fatta da Zabaglio era qualcosa di immangiabile, insipida, gommosa, insapore, dopo il primo morso ho desistito, eppure io non sono di quelli schizzinosi, mangio quasi tutto. Ma la frittata di Zabaglio era qualcosa di indescrivibile. Lo stesso Piccolino non è riuscito a buttarne giù più di due bocconi. Zabaglio non sa bere, non sa mangiare e non sa cucinare; lo amiamo anche per questo. Lo abbiamo preso in giro per l’intero viaggio, sgranocchiando risate incontenibili.

Siamo arrivati a Colle che era già buio, abbiamo parcheggiato e passeggiato fino a che non ci ha raggiunto Francesca, che ci ha scortato dapprima a depositare gli zaini, prendere un caffè rigenerante e una mezz’ora di relax a Villa Francesca, dove eravamo ospiti, e poi di lì al Teatro dei Varii dove ci aspettavano i registi, gli straordinari Dimitri Chimenti e Andrea Montagnani. Quindi prove. Una pizza e del vino in teatro. Ancora prove. Poi tutti a Villa Francesca, dove.

Premo il tasto ffww – scorre la nottata insieme a Luca ed Angelo (Simone, arrivati a casa, si è messo nel fodero, ha letto qualche pagina di un libro, poi è crollato) e la notte, quindi eccoci al venerdì mattina. Si è trascorsa la mattinata tra la casa e il giardino, in completa rilassatezza e buon umore, poi si è andato a mangiare un paio di panini a qualche chilometro di distanza, quindi di nuovo a casa fino alla chiamata del Chimenti che ci dava appuntamento per le cinque e mezzo in teatro, dove si è fatta un’altra prova, e poi mentre si fumava sigarette fuori è arrivato pure Vanni. Rituale di baci, abbracci, sorrisi, poi via con la prova generale. Quindi ancora un’altra pizza, la birra, le sigarette, il caffè, il whisky, ed il teatro che si riempiva e s’era fatta l’ora.

Lo spettacolo si chiama proprio Trauma cronico. Appunti per un film in terra straniera. Quando Dimitri mi ha chiesto l’autorizzazione ad utilizzare per lo spettacolo il nome di questa rubrica, mi sono sentito molto orgoglioso di me stesso.

La performance è volata. Siamo andati alla grande, tutti bravi. I registi, due pazzi. Vanni è stato eccellente, come suo solito. Non vedo l’ora di leggere il suo prossimo romanzo.

Una serata eccezionale. Siamo partiti per il verso giusto in un’altra nuova magnifica avventura. Certo c’è ancora tanto da crescere e da lavorare, ma sono certo che se ne vedranno ancora delle belle. I lavori, d’altronde, non finiscono mai.

Vi saluto tutti, abbracciandovi, invitandovi a ritornare domani, lunedì, per il Diario di bordo della carovana errante di Scrittori precari con piacevolissimi contributi esterni, ma non vi dico altro. L’appuntamento è a domani.

Buona domenica

Gianluca Liguori